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Cooperare per crescere insieme |
Nel Libro Verde sulla coesione territoriale dell’ottobre 2008 la Commissione ricordava che, in un’economia globalizzata “la competitività dipende anche dalla capacità di costruire legami con altri territori per assicurare che le risorse comuni siano utilizzate in modo coordinato e sostenibile”. Unitamente al flusso di idee, tecnologie, beni, servizi e capitali, la cooperazione diviene perciò un fattore determinante per ottenere una crescita sostenibile.
Nelle proposte della Commissione Europea sul quadro finanziario pluriennale post 2014 le risorse destinate alla cooperazione territoriale, seppur non rappresentando una voce particolarmente cospicua, subiscono un aumento rispetto all’attuale periodo 2007-2013 a dimostrazione dell’attenzione data a tale politica.
Come è noto, la cooperazione territoriale fornisce infatti un quadro per realizzare azioni comuni e scambi politici fra attori di diversi Stati membri ai vari livelli. Le sfide che i singoli Stati devono affrontare si presentano sempre più spesso in modo avulso dal semplice contesto nazionale e richiedono azioni che di volta in volta si adattino al diverso livello territoriale, indicato dagli specifici obiettivi di coesione sociale ed economica.
La cooperazione territoriale ha evidenziato alcuni effetti virtuosi:
• è un meccanismo che può valorizzare le buone pratiche
• la governance può migliorare se si coordinano politiche di settore, investimenti e azioni a livello transnazionale
• se c’è accordo tra i paesi transfrontalieri, è possibile trovare soluzioni equilibrate e win-win
• su problemi specifici è possibile trovare soluzioni efficaci e più efficienti, grazie alle economie di scala
• poitiche di buon vicinato con Paesi extra-UE possono favorire la stabilità e la sicurezza
• in alcuni contesti geofisicamente integrati (bacini marittimi, regioni costiere), gli interventi transnazionali sono indispensabili per ottenere effetti positivi
A seguito di una vasta consultazione tenutasi presso i soggetti interessati, inclusi gli Stati membri, le regioni e i partner economici, nonché tenendo conto degli esiti delle valutazioni ex post sui Programmi INTERREG 2000-2006 e di studi effettuati ad hoc, la Commissione ha proposto un Regolamento separato in materia di cooperazione territoriale europea recante disposizioni sulla concentrazione tematica, incentrato maggiormente sui risultati e contenente una serie di elementi di semplificazione. La proposta è attualmente in fase di negoziazione con gli Stati membri.
Nell’ambito dei Programmi di cooperazione territoriale Archidata è risultata vincitrice ormai nel 2008 dell’assistenza tecnica all’attuazione del Programma di cooperazione transfrontaliero Italia-Svizzera 2007-2013 (cfr. post del….) e nel 2011 l’AdG di Regione Lombardia ha provveduto alla ripetizione dell’incarico sino al 2014.
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Ricerca e trasferimento tecnologico, veicolo di una politica transfrontaliera |
Il Consiglio Europeo, nelle raccomandazioni sulle
recenti proposte della Commissione sulla Programmazione 2014-2020, riconosce
l'importanza che la ricerca e l'innovazione rivestono nell'accelerare la
transizione verso un'economia sostenibile; stimola il valore aggiunto
connesso a massa critica ed economie di scala al fine di migliorare l'impatto e
ridurre la sovrapposizione e lo spreco di risorse limitate; infine, promuove l'instaurazione di
legami più solidi tra la ricerca di base e l'innovazione industriale, come pure
tra l'innovazione e il processo produttivo ricordando che una delle principali
difficoltà nei programmi di ricerca e innovazione dell'Unione europea risiede
nel fatto che i loro risultati non sono efficacemente introdotti sul mercato.
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Ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico |
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Horizon 2020 è il
nuovo programma dedicato alla ricerca e al trasferimento tecnologico che la
Commissione Europea sta approntando in occasione della Programmazione 2014 –
2020. Horizon 2020) eliminerà la frammentazione e garantirà più coerenza fra i
programmi di ricerca nazionali. Sarà legato alle grandi priorità settoriali,
come la salute, la sicurezza alimentare e la bioeconomia, l’energia ed il
cambiamento climatico. L’Istituto europeo di tecnologia sarà associato
al programma e integrerà istruzione, innovazione e ricerca, grazie alle sue
“Comunità della conoscenza e dell' innovazione”. Horizon coprirà tre diversi programmi derivati dalla
attuale programmazione:
- · il 7°
Programma Quadro per la Ricerca (FP7), che ha stanziato 53 M.di di € per il
periodo 2007 – 2013, su quatro assi: Cooperazione, Idee, Persone, capacità
- · il
Programma Quadro per l’Innovazione e la Competitività (CIP), che ha stanziato,
per lo stesso periodo 3,6 M.di di €, su tre assi: innovazione, energia
intelligente, ICT
- · l’Istituto
Europeo d’Innovazione e Tecnologia (EIT), organismo autonomo di diritto
comunitario che riunisce i tre aspetti del “triangolo della conoscenza”:
istruzione superiore, ricerca, industria, con il compito di stimolare
l’innovazione attraverso le Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione
(KICs). Ha a disposizione un contributo comunitario di 309 M.ni di € nel
periodo.
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Archidata ha una tradizionale presenza nell’assistenza tecnica alle
Regioni sulla gestione dei Fondi strutturali. Dal 2006 ha deciso di proporsi a
livello internazionale. Grazie alla radicata e pluriennale esperienza sulla
gestione dei fondi strutturali, l’azienda è stata in grado di costruire
rapporti con aziende internazionali di più lunga esperienza. In Romania e
Bulgaria tra il 2007 e il 2008 le prime gare vinte, poi nel 2009 e 2010, oltre
al consolidamento della presenza a Bucarest, l’espansione nei Balcani. Oggi
Archidata opera anche in Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Turchia e
Kirgisistan.
Quest’anno le gare sinora vinte sono state 5:
In Macedonia Assistenza tecnica all’Agenzia Occupazione e Lavoro, in
relazione all’implementazione dei Programmi Operativi in previsione
dell’ingresso nella compagine europea.
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La crisi finanziaria ha modificato il contesto nel quale i Paesi si trovano ad operare, mutando rapporti di forza e schieramenti. Ciò che si è verificato al G20 di Cannes, l’Europa che chiama a soccorso alcuni Paesi emergenti, sarebbe stato impensabile meno di un lustro fa.
In questa trasformazione epocale, effetto della globalizzazione rapida dell’economia, tutti i soggetti in campo, governi, enti locali, aziende, devono ripensare il proprio posizionamento.
Ad una prima analisi, considerando gli effetti della crisi 2008-2009 sul tessuto economico del nostro Paese, i settori che sembrano aver meglio reagito sono proprio quelli che si sono proie ttati sul mercato internazionale.
Il dato può sembrare scontato, o di scarsa novità; in fondo, l’economia italiana ha sempre avuto in passato nelle esportazioni il suo punto di forza. Ma sarebbe sbagliato non percepire forti elementi di discontinuità rispetto al decennio di fine secolo scorso.
Innanzitutto l’ingresso nell’euro ha reso impossibile l’utilizzo della svalutazione monetaria come elemento competitivo. In secondo luogo, la competizione di Paesi con costi del lavoro improponibili per una economia avanzata, hanno costretto le aziende a innovare processi e prodotti per salire di gamma e posizionarsi su livelli di offerta più remunerativi.
Qual è allora il ruolo che Regioni e enti locali possono giocare, per accompagnare il sistema produttivo ad assumere un connotato più competitivo in questo contesto?
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I progetti internazionali di Archidata |
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Nel solo 2010 sono 10 le gare e i progetti che Archidata si è aggiudicata, consolidando la propria presenza a livello internazionale. I nuovi progetti, che si aggiungono a quelli già in corso, riguardano questi Paesi: Turchia, Romania, Kirghizistan, Algeria, Macedonia, Afghanistan.
Sei anni fa, in Archidata si è sviluppata la riflessione sul cambiamento di strategia che la globalizzazione da un lato, e la nuova programmazione 2007-2013 ormai incombente dall’altro, avrebbero richiesto. Dalla discussione di allora emerse una potenziale minaccia: il flusso di fondi strutturali che la Commissione avrebbe destinato all'Italia si sarebbe potuto ridurre, aumentando di converso la competizione. La globalizzazione, invece, poteva aprire nuovi orizzonti sia alle aree territoriali sia alle singole imprese; sempre in ambito comunitario, l'ingresso di nuovi stati membri (Bulgaria e Romania) poteva accentuare queste potenzialità. Quella discussione fu alla base della decisione di puntare in maniera decisa sull’internazionalizzazione della presenza societaria; da essa emersero alcune decisioni chiave, prima fra tutte, la necessità di rafforzare il network di relazioni: "La sfida è oggi di passare da reti corte a reti lunghe; il singolo componente del network può anche rimanere piccolo, ma la sua strategia deve orientarsi sempre più alla costruzione di una nicchia globale all’interno di reti più grandi. In questo modo, la sua competenza specialistica è valorizzata e amplificata; raggiunge clienti che le reti corte non consentono di toccare; si allarga la rete di condivisione, collaborazione e scambio delle conoscenze". Scrivevamo nel 2006.
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Società della conoscenza e competitività del Sistema Paese |
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Alla svolta della prima decade del 3° millennio vale la pena di fare alcune riflessioni, come si suole fare all'inizio di ogni nuovo anno, e condividerle con i più intimi. Esse nascono dall'esperienza di lavoro dei professionisti di Archidata, e da una discussione congiunta con le persone dell'Autorità di gestione della Regione Marche in preparazione dell'evento annuale di comunicazione del PO FESR. Indubbiamente ci troviamo ad affrontare una fase di grande effervescenza della storia del Pianeta; la globalizzazione ha nell'ultimo lustro modificato a fondo equilibri consolidati da almeno un secolo, e la crisi finanziaria ha gettato un'ombra sul futuro dell'occidente e, per quanto ci riguarda più da vicino, dell'Europa.
L'immagine è stata presa qui
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Ricerca al servizio della governance |
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L'IReR, Istituto di Ricerca della Regione Lombardia, ha prodotto per il Consiglio Regionale una serie di ricerche sui temi cruciali la cui regolazione compete alla Regione. L'iniziativa ha lo scopo di fornire, ai consiglieri della nuova legislatura, una strumentazione agile ma esaustiva, consentendo loro di recuperare rapidamente le informazioni di background sui temi più "caldi". Come ha osservato il Presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni, "il 75% dei consiglieri sono alla loro prima esperienza, è importante metterli in condizioni di legiferare con cognizione di causa. Un Parlamento forte è presupposto di un esecutivo forte". IReR ha prodotto 11 dossier che verranno presentati e discussi con le otto Commissioni Consiliari di pertinenza in incontri in cui sono invitati tutti i consiglieri regionali.
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Il peso internazionale dell'Italia |
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L'ISPI pubblica un dossier sul peso dell'Italia a livello internazionale. In un paper il direttore, Claudio Magri, riflette sul peso del Paese nei differenti contesti. Nel corso degli ultimi anni ci siamo rafforzati numericamente, pesiamo di più all'ONU (che conta sempre meno) e meno in Europa (per via dell'allargamento). Ma contiamo di meno nelle posizioni di vertice e come rilevanza complessiva. Analogo destino per la Francia - meno accentuato - mentre la Germania ha accresciuto il suo peso.
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Si moltiplicano i segnali e le preoccupazioni per la crisi dell'identità europea. Charles Kupchan , docente della Georgetown Univesity, in un lungo intervento sul sole24ore del 1.09 elenca tutte le debolezze dell'Unione: scetticismo dei cittadini (Francia, Olanda e Irlanda), ostilità di molti governi a leadership populista di destra (Ungheria), indebolimento di alcuni stati nazionali (particolarmente grave il Belgio, per giunta ora al governo dell'Unione), ritorno a retoriche di tipo nazionalistico (Germania, Francia, Inghilterra).
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La crisi finanziaria internazionale è stata scatenata da una speculazione globale, a matrice principalmente anglosassone, e sta colpendo duramente soprattutto l'Europa. Il presidente Obama, scrive Salvatore Bragantini sull'inserto economia del Corriere del 19 luglio, ha varato una riforma della finanza di casa che è molto positiva: Il «paese guida» del capitalismo, epicentro della crisi, ha un'idea su come ridurre i rischi di nuovi disastri. Niente investimenti-scommessa per chi raccoglie fondi fruendo della garanzia pubblica; limiti allo scambio di derivati fuori dei mercati regolamentati (privi di margini di garanzia con una controparte centrale), non fattore originario di crisi, ma vettore di veloce contagio sistemico; qualche freno al gigantismo bancario per evitare che, oltre a mettere a rischio le finanze statali, si abusi del potere di mercato estorcendo sovraprofitti al resto dell’economia e perdendo la cognizione dei rischi assunti.
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Istambul nel 2010 è stat dichiarata Capitale Europea della Cultura. Archidata è risultata aggiudicataria dell’Assistenza Tecnica per il Monitoraggio e la Visibilità del Dialogo con la Società Civile: Istanbul 2010 Capitale Europea della Cultura in Turchia.
Il progetto ha lo scopo di dare un supporto ai programmi artistici e culturali che la città di Istanbul realizzerà nel 2010 come Capitale Europea della Cultura e di promuovere il dialogo tra la società civile europea e quella turca negli ambiti dell’arte e della cultura.
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OCSE: Giovani in lista di attesa |
Un recente report dell'OCSE (scarica il .pdf) riporta cifre sconsolanti:
* tra il 2007 e il 2009, la disoccupazione giovanile (15-24) è cresciuta del 6% nell'area, ed è al 19%
* attualmente i giovani disoccupati sono 15 Mni, 4 più di due anni fa
* in Spagna i giovani senza lavoro sono il 40%, il Francia e Italia il 25%
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State of the World: sostenibilità insostenibile? |
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E' stato pubblicato di recente il rapporto annuale del Worldwatch Institute "State of the World 2010", report sulle risorse del pianeta di una delle istituzioni ambientaliste più accreditate. In rete si trovano il Cap. 1(.pdf) del rapporto e una presentazione del curatore italiano, che pongono un problema cruciale: se vogliamo che il pianeta abbia un futuro occorre un cambiamento culturale profondo. Se non cambiamo l'approccio consumistico il collasso della civiltà umana è certo.
Fonte: State of the world 2010 |
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Made in Italy e innovazione d'uso |
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Renzo Rullani, uno degli interpreti più attenti del tortuoso percorso dal fordismo al postfordismo, e il suo impatto sul made in Italy, ha pubblicato un nuovo libro: Modernità sostenibile.
Ne presenta le connotazioni principali su First Draft. Il libro è frutto della ricerca che gli amici della Venice International University vanno facendo, traguardando dal laboratorio del Nord-Est all'orizzonte dei nuovi policentrici assetti dell'economia internazionale. Il tema è la sostenibilità, intesa come visione dello sviluppo attenta contemporaneamente alle ragioni "ambientali, ma anche quelle motivazionali, infrastrutturali, culturali". I soggetti che possono sviluppare questa visione non sono né lo stato, né il mercato, bensì le "filiere della sostenibilità: reti di produttori, consumatori, distributori, centri di ricerca", altrove chiamate la zona grigia, quell'insieme di relazioni studiate dai nobel Olstrom e Williamson.
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Riforma dell'Istruzione in Algeria |
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Archidata è risultata aggiudicataria della valutazione finale del programma mirato alla riforma del sistema educativo in Algeria.
Il progetto ha lo scopo di valutare i risultati della riforma del sistema educativo, analizzando in particolare i miglioramenti apportati al sistema, alla qualificazione delle attività didattiche, all’efficienza della spesa e alla riduzione delle disparità regionali. |
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Un sito per l'imprenditorialità in Romania |
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E' online il sito del progetto voluto dal Ministero dell'Economia, Commercio e Imprenditorialità della Romania. Il progetto "The elaboration of the Governmental Strategy for the improvement and development of the business environment" è partito a gennaio e si concluderà a luglio.
Nel corso di questi sette mesi verranno poste in essere alcune azioni finalizzate a sviluppare una strategia nazionale orientata al dispiegamento di un ambiente imprenditoriale in linea con le attese della UE. Euro In Consulting, Erecna e Archidata hanno il compito di supportare il ministero nella stesura di alcuni documenti strategici volti a creare un mercato trasparente e competitivo. |
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Ricerca, competitività, territori |
 La crisi finanziaria, e il suo relativo superamento, in combinato con la globalizzazione, rischiano di avere effetti perversi e molto negativi sulla competitività del sistema Paese. Non sono più solo le produzioni a bassa intensità di capitale ad essere in pericolo, ma anche attività ad alto valore aggiunto come la R&D in settori avanzati. Questo ci comunica la vicenda Glaxo. Le contromisure vanno prese in termini di agevolazioni di sistema, che chiamano in causa il governo centrale, ma anche i governi dei territori direttamente interessati. |
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“Ormai il PIL è considerato un indicatore dell’intero sviluppo societario e del progresso in generale. Tuttavia, vista la natura e il suo scopo, il PIL non può costituire la chiave di lettura di tutte le questioni oggetto di dibattito pubblico. In particolare il PIL non misura la sostenibilità ambientale o l’inclusione sociale ed occorre tener conto di questi limiti quando se ne fa uso nelle analisi o nei dibattiti politici”. Questa affermazione è contenuta nella Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo del 20.8.2009, “Non solo PIL. Misurare il progresso in un mondo in cambiamento”. Ricordiamo infine che il tema dell’inclusione sociale è uno dei capisaldi della UE e che la sostenibilità è uno degli obiettivi della nuova strategia di Lisbona
(Il grafico è tratto da Eurostat)
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Management Progetti Internazionali |
Si è concluso il Corso di Alta formazione della Business School del sole 24 ore: Master dei Progetti Internazionali. Qui a fianco la locandina
Archidata è tra le aziende che si è resa disponibile per accogliere gli studenti in stage.
La scelta è determinata dalla valutazione per cui il supporto all'internazionalizzazione delle Pmi italiane è una delle esigenze strategiche per il Paese.
In coerenza con questa valutazione, la presenza di Archidata sullo scenario internazionale , si è continuativamente sviluppata a partire del 2006
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