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State of the World: sostenibilità insostenibile? | Login Form |
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| State of the World: sostenibilità insostenibile? |
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Fonte: State of the world 2010 Le recenti rivelazioni sul "ritocco" fatto da scienziati ambientalisti dei dati sul riscaldamento del pianeta non aiuta certo ad accreditare queste previsioni, così come lo scetticismo seguito al rapporto del 1972 del Club di Roma è diventato senso comune nel dopo crisi-petrolifera. Resta il fatto che le previsioni fondo del report del 1972 si sono avverate nel terzo millennio. Ma il problema non si esorcizza classificandolo come semplice sfida tra chi vede il bicchiere mezzo pieno, e chi lo vede svuotarsi rapidamente, tra pessimisti e ottimisti. E' ormai un dato riconosciuto che il modello di sviluppo consolidatosi nel secolo scorso in occidente non regga all'affacciarsi di una quota parte dell'umanità (i Bric, in primis, Brasile, Sud Africa, India e Cina) che rivendica giustamente un accesso al benessere diffuso negato per secoli. Ma proprio l'evolversi di questo processo innesta una contraddizione nel rapporto occidente/Paesi emergenti e rende loro sospetto, lo si è visto nel fallimento delle trattative per il Kyoto Round, l'enfasi che in occidente si pone - ora - sulla necessità di rivedere i canoni di funzionamento delle economie; proprio quando le loro divengono motore dello sviluppo mondiale. Pure, siamo di fronte alla necessità di un cambiamento, perché l'esito drammatico, tra 10, 50 o 100 anni, è abbastanza probabile (almeno a fronte dei dati e delle risorse che sono ora a nostra disposizione). Del resto questo è ormai riconosciuto dalla politica americana ed europea; Obama negli Usa e l'Europa con il progetto Europa 2020 (.pdf) hanno posto il problema della ricerca di un modello di sviluppo sostenibile. E' perciò preoccupante che nel dibattito politico italiano non sia ancora sviluppata una discussione strutturata sugli obiettivi di Europa 2020, che fissa obiettivi per i Paesi membri. Per ora siamo alla definizione del cosa, ma non è chiaro il come, in particolare per ogni specifico Paese. Sarebbe ora di avviare la discussione. L'odierno annunciato accordo Francia-Italia sul nucleare all'interno di una più vasta collaborazione tra i due Paesi, ad esempio, è un passo nella giusta direzione?E' probabile non sia possibile dare una risposta univoca, al di fuori di una prospettiva complessiva e strutturata. Resta comunque la necessità di un cambio di cultura, come auspica State of the World, che prefigura tempi lunghi, molto lunghi. Per questo occorre cominciare da subito. |
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E' stato pubblicato di recente il rapporto annuale del Worldwatch Institute "State of the World 2010", report sulle risorse del pianeta di una delle istituzioni ambientaliste più accreditate. In rete si trovano il 

