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I temi dell'alimentazione
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Il tema dell’alimentazione è uno dei più urgenti e ci accompagnerà in questo inizio di millennio: 900 milioni di persone nel mondo vivono sotto il livello della povertà. Negli scorsi due anni l’impennata dei prezzi delle materie prime alimentari ha creato una situazione di vera e propria emergenza, che solo l’infiammarsi della crisi finanziaria ha un poco attenuato. Eppure il modo in cui si affronta questo tema strategico paradossalmente negli ultimi anni si è fatto via via più debole. I dati forniti dalla FAO sono preoccupanti: il numero delle persone sotto questo livello è diminuito del 9% nel decennio 1975-85, del 10% nel decennio 1985-95 e solo del 3% nel 1995-2005. Poi è peggiorato nettamente a seguito dell’impennata dei prezzi delle materie prime alimentari. Il mondo della ricerca e le università, stanno cercando di porre rimedio a questa situazione, ma anche qualora la terra fosse in grado di produrre una quantità di alimenti sufficiente per sostenere l’intera popolazione del pianeta, resta il fatto che la distribuzione delle risorse è del tutto diseguale. L’Ocse ha recentemente deciso di affrontare i temi dell’emergenza in una conferenza che si è svolta dal 6 all'8 aprile a Praga. Lì si sono discusse recenti ricerche sulla clonazione animale, la qualità del cibo, il controllo della peste, il deterioramento del suolo, la disponibilità dell'acqua a livello mondiale e l'aumento della domanda, il buiocarburante. Soluzioni sostenibili richiedono scelte scientifiche e governative. Sono stati discussi i temi più importanti che riguardano il settore: La prima sessione si è occupa dei rischi sulle risorse (suolo e acqua), e dei recenti sviluppi legati all’irrigazione e alle sementi ibride. Charlotte de Fraiture, dell’International Water Management Institute in Accra, Ghana, ha sostenuto l’autosufficienza a livello globale per acqua e suolo nei prossimi 50 anni, ma questo è un dato generalizzato. Se però i trend attuali proseguissero, si potranno verificare crisi di scarsità idrica in molte parti del globo. Ogni anno, i raccolti consumano circa 7.100 Mdi di metri cubi d’acqua per soddisfare la domanda globale di cibo, che equivale a circa 3.000 litri per persona al giorno. Da un lato, l’aumento della popolazione e del reddito, nonchè la variazione delle diete fanno aumentare rapidamente la domanda di cibo; dall’altro l’aumento della domanda di biomasse per biocarburante fa crescere la richiesta di derrate agricole e quindi di acqua. Alcune previsioni raddoppiano la domanda d’acqua per l’agricoltura nei prossimi 50 anni, aggravando una situazione che vede già 1,2 Mdi di persone vivere in aree a scarsità idrica. Nella seconda sessione, dedicata ad una agricoltura sostenibile, Pedro Sanchez, della Columbia University, si è occupato di come introdurre cambiamenti per la sostenibilità nel mondo sviluppato e nei Pvs. L’’utilizzo di semi di granturco potenziato e di fertilizzanti minerali in una decina di Paesi dell’Africa sub-sahariana (circa 400.000 persone) ha consentito di aumentare in modo considerevole il raccolto di alimenti di base, trasformando il deficit in surplus. Il raccolto di mais è passato da 1,7 a 4,1 tonnellate per ettaro. In Malawi, grazie ad una attenta politica governativa, i raccolti sono stati molto superiori che nel passato, trasformando il Paese da importatore a esportatore, e addirittura a donatore di cibo ai Paesi vicini. Altri Paesi stanno seguendo l’esempio e occorrono nuovi meccanismi finanziari. I paesi sviluppati, dal canto loro, devono cessare pratiche negative come l’ipernutrizione, inquinando i fiumi e le acque costiere. Devono abbandonare le monocolture estensive e senza rotazione, abbandonando le pratiche che portano all’erosione del suolo; l’abbandono dei sussidi agricoli renderà l’agricoltura più sostenibile. La sostenibilità va costruita su basi scientifiche: l’utilizzo di colture geneticamente modificate può diminuire l’uso di insetticidi. Le coltivazioni organiche sono possibili nei Paesi sviluppati con terreni molto ricchi, non certo nei Paesi poveri. La terza sessione si è occupata della concorrenza in agricoltura tra cibo, fibre e carburante, tra cibo e bioindustria, piuttosto che dell’utilizzo di farine vegetali negli allevamenti ittici. La 4° sessione si è occupata di sicurezza alimentare attuale e futura, che passa dal mutamento di alcune pratiche agricole e nella ricerca genetica orientata a modificare animali e piante e a sostenere la biodiversità. La 5° sessione ha discusso di aspetti regolatori, della divisione tra l’approccio Usa alla biogenetica animale e l’approccio cautelativo della UE sugli alimenti, nonché i programmi OCSE sulla biosicurezza e biotecnologia. Louis-Marie Houedebine dell’INRA francese ha discusso di clonazione animale e transgenica. Le due tecniche offrono nuove opportunità per sfruttare il genoma degli animali domestici. La clonazione è un modo per generare animali con il medesimo genoma dei loro genitori, conservando valori di genoma di alto livello qualitativo perpetuati dalla riproduzione precedente. La trans genesi invece introduce caratteri noti nella prole di una sola generazione, e ciò implica l’aggiunta al genoma di geni estranei, o la disattivazione di specifici geni endogeni. Tra i progetti in corso c’è la riproduzione e lo studio di animali resistenti alle malattie, crescita accelerata, miglioramento della qualità della carne o del latte, produzione di latte contenente proteine anti-patogene o in grado di di limitare l’inquinamento. Ne deriva che clonazione e transgenesi sono tecniche opposte ma complementari. La clonazione viene utilizzata per generare animali transgenici e viene implementata per incentivare alcuni caratteri transgenici nelle mandrie. L’EFSA, Autorità Europea per la sicurezza alimentare, ha emesso alcune linee guida per indicare a quali condizioni può essere usata la carne ottenuta da cloni animali e dalla prole clone ottenuta da riproduzione sessuale. Viene ammesso che i cloni adulti, pur sembrando normali sono epigeneticamente modificati, mentre la prole derivante dai cloni è tornata alla normalità. Dati affidabili, ma limitati per ora, non evidenziano alcuna differenza fisica significativa tra cloni, loro prole e animali comparabili. L’EFSA ne deduce che: • La carne dei cloni e della loro prole è sana quanto quella di animali comparabili; • servono maggiori dati per condì fermare queste conclusioni; • è necessario un lungo monitoraggio per confermare che la prole dei cloni ha una salute normale L’European Group on Ethics in Science and New Technologies ha deciso che non è accettabile la diminuzione del benessere animale derivante dalla clonazione. La Commissione Europea, dopo avere analizzato i dati ha deciso che i benefici derivanti ai consumatori dalla clonazione devono ancora essere dimostrati. Il metodo transgenico come mezzo per auemntare la produzione animale ha ricevuto uno scarso sostegno dalla UE e progetti relativi praticamente non ne esistono. L’EFSA è stata recentemente incaricata di definire le condizioni alle quali il cibo derivante da animali transgenici può essere usato senza controindicazioni. Questi, ed altri, dovrebbero essere i temi al centro dell'Expo 2015 di Milano |
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Commissione Europea/DG Regio, Attività di ricerca sull’impatto di modifiche regolamentari in termini di costi amministrativi per la gestione dei Fondi Strutturali.
Provincia di Torino, Servizi di supporto alla Provincia di Torino per la gestione delle politiche del lavoro, FSE 2007-2013 della Regione Piemonte. Regione Calabria, Servizi di assistenza e supporto tecnico e amministrativo all'istruttoria delle domande di aiuto sulle Misure 1.2.1 e 1.2.3 del PSR Calabria 2007-2013. Turchia, Assistenza Tecnica, Informazione e Pubblicità per Operazioni potenziali e beneficiari dei Grant (HRD OP 5.2). Vedi l'elenco completo dei progetti . . |
Il tema dell’alimentazione è uno dei più urgenti e ci accompagnerà in questo inizio di millennio: 900 milioni di persone nel mondo vivono sotto il livello della povertà. Negli scorsi due anni l’impennata dei prezzi delle materie prime alimentari ha creato una situazione di vera e propria emergenza, che solo l’infiammarsi della crisi finanziaria ha un poco attenuato. Eppure il modo in cui si affronta questo tema strategico paradossalmente negli ultimi anni si è fatto via via più debole. 

