Home arrow News & Ideas arrow Buon 2010
Login Form





Lost Password?
No account yet? Register
Buon 2010

globo.jpgSi sta chiudendo il 2009, il Decennio Zero, e ne approfittiamo per fare gli auguri ai nostri amici e partner. Si sta chiudendo il decennio lungo, parafrasando il titolo di un famoso saggio di Hobsbawm, iniziato con la caduta del muro a Berlino. Si parlò di fine della storia, poi tragicamente accelerata dall'attentato del settebre 2001, e l'anno prima il fallimento della net economy pose fine all'idea di uno sviluppo senza scossoni, illimitato. La crisi del biennio 2007-2008 ha poi rilanciato la centralità della produzione sulla finanza, e tutti stiamo sorvegliandi i timidi segnali di ripresa. Buona fine decennio, e un augurio che il prossimo sia segnato da nuovi equilibri e da maggior stabilità, e il 2020 ci faccia ritrovare un mondo più sostenibile, ed equo.

Su la Stampa il direttore Calabresi riflette sullo scenario di fine decennio e sulla concomitanza, ieri, di tre sfide agli Usa e all'Occidente, da parte di Teheran, Pechino e Mosca.

Teheran che rigetta il controllo sul nucleare pulito, ma è scossa da una crisi di credibilità di un regime sempre più inviso ai giovani e a strati ampi della società.

Pechino che giiustizia per la prima volta un criminale con passaporto britannico e sembra flettere i muscoli per prepararsi alla leadership futura.

Mosca che torna a fare la voce grossa con gli Usa sul dislocamento dei missili e sul trattato di non proliferazione.

Tutti segnali che indicano le difficoltà della leadership occidentale, e degli Usa in primo luogo, impegnati a risollevarsi da una crisi economica profonda e tornati sotto al minaccia di un terrorismo diffuso. Gli equilibri del mondo stanno mutando, il futuro dello sviluppo vede protagiosti i Paesi emergenti, e questo non può che essere letto come fatto positivo e di riequilibrio. La centralità dell'Atlantico cede il passo a quella del Pacifico e dei Paesi che vi si affacciano sul lato orientale.

In questo quadro è l'assenza dell'Europa, di un suo peso politico, risultato evidente anche a Copenhagen, a pesare in modo grave sullo scenario internazionale.

A un mese dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, con una guida divisa tra un presidente del Consiglio Europeo e un semestre a guida nazionale (tocca alla Spagna di Zapatero), un ministro degli Esteri ma non una politica estera comune, l'Europa è chiamata a decidere il suo ruolo nel prossimo decennio. Se unita, può svolgere da contrappeso nel binomio Cina-Usa, divisa non può che difendere, male, gli egoismi nazionali.

A tutti noi l'augurio che si ritrovi lo spirito unitario dei padri fondatori. Ne abbiamo bisogno, ne ha bisogno il mondo.

 

Segnaliamo qui alcuni articoli  correlati dal Dossier ISPI 2010:

 
Subscribe
feed image
feed image
feed image
Nuovi progetti
Commissione Europea/DG Regio, Attività di ricerca sull’impatto di modifiche regolamentari in termini di costi amministrativi per la gestione dei Fondi Strutturali.
Provincia di Torino, Servizi di supporto alla Provincia di Torino per la gestione delle politiche del lavoro, FSE 2007-2013 della Regione Piemonte.
Regione Calabria, Servizi di assistenza e supporto tecnico e amministrativo all'istruttoria delle domande di aiuto sulle  Misure 1.2.1 e 1.2.3 del PSR Calabria 2007-2013.
Turchia, Assistenza Tecnica, Informazione e Pubblicità per Operazioni potenziali e beneficiari dei Grant (HRD OP 5.2).
Vedi l'elenco completo dei progetti .
.
Quality certification
logo_sgs.jpg Archidata is certified UNI EN ISO 9001 for the following sectors: Strategic, management, organization, ICT advice. Technical assistance to European programmes and project and Public Administrations for programming, management, monitoring, control and evaluation. Assistance and advice for internationalization of enterprises and institutions. Studies and researches about national and European regulations and policies. Design and implementation of Information Systems. Sector EA: 35, 33