Home arrow News & Ideas arrow Le narrazioni del futuro
Login Form





Lost Password?
No account yet? Register
Le narrazioni del futuro
venice.jpgIn momenti di crisi profonda - e non vi è dubbio che l'attuale, con la traslazione dal mondo finanziario all'economia reale, sia uno di questi - l'uomo tende a interrogarsi sul futuro. Lo fa per tentare di prefigurare uno sbocco possibile e per predisporre delle reti di protezione, ma anche nel tentativo, o nell'illusione, di condizionarlo, se non di determinarlo. La teoria del caos, tra le altre, ha da tempo destituito di fondatezza questa presuntuosa velleità.
Cosa si può fare allora? E' vano qualsiasi tentativo di comprendere in maniera seppur limitata il senso che prenderanno gli accadimenti presenti, e come possono contribuire a indicare i futuri possibili? Siamo condannati a un'attesa passiva, all'inazione?
Nòva ora, inserto scientifico del sole 24ore, e Telecom Italia, hanno cercato di dare una risposta a queste domande con una iniziativa eterodossa, non invitando accademici e futurologi, ma raggruppando un certo numero di persone che, nel loro contesto - anche universitario - sono stati innovatori. A questo gruppo di persone, nella convinzione che l'innovazione è oggi un fatto collaborativo come ha sostenuto Franco Bernabé , AD di Telecom, è stato affidato il compito di fare una ricerca in pieno spirito Wikinomics .
Venice Sessions , questo il titolo dell'incontro, come una sessione jazz ha raccolto gli asolo degli invitati. Ciascuno attraverso l'evocazione di 5 parole che, a suo modo di vedere, raccontano il futuro ha composto un complesso affresco tutto da elaborare. Infatti, osserva Luca de Biase nell'avviare la giornata, se non è possibile predire il futuro - addirittura Bernabé sostiene che "non c'é" - è però possibile farne una narrazione, perché questo è ciò che avviene nel mondo dei media, e questo ha delle conseguenze.
Tim Berners Lee , un eroe del nostro tempo lo ha definito De Biase, chiamato a raccontare come è cambiata in questi 20 anni la sua idea di futuro, ha dato una spiegazione netta della difficoltà del tema: "mentre immaginavamo il futuro, non avevamo il vocabolario adatto per descriverlo". E per dare concretezza a questa affermazione, per dire come l'evoluzione del web nel tempo ha cambiato la percezione di sè, racconta: "Il web è un mezzo di comunicazione, non è più un network di pagine, ma una rete di persone. Sono le persone che danno il senso ai link". E che la rete sia sempre meno un insieme di apparati tecnologici, e sempre di più un ecosistema abitato da umani, è una convinzione che si sta affermando, e che risuona in molti degli interventi nel dibattito.
Alessandro Baricco, il cui intervento riportiamo per intero, ha una tesi ancora più drastica di quella di Bernabé: "il futuro è finito", scandisce nel suo intervento.


Oggi la narrazione prevale sulla realtà, i termini progresso e progetto perdono di consistenza; forse solo in ambito tecnologico il progresso ha mantenuto un minimo di credibilità (anche se una vasta parte di opinione pubblica ritiene si vada verso l'imbarbarimento). Si sta sostituendo a futuro un concetto più blando e più tranquillizzante, il "nuovo". Da qui un senso di sostanziale immobilità, se non per un dato macroscopico: un lento ingresso di una moltitudine di umani nel regno dei desideri, dei consumi, delle aspirazioni, prima luogo privilegiato delle élite. Riecheggiano qui le riflessioni del Jeremy Rifkin de "L'era dell'accesso ", con la sostituzione del possesso da parte dell'esperienza.
In questo quadro di immobilità, Internet e i giovani costituiscono una discontinuità, e la rete è il luogo in cui i giovani esprimono una loro profonda differenza rispetto alle altre generazioni. Due sono gli esempi di Baricco:
- la sostituzione della ricerca di senso attraverso l'intensità raggiungibile con profondità con un'idea di dinamica in superficie per arrivare al cuore delle cose, attraverso il multitasking. Quindi la contrapposizione tra velocità, dinamica, superficie e concentrazione, permanenza, lentezza, profondità. Qui riecheggiano concetti già affrontati nel suo libro I barbari.
- un'idea totalmente differente della relazione naturale/artificiale o, detto in altre parole, di reale/virtuale. Per cui l'esperienza compiuta in nuovi mondi sintetici, la rete o i siti di relazioni sociali, hanno altrettanta concretezza delle interazioni quotidiane nel mondo fisico.
Soprattutto i giovani, ma anche noi, stiamo subendo questa mutazione, che è un processo di costruzione del futuro mediante la distruzione del presente. Protagonisti assoluti sono i Nuovi Barbari, o come li chiama qui Baricco i Selvaggi di Genio. Alle altre generazioni, alla nostra, il compito non semplice di mantenere un legame con il patrimonio della/e cultura/e precedente, conservando il meglio del passato e del presente.
 
Subscribe
feed image
feed image
feed image
Nuovi progetti
Commissione Europea/DG Regio, Attività di ricerca sull’impatto di modifiche regolamentari in termini di costi amministrativi per la gestione dei Fondi Strutturali.
Provincia di Torino, Servizi di supporto alla Provincia di Torino per la gestione delle politiche del lavoro, FSE 2007-2013 della Regione Piemonte.
Regione Calabria, Servizi di assistenza e supporto tecnico e amministrativo all'istruttoria delle domande di aiuto sulle  Misure 1.2.1 e 1.2.3 del PSR Calabria 2007-2013.
Turchia, Assistenza Tecnica, Informazione e Pubblicità per Operazioni potenziali e beneficiari dei Grant (HRD OP 5.2).
Vedi l'elenco completo dei progetti .
.
Quality certification
logo_sgs.jpg Archidata is certified UNI EN ISO 9001 for the following sectors: Strategic, management, organization, ICT advice. Technical assistance to European programmes and project and Public Administrations for programming, management, monitoring, control and evaluation. Assistance and advice for internationalization of enterprises and institutions. Studies and researches about national and European regulations and policies. Design and implementation of Information Systems. Sector EA: 35, 33