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Il futuro della Cina
Kevin Kelly è stato fondatore e curatore di Wired, la bibbia della net economy. Poi i suoi interessi si sono allargati a temi di tipo sociale; attualmente promuove, tra l'altro, un inventario di tutte le specie viventi, un progetto conosciuto anche come Linnaean enterprise. Il progetto All Species Inventory ha ricevuto un finanziamento di un milione di dollari, per un progetto sottoscritto da molti centri di studio della biologia è considerata un’ "idea il cui tempo è maturo". L’obiettivo è di realizzare un catalogo sulla rete di tutte le specie esistenti in una sola generazione (entro 25 anni).  Kelly gestisce anche un blog , in cui si occupa di trend concettuali. In uno dei suoi post si interroga sul futuro della Cina.

china-island-400_2.jpgKevin Kelly propone una serie di affascinanti quesiti sul futuro della Cina. La Cina è un'isola, è il suo presupposto iniziale, la parte (minimale) indicata nella cartina che è abitata dagli Han. Il resto, tutto attorno, le acque profonde, è rappresentato dalle aree del Paese popolate da etnie diverse. Una fascia prottettiva che ha funzionato da barriera fisica e culturale, con contraddizioni profonde rispetto al centro.

Queste aree sono largamente sottosviluppate, con reddito e condizioni di vita incomparabilmente più basse di quelle dell'"isola". Le attese di queste aree sono di ricevere ingenti finanziamenti dall'isola, in un momento di rallentamento dell'economia mondiale. Per cui la domanda di Kelly è: c'è l'eventualità che la Cina faccia la fine dell'Unione Sovietica?

In fondo, la Cina ha molto più bisogno dell'economia mondiale di quanto questa abbia bisogno del gigante asiatico. Questa riflessione fa correre la memoria a un libro di Gianni Sofri che si studiava nelle università negli anni '60: Il modo di produzione asiatico. In esso l'autore spiega come questo sia basato su un forte potere centralizzato, che si regge sul consenso dovuto alla capacità di gestire le grandi opere pubbliche. Nel momento in cui abdica a questo compito, il suo potere viene minato alle radici.

Ora, le contraddizioni attuali della Cina sono enormi, non solo isola-acque profonde, ma all'interno stesso dell'sola città-campagna, neoricchi e ed esclusi. Sinora la leadership cinese è riuscita magicamente a mantenersi e a mantenere l'equilibrio, ma Kelly si chiede: se si guarda la cartina, viene da pensare che  un collasso o addirittura una digregazione sia possibile. Inimagginabili gli effetti.

 
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