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    <title>Archidata</title>
    <link>https://www.archidata.it</link>
    <description>il Blog di Archidata</description>
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    <item>
      <title>Charity Dinner 2024</title>
      <link>https://www.archidata.it/charity-dinner-2024</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest'anno Archidata sostiene l'AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, che promuove e sostiene la ricerca scientifica finanziando studi innovativi e laboratori in tutta Italia, assiste ed accompagna i pazienti e le famiglie in tutte le fasi del percorso, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita di chi lotta contro un tumore del sangue e sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro queste patologie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lieti di aver contribuito alla raccolta di beneficenza e ad partecipato al Charity Dinner 2024.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nuovo paragrafo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/Charity.jpg" length="144561" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 20 Dec 2024 11:17:36 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A che punto è il PNRR?</title>
      <link>https://www.archidata.it/a-che-punto-e-il-pnrr</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mancano poco più di due anni alla scadenza del Recovery and Resilience Facility (RRF) e l’appuntamento è atteso con particolare attenzione perché le valutazioni dei suoi effetti pesano sulle future strategie da adottare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo ha ribadito il vicepresidente della Commissione, Dombrovskis, sottolineando che dal
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           successo del NextGenerationEu dipenderà un eventuale salto di qualità del prossimo bilancio comunitario 2028-2034
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Il think tank Bruegel, nelle sue raccomandazioni a Bruxelles, scrive:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Il superamento delle emergenze create dal Covid e dalla crisi energetica, a seguito della guerra in Ucraina, impone all’Europa di definire le priorità da assegnare alle sue politiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . La Ue ha contratto prestiti senza precedenti per finanziare il programma NextGenerationUE e una riduzione coordinata della domanda di energia. In risposta all’invasione russa dell’Ucraina, la Ue ha emesso per la prima volta sanzioni finanziarie. Non sorprende che queste crisi abbiano lasciato l’Unione europea in uno stato di confusione”. Il risultato delle elezioni per il nuovo parlamento, al di là delle differenze nei singoli Paesi ha registrato due macro tendenze: la riflessione su una ricalibratura di tempi e modalità della transizione green, la necessità di un rafforzamento dell’industria europea nel nuovo contesto geopolitico che si sta delineando. Gli esiti del programma influiranno sugli orientamenti futuri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La strategia adottata dalla Commissione a guida Von der Leyen si è contraddistinta per una secca discontinuità rispetto al passato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : alle difficoltà si è deciso di rispondere facendo ricorso al debito comune – come ricorda Bruegel - impegnando in modo solidale tutti i Paesi membri e assegnando i fondi in base alle criticità, allontanandosi dalla severità fiscale sui conti in ordine. Tornati a una certa stabilità, si è rimesso in piedi il meccanismo del patto di stabilità seppur con meccanismi differenziati e dilatati nel tempo rispetto alla rigidità del predecessore. La valutazione dell’impatto di NextGenEu e dell’impatto dei Piani nazionali diventa perciò importante, e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il PNRR italiano è sotto particolare osservazione perché è il più cospicuo tra quelli avviati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sarebbe importante, a questo punto, riuscire a costruire una valutazione condivisa, superando le differenze di schieramento, poiché le considerazioni influiscono ben oltre la singola legislatura; purtroppo il clima attuale sembra renderlo impossibile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non c’è solo la rivalità politica a spiegarlo, pesa anche il fatto che alla sua ideazione e gestione hanno contribuito tre governi frutto di tre schieramenti diversi. La conduzione attuale è accusata di un eccessivo accentramento nella gestione, il governo Draghi di eccessiva lentezza nell’avvio, il governo Conte nell’averlo gonfiato a dismisura senza alcuna priorità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ utile perciò cercare di fissare alcuni punti di base emersi nei mesi recenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo scorso maggio la Corte dei Conti ha sottolineato che la revisione concordata con la Commissione a seguito delle istanze del RepoweEu hanno dilatato il deficit di 10,7 Mdi €. Si sono concordati interventi aggiuntivi per 13,5 Mdi, che hanno fatto crescere il valore complessivo del Piano a !94,4 Mdi, sono stati invece esclusi progetti preesistenti per 10,6 Mdi, in gran parte afferenti a iniziative dei Comuni. Questo ha ovviamente suscitato forti rimostranze perché si tratta di progetti in parte avviati dalle amministrazioni più solerti; il malcontento preesisteva da tempo perché l’amministrazione veniva criticata per un’eccessiva centralizzazione di meccanismi decisionali, e il collegamento con la spending review decisa dal governo rischia di aggravare il danno per gli Enti locali. I tagli previsti impattano per il 50% sui fondi previsti dal Piano, colpendo opere pubbliche che necessitano invece di maggiori risorse. Ciononostante, il pessimismo viene in parte smentito dal sito Italia Domani che registra segnali positivi dal 44,7% dei progetti in fase esecutiva che sta monitorando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche nella compagine governativa si agita qualche inquietudine, relativa all’andamento dei flussi finanziari, alla spesa effettiva per i progetti del Pnrr, ritenuta ancora troppo bassa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Si teme che questo ribadisca la difficoltà del Paese a spendere i fondi europei e possa indebolire la posizione negoziale italiana in merito al Patto di stabilità. I più ottimisti pensano invece che la realtà sia migliore e che Regis, la piattaforma che registra la spesa non sia perfettamente allineato con la realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A schiarire un po’ l’orizzonte interviene Marie Donnay, direttrice della task force per la Ripresa e la resilienza della Commissione: “I risultati del Piano italiano sono incoraggianti e i ritmi di attuazione ottimi”, ha dichiarato a “Missione Italia”, evento annuale organizzato dell’Anci per fare il punto sul Pnrr dei Comuni, La Donnay ha elogiato il lavoro fatto dai Comun
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Di recente il Pnrr Lab della Sda Bocconi ha fatto una valutazione degli impatti del Pnrr, riassunto da Altomonte Valotti e Vecchi sul sole24ore. Il report guarda il bicchiere mezzo pieno, sottolineando
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’impatto positivo che gli investimenti del Piano stanno avendo, contribuiscono in maniera significativa alla crescita del Paese, superiore a quella francese e tedesca
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Positivo è giudicato anche l’impatto sulla macchina amministrativa, anche grazie a significative semplificazioni procedurali e all’introduzione di modalità di programmazione degli investimenti pubblici più efficaci. Riguardo a questi ultimi, il Piano ha messo a punto un innovativo sistema di misurazione degli investimenti sul territorio in funzione di obiettivi prefissati e stati di avanzamento, risultando una best practice a livello internazionale. Quest’ultimo si potrebbe dimostrare particolarmente utile per applicare le nuove regole Ue alla programmazione della politica economica di breve e medio termine, richiesta dal nuovo Patto di stabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Altro importante lascito del Piano è l’impostazione della spesa per risultati attesi, con la misurabilità degli obiettivi e l’indicazione di milestone e target
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questo rende più credibile la valutazione rispetto a quanto avveniva nella programmazione dei fondi strutturali, che si limitava a certificare la spesa effettiva, ma trascurava gli output; costringe inoltre le istituzioni a proiettare nel futuro le decisioni di spesa, investendole del mantenimento nel tempo delle misure previste. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I ricercatori della Sda ricordano che sugli impatti del Piano incide anche la qualità delle riforme, in termini di aumento della produttività, soprattutto per l’attenzione al grado di competenza delle risorse umane, alla loro qualificazione e formazione, che nell’execution delle due transizioni diviene cruciale. Un importante richiamo viene anche fatto a un aspetto sinora poco sviluppato, l’utilizzo sistemico dei contratti di partnership pubblico-privato e di concessione, che potrebbero rivelarsi particolarmente utili per la creazione di un sistema di welfare territoriale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In una fase di scarsità come questa, il contributo dei privati potrebbe rivelarsi essenziale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ph. by Pexels.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-photo-10142678.jpeg" length="82223" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 17:37:03 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Parità, obiettivo complesso</title>
      <link>https://www.archidata.it/parita-obiettivo-complesso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il tetto di cristallo è appena scalfito e la strada è ancora lunga.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L’agenda ONU sullo sviluppo sostenibile ha fissato un appuntamento al 2030 per il raggiungimento di traguardi importanti in tema di parità di genere, e l’obiettivo 5 stabilisce come questa rappresenti “non solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La parità di genere è considerata dunque condizione essenziale per ottenere livelli di benessere per i popoli del pianeta oltre che per aumentare il PIL e migliorare i parametri economici. Aspirazioni di giustizia sociale si intrecciano con la concretezza delle condizioni materiali. L’Europa ha varato nel 2020 la sua Strategia per la parità di genere, che si concentra su violenza di genere, stereotipi, mercato del lavoro - partecipazione ai diversi settori economici, divario retributivo e pensionistico - equilibrio di genere nel processo decisionale e nella politica. In Italia è la Costituzione a fissare l’uguaglianza tra donne e uomini, ma l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a nostra realtà è fatta di aspetti molto contraddittori, ultimamente persino in peggioramento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Oggi a sancire le distanze tra i generi è l’osservatorio del World Economic Forum con il suo Global Gender Gap Index (2023), che constata che nessun Paese al mondo ha raggiunto la parità; i più virtuosi - Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda - sono vicini all’80%, gli altri molto più indietro. L’indice misura quattro parametri a livello globale: istruzione, salute e sopravvivenza, opportunità economiche ed empowerment politico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La posizione dell’Italia è peggiorata nell’ultimo anno, passando dal 63° al 79° posto su 140, con dei risultati buoni per salute e istruzione (96 e 95,2%), che scendono in relazione alla partecipazione economica al 60,1%, per arrivare al 22,1% in tema di empowerment politico. Per raggiungere la parità servono ancora 131 anni al ritmo attuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I punti chiave per le valutazioni sono istruzione, occupazione, natalità, emigrazione, che delineano un quadro complesso; vediamo la realtà italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un dato generale riconfermato da quello europeo riguarda la maggior partecipazione delle donne alla formazione superiore, in area Ocse il 54% delle donne tra i 25 e i 34 anni ha completato l’istruzione terziaria, a fronte del 41% degli uomini. Qui da noi nel 2022/23 le iscritte sono state il 56,4% del totale e, come in Europa, la percentuale di donne laureate è superiore a quella degli uomini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le donne sono però meno presenti nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , quelle più richieste e valutate in prospettiva. Le immatricolazioni in questo ambito nel 2022/23 sono state 94.305, di cui solo 37.456 ragazze. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scelta dell’ambito di studio è frutto di una cultura diffusa che spinge le studentesse a preferire gli studi umanistici: condizionamento della famiglia, orientamento degli insegnanti, tipologia dei test utilizzati, ruoli prevalenti nella società.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ricaduta di tali scelte in ambito lavorativo non è quindi confortante, se si considera che l’osservatorio Unioncamere-Anpal prevede che entro il 2027, a seguito della transizione digitale serviranno almeno due milioni di persone con competenze digitali, progettisti e programmatori software, ingegneri, analisti, tecnici web.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La maggioranza femminile si ribalta inoltre nella prosecuzione degli studi e nella carriera accademica, le percentuali maschi/femmine si invertono, le donne sono in maggioranza sino al dottorato di ricerca, poi nella ricerca e docenza la maggioranza è maschile, le professoresse associate sono il 42,3% del totale, le ordinarie il 27%, le rettrici il 12,1% (2022). In Europa va solo un po’ meglio, le rettrici sono il 38,3% (2021).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se poi guardiamo all’altro estremo del problema, quello del disagio e dello spaesamento, le statistiche di Eurostat riferite al 2022 indicano che tra le giovani donne (15-29 anni), le NEET (Not in Education, Employment or Training) rappresentano il 36%, mentre in Europa il 21,3%, dato superiore rispetto alla controparte maschile con il 15,5% contro il 10,2% europeo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La partecipazione alle attività economiche da parte delle donne, in Italia raggiunge tassi tra i più bassi in Europa, il 52% contro una media del 69%
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , e di 18 punti più basso rispetto a quello maschile. Il tasso di inattività è un record, il 43,6% contro il 30% europeo, sono 900 mila le disoccupate, che portano le inattive a 8 milioni circa. Le donne lavoratrici sono circa 9,5 milioni, gli uomini 13, e la collocazione di queste è più precaria rispetto a quella degli uomini, il 20% infatti rinuncia al lavoro dopo la maternità; altro segnale di fragilità è il fatto che più del 50% delle donne che lavora part-time non lo fa per scelta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli squilibri territoriali riflettono i dati economici generali, le donne (età 15-64) che lavorano al Nord sono il 62,9%, al Centro 59,4%, entrambi al di sopra della media nazionale (53%), mentre al Sud sono il 37,2%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il potere contrattuale è anch’esso sbilanciato, la differenza tra il salario annuale tra uomini e donne è in media il 43%, la retribuzione media dei primi è infatti di 26.200 € circa, contro 18.305 € delle donne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La carenza di servizi per la cura di bambini e anziani impatta sui carichi di lavoro familiari, e quindi sulla componente femminile che si assume i carichi di lavoro informale. Gli asili nido esistenti permettono a meno del 30% dei bimbi 0-2 anni di fruirne e ciò è largamente al di sotto dei target della Ue (45% al 2030), che il Pnrr dovrebbe migliorare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un maggiore supporto nella cura dei figli consentirebbe alle donne di lavorare e, dove gli indici di occupazione femminile sono più alti nascono più figli. Iniziative orientate al welfare familiare e politiche di condivisione della cura dei figli incidono positivamente: congedi di paternità e politiche di conciliazione vanno in questo senso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il demografo Alessandro Rosina individua tre punti chiave per migliorare: nelle società avanzate la natalità precipita in assenza di politiche mirate, non esistono singole misure a supporto ma serve un insieme di strumenti dedicati, la qualità della vita è correlata alla possibilità di integrare positivamente il ruolo di genitore con quello di lavoratore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli economisti sostengono che dove c’è parità di genere nei diritti e nelle opportunità si ha un maggior sviluppo economico e il reddito pro capite è più elevato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’Istituto Europeo per la Parità di Genere calcola che la parità farebbe aumentare il Pil europeo dal 6% al 9,5% entro il 2050, per l’Italia sarebbe il 12%. Se queste sono previsioni che si debbono verificare, i dati Ocse dicono invece che i divari tra i sessi generano una perdita media di reddito del 15%.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La diseguaglianza moltiplica gli effetti negativi, fa perdere invece di attrarre. Dal 2006 il numero di italiane emigrate è raddoppiato, attratte da migliori livelli di reddito e di carriera; il 5% delle laureate del 2022 lavora all’estero (dati AlmaLaurea). Dei 6 milioni di italiani residenti all’estero (dati Aire) 2,8 milioni sono donne, il 30% circa con titolo universitario, prevalentemente di età dai 30 ai 40, anni in cui si concentrano scelte cruciali, carriera, matrimonio, figli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Pnrr, si è accennato sopra, dovrebbe migliorare le cose. La «Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026», focalizzata su cinque ambiti (lavoro, reddito, competenze, tempo, potere) ne è una priorità trasversale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I progetti finanziati dal PNRR, prevedono infatti una quota del 30% di assunzioni femminili e di giovani al di sotto dei 36 anni, condizione però, spesso disattesa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si aggiunge la Legge 5.11.21/162, che ha l’obiettivo di rafforzare la tutela delle pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo e introduce dal gennaio 2022 la Certificazione della Parità di Genere, che attesta misure e politiche aziendali per la gestione delle differenze di genere, la tutela della maternità, l’allineamento salariale a parità di mansioni, la garanzia di medesime opportunità di crescita in azienda.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad oggi il 26% delle imprese ha ottenuto la certificazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (e tra queste c’è anche, orgogliosamente, Archidata).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le motivazioni sono diverse, vanno dalla brand reputation a una strategia integrata orientata a creare una cultura aziendale rispettosa dei principi di uguaglianza, diversità e inclusione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma il tetto è ancora lì, resta molto da fare per infrangerlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-photo-26613618.jpeg" length="78309" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 08:38:56 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Più intelligenza nella P.A.</title>
      <link>https://www.archidata.it/piu-intelligenza-nella-p-a</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’importanza assunta dall’Intelligenza Artificiale (IA) nelle prospettive del futuro planetario è stata immediatamente colta dell’Unione Europea con l’AI Act. 
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            In molti hanno commentato con ironia la volontà di dettare le regole su un tema in cui l’Europa è in ritardo se confrontata con la Cina e soprattutto con gli Usa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Ma se è vero che sul piano dello sviluppo tecnologico può essere in ritardo, è indubitabile che quanto ad attenzione ai diritti individuali e allo sviluppo etico della società, l’Europa è e resta un faro per l’umanità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I modelli ad uso generale dovranno rispettare la trasparenza e la tutela del diritto d’autore. I sistemi considerati “ad alto rischio” (istruzione, infrastrutture critiche, risorse umane, forza dell’ordine) dovranno rispondere a requisiti più severi. Il trattamento di testi, video, immagini generati artificialmente dovranno essere contrassegnati e riconoscibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un ruolo importante la PA lo può svolgere instaurando un confronto costante con chi sviluppa le nuove tecnologie, anche a livello imprenditoriale e con la comunità scientifica, esprimendo esigenze ed evidenziando difficoltà; da questa spinta nascono soluzioni, che necessitano di essere testate. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Da questo confronto operativo possono emergere esigenze di protezione dei limiti etici dello Stato di diritto da trasferire al legislatore. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sotto stress è tutto il sistema educativo, dalla primaria all’università
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , e dal mondo giovanile non giungono segnali rassicuranti, i giovani tra i 25 i 34 anni in possesso di un titolo terziario sono il 28%, a fronte di una media Ocse del 44 per cento. Il loro coetanei tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività di formazione sono il 17%.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le cause di arretratezza e passività sono molteplici, ma le principali sono associabili alla carenza di un'offerta di formazione professionale avanzata e di servizi di orientamento e di transizione dalla scuola secondaria all'università lacunosi e inefficaci
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I due governi Conte hanno addirittura abolito l’orientamento e le esperienze scuola-lavoro, lasciando le scelte individuali al passaparola anche per scegliere gli indirizzi di studio superiori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Pnrr ha segnato una iniziale svolta, dedicando risorse sia all’orientamento che all’ampliamento dell’offerta formativa. Al primo tema ha dedicato un capitolo ad hoc, con moduli rivolti agli ultimi due anni delle superiori- all'interno del curriculum annuale – investendo 250 Mni € per la prosecuzione del percorso di studi all’università o verso gli ITS. Questi ultimi sono stati potenziati nelle ITS Academy, cui sono dedicati complessivamente 1,5 Mdi €, e sono il principale canale di formazione superiore extra-universitario con obiettivo professionalizzante. Le Academy coprono 10 aree di specializzazione collegate al Made in Italy e a Industria 5.0 con corsi annuali o biennali, ma la riforma prevede che, in caso di specifiche richieste per un tirocinio più esteso, si possa legate allungare a tre anni il periodo di formazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’anno in corso rappresenterà invece il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           test di un nuovo modello di formazione tecnica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , per riagganciare le modifiche di quella superiore: il 4+2. Ci saranno quattro anni di scuola secondaria superiore, seguito dai due negli Its Academy, di cui si adottano alcune specificità, consentendo flessibilità didattica e organizzativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le scuole dovranno attivare un partenariato con una o più imprese, rafforzare le esperienze extra curriculari (alternanza scuola-lavoro e apprendistato formativo) già a partire da 15 anni, e delle discipline Stem.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno utilizzati laboratori più attrezzati e attenzione all’internazionalizzazione. Come per gli ITS sarà possibile utilizzare personale esterno di provenienza aziendale per collegare sempre di più la formazione con le esigenze del territorio e lo sviluppo tecnologico. L’Invalsi, che già monitora la qualità degli insegnamenti universitari, seguirà e valuterà le esperienze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A settembre partirà la filiera formativa tecnologico-professionale; per ora la sperimentazione del nuovo modello è circoscritta ad un numero limitato di scuole, che hanno dovuto presentare la candidatura entro il 12 gennaio. Il Ministero ha previsto che, dopo l’accettazione della candidatura, le scuole dovranno integrare la documentazione prevista, accompagnata dalla formale adesione delle istituzioni coinvolte, compreso l’accordo di rete con le imprese. E’ indispensabile la progettazione di almeno un percorso quadriennale di istruzione tecnica o professionale, l’integrazione di un percorso per il conseguimento del diploma professionale di IeFP (la sperimentazione è estesa anche alla formazione regionale affine o collegato alla filiera), un percorso biennale di Its Academy, di area tecnologica coerente con l’indirizzo ordinamentale di riferimento, e l’attivazione di un partenariato con almeno un’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Collegata alla sperimentazione tecnica c’è la proposta di un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Liceo del Made in Italy
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , istituito a dicembre; le Regioni, a partire da quest’anno possono attivare le prime classi del nuovo percorso nelle scuole previo accordo con l’Ufficio scolastico regionale. E’ già previsto il piano di studi del primo biennio che un percorso di 891 ore: 132 ore di lingua e letteratura italiana, 99 di storia e geografia, 99 di diritto, 99 di economia politica, 99 di lingua e cultura straniera 1, 99 di matematica (con informatica), 66 di lingua e cultura straniera 2, 66 di scienze naturali (biologia, chimica, scienze della terra), 66 di scienze motorie e sportive, 33 di storia dell’arte e 33 di religione o attività alternative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrambe le iniziative hanno raccolto adesioni: sono 176 gli istituti tecnici e professionali che hanno aderito al 4+2, creando 201 percorsi quadriennali; sono invece 120 scuole quelle che hanno aderito alla proposta del liceo del Made in Italy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tutte le proposte innovative descritte vanno nel senso di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           svecchiare insegnamenti e metodologie
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . La novità più importante è l’apertura dei programmi alle tematiche e all’intervento del mondo dell’impresa, frantumando steccati che non avevano motivazione nel passato, ma sarebbero grotteschi ora nell’illusione di isolare la scuola in chissà quale giardino fantastico. Il dato genuinamente più innovativo è invece l’apertura al collegamento di ciascuna scuola ai problemi del territorio circostante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo sforzo maggiore lo dovrà fare soprattutto il corpo insegnante delle scuole
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma il bagno di realtà che ne deriverà non può che essere salutare per tutte le istituzioni coinvolte. 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 13 Jun 2024 07:55:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Competenze più adeguate per la Transizione</title>
      <link>https://www.archidata.it/competenze-per-la-transizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 2023 è stato dichiarato dalla Ue l’anno europeo delle competenze, in riconoscimento del fatto che le due transizioni, ecologica e digitale, mettono sotto stress sistemi dell’istruzione e della formazione non sufficientemente adeguati ad accompagnarle.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La sfida epocale, non limitata all’Europa, è adeguare rapidamente strategie e strutture per essere in condizione di trarne vantaggio. In Italia è il mondo educativo, istruzione e formazione vocazionale, chiamato a cambiare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Segnali di sofferenza preoccupanti provengono dal mondo del lavoro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Regolarmente, da almeno un anno, il sistema Excelsior Unioncamere registra un disallineamento consistente e in crescita tra le richieste delle imprese e le professionalità a disposizione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , segnalando una voragine nelle competenze tecnico-scientifiche. Con valori molto vicini al 50%, il mismatch raggiunge picchi del 60/70% nel campo delle discipline Stem molto ricercate dalle imprese più innovative.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A testimonianza di un ritardo strutturale, il rapporto DESI dell’Unione che misura il tenore di cultura digitale del Paese nel suo complesso, ci colloca al 18esimo posto per digitalizzazione e al 25esimo per capitale umano su 27; solo il 46% delle persone possiede competenze digitali di base, contro una media Ue del 54 per cento. La transizione ecologica non fa che allargare il divario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sotto stress è tutto il sistema educativo, dalla primaria all’università
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , e dal mondo giovanile non giungono segnali rassicuranti, i giovani tra i 25 i 34 anni in possesso di un titolo terziario sono il 28%, a fronte di una media Ocse del 44 per cento. Il loro coetanei tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività di formazione sono il 17%.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le cause di arretratezza e passività sono molteplici, ma le principali sono associabili alla carenza di un'offerta di formazione professionale avanzata e di servizi di orientamento e di transizione dalla scuola secondaria all'università lacunosi e inefficaci
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I due governi Conte hanno addirittura abolito l’orientamento e le esperienze scuola-lavoro, lasciando le scelte individuali al passaparola anche per scegliere gli indirizzi di studio superiori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Pnrr ha segnato una iniziale svolta, dedicando risorse sia all’orientamento che all’ampliamento dell’offerta formativa. Al primo tema ha dedicato un capitolo ad hoc, con moduli rivolti agli ultimi due anni delle superiori- all'interno del curriculum annuale – investendo 250 Mni € per la prosecuzione del percorso di studi all’università o verso gli ITS. Questi ultimi sono stati potenziati nelle ITS Academy, cui sono dedicati complessivamente 1,5 Mdi €, e sono il principale canale di formazione superiore extra-universitario con obiettivo professionalizzante. Le Academy coprono 10 aree di specializzazione collegate al Made in Italy e a Industria 5.0 con corsi annuali o biennali, ma la riforma prevede che, in caso di specifiche richieste per un tirocinio più esteso, si possa legate allungare a tre anni il periodo di formazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’anno in corso rappresenterà invece il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           test di un nuovo modello di formazione tecnica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , per riagganciare le modifiche di quella superiore: il 4+2. Ci saranno quattro anni di scuola secondaria superiore, seguito dai due negli Its Academy, di cui si adottano alcune specificità, consentendo flessibilità didattica e organizzativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le scuole dovranno attivare un partenariato con una o più imprese, rafforzare le esperienze extra curriculari (alternanza scuola-lavoro e apprendistato formativo) già a partire da 15 anni, e delle discipline Stem.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno utilizzati laboratori più attrezzati e attenzione all’internazionalizzazione. Come per gli ITS sarà possibile utilizzare personale esterno di provenienza aziendale per collegare sempre di più la formazione con le esigenze del territorio e lo sviluppo tecnologico. L’Invalsi, che già monitora la qualità degli insegnamenti universitari, seguirà e valuterà le esperienze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A settembre partirà la filiera formativa tecnologico-professionale; per ora la sperimentazione del nuovo modello è circoscritta ad un numero limitato di scuole, che hanno dovuto presentare la candidatura entro il 12 gennaio. Il Ministero ha previsto che, dopo l’accettazione della candidatura, le scuole dovranno integrare la documentazione prevista, accompagnata dalla formale adesione delle istituzioni coinvolte, compreso l’accordo di rete con le imprese. E’ indispensabile la progettazione di almeno un percorso quadriennale di istruzione tecnica o professionale, l’integrazione di un percorso per il conseguimento del diploma professionale di IeFP (la sperimentazione è estesa anche alla formazione regionale affine o collegato alla filiera), un percorso biennale di Its Academy, di area tecnologica coerente con l’indirizzo ordinamentale di riferimento, e l’attivazione di un partenariato con almeno un’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Collegata alla sperimentazione tecnica c’è la proposta di un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Liceo del Made in Italy
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , istituito a dicembre; le Regioni, a partire da quest’anno possono attivare le prime classi del nuovo percorso nelle scuole previo accordo con l’Ufficio scolastico regionale. E’ già previsto il piano di studi del primo biennio che un percorso di 891 ore: 132 ore di lingua e letteratura italiana, 99 di storia e geografia, 99 di diritto, 99 di economia politica, 99 di lingua e cultura straniera 1, 99 di matematica (con informatica), 66 di lingua e cultura straniera 2, 66 di scienze naturali (biologia, chimica, scienze della terra), 66 di scienze motorie e sportive, 33 di storia dell’arte e 33 di religione o attività alternative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrambe le iniziative hanno raccolto adesioni: sono 176 gli istituti tecnici e professionali che hanno aderito al 4+2, creando 201 percorsi quadriennali; sono invece 120 scuole quelle che hanno aderito alla proposta del liceo del Made in Italy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tutte le proposte innovative descritte vanno nel senso di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           svecchiare insegnamenti e metodologie
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . La novità più importante è l’apertura dei programmi alle tematiche e all’intervento del mondo dell’impresa, frantumando steccati che non avevano motivazione nel passato, ma sarebbero grotteschi ora nell’illusione di isolare la scuola in chissà quale giardino fantastico. Il dato genuinamente più innovativo è invece l’apertura al collegamento di ciascuna scuola ai problemi del territorio circostante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo sforzo maggiore lo dovrà fare soprattutto il corpo insegnante delle scuole
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma il bagno di realtà che ne deriverà non può che essere salutare per tutte le istituzioni coinvolte. 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/md/pexels/dms3rep/multi/pexels-photo-56902.jpeg" length="109254" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Feb 2024 16:11:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Materie Prime. Per chi?</title>
      <link>https://www.archidata.it/materie-prime-per-chi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La transizione ecologica è subordinata alla capacità degli umani di riconvertire le caratteristiche dello sviluppo abbandonando gli idrocarburi e ricercando fonti energetiche alternative e tecnologie più rispettose dell’ambiente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla base della transizione stanno nuovi materiali la cui disponibilità innesca fattori geopolitici che rendono incerto il futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’intero RepowerEu nel Piano è stato rivisto e ridotto nelle dimensioni, passato da 19,2 a 11,2 Mdi permettendo così di ridurre i definanziamenti originari. Prevede cinque nuove riforme, cinque investimenti pregressi rafforzati e 12 nuovi investimenti per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030. Saranno rafforzate le reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, rafforzata la sicurezza energetica e accelerata la produzione e lo stoccaggio di rinnovabili. Saranno anche prese misure per rafforzare le competenze necessarie per la transizione verde, nonché a promuovere il trasporto sostenibile. Nel Pnrr modificato confluiscono 145 misure previste da RepowerEU.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La revisione ha quindi liberato fondi per i Comuni che temevano il definanziamento dei Piani urbani integrati e della rigenerazione urbana previsto dal governo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . La rigenerazione urbana. recupera quasi due terzi delle risorse, i Piani urbani recuperano 900 Mni che potrebbero coprire circa 300 progetti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel nuovo piano c’è un capitolo importante dedicato alle imprese, Transizione 5.0, cui è previsto che vadano 12,4 Mdi complessivi in crediti di imposta; circa la metà dei fondi (6,4 Mdi) da RepowerEu, sono destinati a investimenti delle imprese in innovazione digitale in chiave “green”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le aliquote saranno crescenti all’aumentare degli obiettivi di efficientamento energetico da certificare. Dato importante, la formazione del personale, ammissibile per il 5% del finanziamento agevolato, servirà ad accrescere le competenze per la transizione ecologica. Si colma così il vuoto creato dalla sospensione della misura formazione 4.0 a fine 2022, visto che il 40% delle imprese che hanno fatto investimenti in nuovi dispositivi dichiara di non utilizzarli per mancanza proprio di competenze interne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una parte importante della nuova strategia, riconosciuta anche dalla Commissione che parla di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “crescita dell’ambizione digitale dell’Italia”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , sta in un insieme di investimenti destinati allo sviluppo di tecnologie avanzate, al sostengno di start-up e investimenti in ricerca e sviluppo. Il precedente obiettivo del 25,1% destinato alla transizione digitale sale al 25,6, per migliorare la competitività e resilienza del tessuto economico e della settore sanitario. Saranno migliorate anche l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e dell’istruzione pubblica. La larga banda dovrebbe addirittura anticipare al 2026 gli obiettivi europei (al 2030) se lo scorporo della rete Tim andrà a buon fine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una partita aperta è relativa alle riforme, terreno da sempre delicato nei rapporti con la Commissione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questa ha accettato di dilazionare a marzo 2025 il termine per azzerare i ritardi nei pagamenti rispetto ai termini di trenta giorni imposti dalla Ue, il Governo deve però garantire un supporto alle amministrazioni più lente nella liquidazione del dovuto. Su questo tema l’Italia è stata deferita per la seconda volta alla Corte di Giustizia Ue. Anche in tema di concorrenza dovranno essere garantiti interventi, abbattendo barriere all’ingresso per chi vuole avviare un’attività commerciale e aprire ulteriormente settori come assicurazioni, gas e farmacie, per non parlare delle concessioni balneari. Per temi più complessi, appalti e giustizia, le tempistiche sono un po’ più dilatate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entro dicembre dovrebbe essere saldata la 4° rata. Per quanto riguarda le prossime rate (31.12.23 e del 30.6.24), l’anno prossimo l’Italia dovrebbe incassarle rimodulate a poco sopra i 19 Mdi, meno dei 28 previsti, per crescere e recuperare 10 Mdi nel 2025 e 2026. Lo slittamento è comprensibile poiché 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il valore di ogni rata è legato agli obiettivi da raggiungere, e ne sono stati ritardati 145.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Restano, attorno all’esecuzione del PNRR alcune perplessità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Le difficoltà delle nostre amministrazioni nel rendere operativi gli investimenti e attivare la capacità di spesa si riconfermano; da settori diversi del Paese si manifestano preoccupazioni per come viene gestito il Pnrr. La Corte dei Conti ha verificato, con una rilevazione a campione su 27 interventi, che la capacità di spesa si attestava a giungo al 7,9%. Anche la Fondazione Openpolis esprime preoccupazione: il suo monitoraggio del Pnrr evidenzia come alcuni soggetti attuatori abbiano cancellato progetti, preoccupati dai vincoli sui tempi e sull'ambiente, ricorrendo quindi a fondi alternativi. Alcuni analisti suggeriscono che su molti interventi non esistono informazioni sullo stato di avanzamento, i risultati potrebbero essere molto migliori. A settembre gli interventi finanziati, selezionati tramite bandi e procedure di gara, sono 219.837, distribuiti lungo tutto il territorio nazionale. Per un ammontare di risorse Pnrr pari a 120,35 Mdi euro, pari al 63% dei 190,5 miliardi complessivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel loro recente libro “La grande abbuffata”, Boeri e Perotti criticano l’impostazione originaria del Pnrr, priva di scelte strategiche nella selezione dei progetti, con l’esclusivo obiettivo di raccogliere la cifra più alta possibile. Sono così stati svuotati i cassetti di ministeri, Regioni e Comuni, raccogliendo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           progetti anche vecchi, senza alcun coordinamento e senza tener conto delle finalità e regole di Next Generation
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questo sarebbe all’origine delle discussioni con la Commissione Ue: molti progetti non avevano dimensione innovativa, non dichiaravano quali risultati sono attesi, alcuni non prevedevano spese di mantenimento della realizzazione. Paradossalmente, molti progetti destinati a combattere il degrado idrogeologico non tenevano conto del concetto basilare della transizione ecologica, il rispetto del principio dnsh (do no significant harm), non causare danni rilevanti all’ambiente. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il limite più grave appare essere il monitoraggio dell’andamento del PNRR
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , lentezza e scarsa trasparenza vengono attribuite all’eccessivo accentramento e all’insoddisfacente aggiornamento della Piattaforma Regis e la sua farraginosità. Federico Fubini, nella sua newsletter Whatever It Takes, se ne lamenta e la trova, oltre che sospetta, controproducente: “Stiamo vivendo questo passaggio fondamentale per il nostro futuro come la solita medicina europea, con l’idea che si vive meglio se se ne parla poco. Non come qualcosa di nostro. E chi la gestisce – forse avvertendo questa contraddizione – preferisce farlo in modo un po’ carbonaro, dando all’esterno meno informazioni possibile. Meno, francamente, della dose minima che dovrebbe essere consentita. Invece il successo dipende dalla partecipazione consapevole di tutto il Paese, solo così si possono superare i ritardi e le opposizioni a una crescita equilibrata. Occorre realizzare i progetti impostati, ma anche le riforme, richieste dall’Europa da tanti anni”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Foto: Patricia Serna su Unsplash.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-dan-cristian-p%C4%83dure%C8%9B-1476321.jpg" length="234931" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:53:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il PNRR ad una svolta</title>
      <link>https://www.archidata.it/il-pnrr-ad-una-svolta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo quattro mesi di confronto la Commissione europea ha dato il consenso alla rimodulazione del PNRR italiano, rimodulazione che vale 21,4 Mdi € e comprende un capitolo RepwerEU.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il nuovo piano, articolato su 614 obiettivi invece dei 527 originari, vale ora complessivamente 194,4 Mdi – 122,6 Mdi di prestiti e 71,8 Mdi di sovvenzioni; prevede inoltre 66 riforme, sette in più rispetto all’originale, e 150 investimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’intero RepowerEu nel Piano è stato rivisto e ridotto nelle dimensioni, passato da 19,2 a 11,2 Mdi permettendo così di ridurre i definanziamenti originari. Prevede cinque nuove riforme, cinque investimenti pregressi rafforzati e 12 nuovi investimenti per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030. Saranno rafforzate le reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, rafforzata la sicurezza energetica e accelerata la produzione e lo stoccaggio di rinnovabili. Saranno anche prese misure per rafforzare le competenze necessarie per la transizione verde, nonché a promuovere il trasporto sostenibile. Nel Pnrr modificato confluiscono 145 misure previste da RepowerEU.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La revisione ha quindi liberato fondi per i Comuni che temevano il definanziamento dei Piani urbani integrati e della rigenerazione urbana previsto dal governo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . La rigenerazione urbana. recupera quasi due terzi delle risorse, i Piani urbani recuperano 900 Mni che potrebbero coprire circa 300 progetti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel nuovo piano c’è un capitolo importante dedicato alle imprese, Transizione 5.0, cui è previsto che vadano 12,4 Mdi complessivi in crediti di imposta; circa la metà dei fondi (6,4 Mdi) da RepowerEu, sono destinati a investimenti delle imprese in innovazione digitale in chiave “green”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le aliquote saranno crescenti all’aumentare degli obiettivi di efficientamento energetico da certificare. Dato importante, la formazione del personale, ammissibile per il 5% del finanziamento agevolato, servirà ad accrescere le competenze per la transizione ecologica. Si colma così il vuoto creato dalla sospensione della misura formazione 4.0 a fine 2022, visto che il 40% delle imprese che hanno fatto investimenti in nuovi dispositivi dichiara di non utilizzarli per mancanza proprio di competenze interne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una parte importante della nuova strategia, riconosciuta anche dalla Commissione che parla di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “crescita dell’ambizione digitale dell’Italia”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , sta in un insieme di investimenti destinati allo sviluppo di tecnologie avanzate, al sostengno di start-up e investimenti in ricerca e sviluppo. Il precedente obiettivo del 25,1% destinato alla transizione digitale sale al 25,6, per migliorare la competitività e resilienza del tessuto economico e della settore sanitario. Saranno migliorate anche l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e dell’istruzione pubblica. La larga banda dovrebbe addirittura anticipare al 2026 gli obiettivi europei (al 2030) se lo scorporo della rete Tim andrà a buon fine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una partita aperta è relativa alle riforme, terreno da sempre delicato nei rapporti con la Commissione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questa ha accettato di dilazionare a marzo 2025 il termine per azzerare i ritardi nei pagamenti rispetto ai termini di trenta giorni imposti dalla Ue, il Governo deve però garantire un supporto alle amministrazioni più lente nella liquidazione del dovuto. Su questo tema l’Italia è stata deferita per la seconda volta alla Corte di Giustizia Ue. Anche in tema di concorrenza dovranno essere garantiti interventi, abbattendo barriere all’ingresso per chi vuole avviare un’attività commerciale e aprire ulteriormente settori come assicurazioni, gas e farmacie, per non parlare delle concessioni balneari. Per temi più complessi, appalti e giustizia, le tempistiche sono un po’ più dilatate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entro dicembre dovrebbe essere saldata la 4° rata. Per quanto riguarda le prossime rate (31.12.23 e del 30.6.24), l’anno prossimo l’Italia dovrebbe incassarle rimodulate a poco sopra i 19 Mdi, meno dei 28 previsti, per crescere e recuperare 10 Mdi nel 2025 e 2026. Lo slittamento è comprensibile poiché 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il valore di ogni rata è legato agli obiettivi da raggiungere, e ne sono stati ritardati 145.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Restano, attorno all’esecuzione del PNRR alcune perplessità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Le difficoltà delle nostre amministrazioni nel rendere operativi gli investimenti e attivare la capacità di spesa si riconfermano; da settori diversi del Paese si manifestano preoccupazioni per come viene gestito il Pnrr. La Corte dei Conti ha verificato, con una rilevazione a campione su 27 interventi, che la capacità di spesa si attestava a giungo al 7,9%. Anche la Fondazione Openpolis esprime preoccupazione: il suo monitoraggio del Pnrr evidenzia come alcuni soggetti attuatori abbiano cancellato progetti, preoccupati dai vincoli sui tempi e sull'ambiente, ricorrendo quindi a fondi alternativi. Alcuni analisti suggeriscono che su molti interventi non esistono informazioni sullo stato di avanzamento, i risultati potrebbero essere molto migliori. A settembre gli interventi finanziati, selezionati tramite bandi e procedure di gara, sono 219.837, distribuiti lungo tutto il territorio nazionale. Per un ammontare di risorse Pnrr pari a 120,35 Mdi euro, pari al 63% dei 190,5 miliardi complessivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel loro recente libro “La grande abbuffata”, Boeri e Perotti criticano l’impostazione originaria del Pnrr, priva di scelte strategiche nella selezione dei progetti, con l’esclusivo obiettivo di raccogliere la cifra più alta possibile. Sono così stati svuotati i cassetti di ministeri, Regioni e Comuni, raccogliendo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           progetti anche vecchi, senza alcun coordinamento e senza tener conto delle finalità e regole di Next Generation
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questo sarebbe all’origine delle discussioni con la Commissione Ue: molti progetti non avevano dimensione innovativa, non dichiaravano quali risultati sono attesi, alcuni non prevedevano spese di mantenimento della realizzazione. Paradossalmente, molti progetti destinati a combattere il degrado idrogeologico non tenevano conto del concetto basilare della transizione ecologica, il rispetto del principio dnsh (do no significant harm), non causare danni rilevanti all’ambiente. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il limite più grave appare essere il monitoraggio dell’andamento del PNRR
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , lentezza e scarsa trasparenza vengono attribuite all’eccessivo accentramento e all’insoddisfacente aggiornamento della Piattaforma Regis e la sua farraginosità. Federico Fubini, nella sua newsletter Whatever It Takes, se ne lamenta e la trova, oltre che sospetta, controproducente: “Stiamo vivendo questo passaggio fondamentale per il nostro futuro come la solita medicina europea, con l’idea che si vive meglio se se ne parla poco. Non come qualcosa di nostro. E chi la gestisce – forse avvertendo questa contraddizione – preferisce farlo in modo un po’ carbonaro, dando all’esterno meno informazioni possibile. Meno, francamente, della dose minima che dovrebbe essere consentita. Invece il successo dipende dalla partecipazione consapevole di tutto il Paese, solo così si possono superare i ritardi e le opposizioni a una crescita equilibrata. Occorre realizzare i progetti impostati, ma anche le riforme, richieste dall’Europa da tanti anni”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Foto: Patricia Serna su Unsplash.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/patricia-serna-zPZ9vqqDNBA-unsplash.jpg" length="265965" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 29 Nov 2023 11:00:52 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un passo indietro e tre avanti</title>
      <link>https://www.archidata.it/un-passo-indietro-e-tre-avanti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La geopolitica ha accelerato fenomeni che la pandemia aveva generato.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Inflazione, crisi energetica e l'invasione dell’Ucraina hanno modificato, se non compromesso, la globalizzazione. Partiti dall’accorciamento delle catene del valore (reshoring, nearshoring, friendshoring), l’Europa e gli Usa stanno cercando politiche per riaffermare la sovranità e la sicurezza in campo economico. L’Europa, in particolare, sta rivedendo le modalità di attuazione delle transizioni, rallentando o rivisitando meccanismi decisionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uno dei capisaldi del mercato comune è il divieto degli aiuti di stato, formulato nel trattato di Roma, per salvaguardare la concorrenza, favorire l’innovazione attraverso la distruzione creatrice che mette fuori mercato le imprese inefficienti. Per tale motivo proibisce interventi con queste caratteristiche: utilizzo di risorse pubbliche per concedere vantaggi economici (mutui agevolati, contributi a fondo perduto, sgravi fiscali), a una selezione di soggetti, che possano creare disparità di trattamento negli scambi tra Paesi membri generando asimmetrie.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poche le eccezioni, concesse in occasione a calamità naturali, piuttosto che per servizi pubblici erogati a categorie disagiate di cittadini, o ancora a regioni o imprese in condizioni particolari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tali eccezioni devono comunque essere preventivamente approvate dalla Commissione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La crisi finanziaria del 2008 prima, la pandemia successivamente, hanno allentato molto i criteri di concessione, poi estesi alla crisi ucraina.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutti questi eventi hanno complicato la fattibilità della strategia Green Deal lanciata dall’Europa nel 2020, per definire concretamente le tappe per realizzare l’Agenda di sostenibilità 2030 dell’Onu, e i passaggi inseriti in Fit for 55 per tagliare il traguardo delle zero emissioni nel 2050. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            NextGenEu ha stanziato 724 Mdi € per i 27 Paesi per aiutarli ad affrontare pandemia e crisi energetica, mobilitando fondi Horizon per la ricerca, Fondi Coesione e InvestEu per favorire iniziative private.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Italia si è assicurata la fetta più rilevante dei fondi, con un Pnrr che vale 190 Mdi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel marzo scorso il Green Deal Industrial Plan per garantire all’Europa uno spazio di manovra rispetto ai mutamenti nel quadro internazionale. Innanzitutto l’iniziativa cinese sul green: il dragone ha investito nel solo 2021 280 Mdi $ in tecnologie verdi, rafforzando la sua posizione dominante sia sui pannelli solari che sulle batterie. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           A loro volta gli Usa hanno deciso di rafforzarsi attraverso l’inflaction Reduction Act o IRA, che promette di investire 370 Mdi $ in dieci anni per garantire la sicurezza energetica e accompagnare la transizione climatica; IRA promette generosi crediti d’imposta per la produzione o l’acquisto di dispositivi e veicoli green.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La preoccupazione europea è legata alla possibilità che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           gli incentivi americani possano attrarre progetti e produzioni europee
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , sottraendoli al territorio continentale, indebolendolo e accentuando asimmetrie al suo interno. Così ha dato un primo via libera ad aiuti di stato, che si possono permettere le economie più forti; i tedeschi, ad esempio, hanno stanziato 3 Mdi € per finanziare batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori, attrezzature varie. Un finanziamento di 10 Mdi è andato a Intel, parte dell’investimento per un centro di produzione di chip da 30 Mdi a Magdeburgo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma Von der Leyen sta pensando di attivare un Fondo sovrano europeo, richiesto da Italia, Spagna e anche Francia. Un passo avanti è stato compiuto nel giugno scorso con l’avvio di STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), uno strumento con dotazione di 10 Mdi €; il nome vuole sottolineare la gradualità dell’approccio europeo (passo-passo), ma anche concretezza, in coerenza con un disegno strategico più ampio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Step è pensato per mettere a sistema risorse già disponibili su vari programmi europei – quali EU4Health, Digital Europe Programme, European Defence Fund, Recovery and Resilience Facility convogliandoli in investimenti nelle tecnologie critiche, cruciali per la transizione ecologica e digitale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’obiettivo è arrivare a una dotazione di 160 miliardi di euro, consistente, ma ben al di sotto delle risorse dei maggiori competitor, Usa e Cina. La Commissione richiede agli Stati membri di fare la loro parte, assicurando una riprogrammazione marginale verso le priorità di Step (ogni 5% equivale a liberare 18,9 miliardi).
             &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            L’obiettivo finale di questa fase è il Fondo sovrano già individuato dalla  Green Deal Industrial Strategy per la net-zero age del febbraio scorso come soluzione di medio-lungo periodo, per
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sostenere finanziariamente le transizioni ecologica e digitale, garantendone la piena sovranità europea
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Per renderla coerente con l’approccio complessivo europeo la Commissione definisce il quadro in cui si esercita la sovranità europea; ha proposto perciò il rNet-zero Industry Act, regolamento per rafforzare l’ecosistema manifatturiero europeo di produzione di tecnologie net-zero.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si interviene sulla semplificazione amministrativa, puntando sul ruolo trainante di una domanda pubblico-privata “orientata” (via public procurement e schemes), su una regolazione pro-innovazione, su nuovi strumenti per la creazione di net-zero industrial partnership.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al Net zero industry act affianca la proposta di Regolamento per un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche (Critical Raw Materials Act), essenziale per completare l’approccio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Foto: Dan V su Unsplash.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/dan-v-bIMf2Y15Cjo-unsplash.jpg" length="448196" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 21 Sep 2023 09:20:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.archidata.it/un-passo-indietro-e-tre-avanti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Piano d'azione dell'UE per l’economia circolare</title>
      <link>https://www.archidata.it/piano-d-azione-dell-ue-per-leconomia-circolare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se si continuano a sfruttare le risorse allo stesso ritmo di oggi, entro il 2050 ci sarà bisogno delle risorse di tre pianeti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nuova applicazione di OpenAi è una chatbot, software che consente di interagire in linguaggio naturale, predisponendo output su richiesta degli utenti: articoli, saggi, lettere. La chatbot utilizza un algoritmo predefinito che attinge a un set di dati raccolti dalla rete, controllati e ripuliti da eventuali contenuti poco accettabili. Le interazioni con un pubblico vasto ed eterogeneo servono poi ad allargare, migliorare i temi trattati, in molti casi precisandone e approfondendo i significati. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il meccanismo è quello del machine learning, ampiamente utilizzato in applicazioni di automazione industriale; l’algoritmo riproduce un processo e modifica il comportamento dello stesso sulla base dei dati che via via si producono. Si crea così un’altra opportunità, la raccolta di dati nel tempo consente di individuare le logiche di funzionamento e quindi di fare previsioni sui passi successivi:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si sfrutta la predittività dell’evoluzione dei fenomeni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Analisi e previsione sono funzioni umane, ma la capacità di calcolo dei moderni sistemi ottiene un’efficacia concorrente con quella umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estrapolazione di queste caratteristiche si presta a previsioni mirabolanti o catastrofiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la cancellazione di posti di lavoro, l’avvento di una società del controllo simil “Grande fratello” orwelliano. I rischi non stanno, al solito, nella tecnologia in sé, ma nei suoi utilizzi. Il riconoscimento facciale viene utilizzato in Cina come strumento di controllo sociale, l’affidamento a automi-soldato in azioni di guerra può generare catastrofi, e via elencando. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La soluzione sta nel conoscere a fondo la tecnologia, analizzarne gli effetti attraverso l’utilizzo controllato, usare il principio di cautela nel regolarne i campi di applicazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’uso dei chatbot e dell’IA avrà un sicuro impatto sulle modalità di lavoro, e vi saranno attività e settori che potranno subire modifiche. McKinsey, nel report "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            The future of employment"
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2013 (alquanto datato), prevedeva che il 47% dei posti di lavoro negli Stati Uniti potesse essere a rischio. Oggi preoccupa di più il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           big resignment
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , le dimissioni, da parte di giovani lavoratori insoddisfatti dei livelli salariali o delle condizioni di lavoro. Più sensate appaiono le perplessità degli scienziati cognitivi sull’impatto sociale di un utilizzo acritico dell’IA:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           affidarsi alla predittività può essere una trappola, si può creare il meccanismo della profezia autoavverantesi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (se penso che un evento sia molto probabile, mi comporterò perché si verifichi, o non farò niente per impedirlo). Può essere la negazione della capacità di autodeterminazione degli umani, che la scienza e la filosofia (occidentali) hanno impiegato secoli a sfatare, contrapponendo l’intelletto umano alla fatalità di un destino già scritto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ora possiamo concentrarci sulle iniziative dei principali operatori dell’offerta: i più accreditati sono Microsoft e Alphabet, concorrenti nell’accoppiare le chatbox ai motori di ricerca. OpenAI - l’iniziativa sponsorizzata da Microsoft che ha dato vita a ChatGPT, ha lanciato il mese scorso ChatGPT Plus, un servizio premium, e ha recentemente introdotto un'API (interfaccia per condividere servizi di comunicare tra applicazioni) che consente di integrare la tecnologia ChatGPT in applicazioni, siti web, prodotti e servizi di terzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sulla base di un tariffario a consumo l'API può permette di generare nuove esperienze d’uso. I primi clienti non hanno tardato ad affacciarsi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           TechCrunch
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha pubblicato un servizio in cui racconta alcune esperienze: Shopify utilizza l'API per mettere a disposizione dei clienti un personal shopper dedicato; Ask Instacart è il servizio che consente ai clienti di Instacart di ricevere ottenere suggerimenti di acquisti di cibo, “personalizzati” sulla base di dati acquisiti, tra le offerte dei partner commerciali dell'azienda.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Economist
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            racconta il fenomeno relativo all’IA come “esplosione del Cambriano” ( il periodo in cui la Terra passò in breve “dall’essere popolata da organismi semplici e unicellulari a ospitare una multiforme varietà di forme di vita”); prolificità testimoniata dal fatto che, secondo aziende di ricerca, esistono già più di 500 startup di IA generativa. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attorno al fenomeno permangono ancora parecchi dubbi, anche legali, su queste applicazioni, suddivise equamente tra preoccupazioni relative ai diritti d’autore e rischi per la sicurezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista delle promesse del mercato, chi risulta indubbiamente vincente sono i fornitori delle forti potenze di calcolo indispensabili per costruire modelli di elaborazione e per istruirne gli algoritmi, oltre ai data center e i servizi di cloud computing per ospitarli e renderli accessibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come al solito, l’Europa è più cauta degli Usa riguardo la prevenzione di possibili utilizzi dannosi o criminali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Europa e l’Italia hanno affrontato per tempo le complessità dell’evoluzione dell’IA, e già nel 2018 si sono preoccupati di predisporre rapporti che affrontano i rischi sull’uso dell’IA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . La Commissione ha definito un livello minimo di affidabilità dell'IA: deve rispettare i diritti fondamentali, la regolamentazione applicabile e i principi e i valori fondamentali, garantendo uno "scopo etico"; deve essere affidabile e tecnicamente solida poiché, anche con buone intenzioni, una mancanza di padronanza tecnologica può causare danni non intenzionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per l’Italia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            AGID
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ha prodotto il report "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’IA al servizio del cittadino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ". A proposito dei principi da salvaguardare sostiene: “Nell’ambito dell’etica alcuni problemi sono sollevati dal funzionamento dell’Intelligenza Artificiale, vale a dire quelli della qualità e della neutralità dei dati, della responsabilità di chi utilizza gli algoritmi, della trasparenza e dell’apertura di questi ultimi, nonché della tutela della privacy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Photo: Tara Winstead on Pexels.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-mark-arron-smith-7571640.jpg" length="355031" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 23 Mar 2023 14:14:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.archidata.it/piano-d-azione-dell-ue-per-leconomia-circolare</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-mark-arron-smith-7571640.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-mark-arron-smith-7571640.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Intelligente, ma può migliorare</title>
      <link>https://www.archidata.it/intelligente-ma-puo-migliorare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vicenda di Chat GPT ha destato grande curiosità, attese, timori riguardo l’intelligenza artificiale.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ciò che si può dire sinora è che l’IA non sostituirà l’uomo, che non è ancora intelligenza umana e che la sua pericolosità è legata al modo in cui si utilizza. Ma è anche una grande opportunità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nuova applicazione di OpenAi è una chatbot, software che consente di interagire in linguaggio naturale, predisponendo output su richiesta degli utenti: articoli, saggi, lettere. La chatbot utilizza un algoritmo predefinito che attinge a un set di dati raccolti dalla rete, controllati e ripuliti da eventuali contenuti poco accettabili. Le interazioni con un pubblico vasto ed eterogeneo servono poi ad allargare, migliorare i temi trattati, in molti casi precisandone e approfondendo i significati. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il meccanismo è quello del machine learning, ampiamente utilizzato in applicazioni di automazione industriale; l’algoritmo riproduce un processo e modifica il comportamento dello stesso sulla base dei dati che via via si producono. Si crea così un’altra opportunità, la raccolta di dati nel tempo consente di individuare le logiche di funzionamento e quindi di fare previsioni sui passi successivi:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si sfrutta la predittività dell’evoluzione dei fenomeni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Analisi e previsione sono funzioni umane, ma la capacità di calcolo dei moderni sistemi ottiene un’efficacia concorrente con quella umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estrapolazione di queste caratteristiche si presta a previsioni mirabolanti o catastrofiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la cancellazione di posti di lavoro, l’avvento di una società del controllo simil “Grande fratello” orwelliano. I rischi non stanno, al solito, nella tecnologia in sé, ma nei suoi utilizzi. Il riconoscimento facciale viene utilizzato in Cina come strumento di controllo sociale, l’affidamento a automi-soldato in azioni di guerra può generare catastrofi, e via elencando. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La soluzione sta nel conoscere a fondo la tecnologia, analizzarne gli effetti attraverso l’utilizzo controllato, usare il principio di cautela nel regolarne i campi di applicazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’uso dei chatbot e dell’IA avrà un sicuro impatto sulle modalità di lavoro, e vi saranno attività e settori che potranno subire modifiche. McKinsey, nel report "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            The future of employment"
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2013 (alquanto datato), prevedeva che il 47% dei posti di lavoro negli Stati Uniti potesse essere a rischio. Oggi preoccupa di più il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           big resignment
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , le dimissioni, da parte di giovani lavoratori insoddisfatti dei livelli salariali o delle condizioni di lavoro. Più sensate appaiono le perplessità degli scienziati cognitivi sull’impatto sociale di un utilizzo acritico dell’IA:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           affidarsi alla predittività può essere una trappola, si può creare il meccanismo della profezia autoavverantesi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (se penso che un evento sia molto probabile, mi comporterò perché si verifichi, o non farò niente per impedirlo). Può essere la negazione della capacità di autodeterminazione degli umani, che la scienza e la filosofia (occidentali) hanno impiegato secoli a sfatare, contrapponendo l’intelletto umano alla fatalità di un destino già scritto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ora possiamo concentrarci sulle iniziative dei principali operatori dell’offerta: i più accreditati sono Microsoft e Alphabet, concorrenti nell’accoppiare le chatbox ai motori di ricerca. OpenAI - l’iniziativa sponsorizzata da Microsoft che ha dato vita a ChatGPT, ha lanciato il mese scorso ChatGPT Plus, un servizio premium, e ha recentemente introdotto un'API (interfaccia per condividere servizi di comunicare tra applicazioni) che consente di integrare la tecnologia ChatGPT in applicazioni, siti web, prodotti e servizi di terzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sulla base di un tariffario a consumo l'API può permette di generare nuove esperienze d’uso. I primi clienti non hanno tardato ad affacciarsi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           TechCrunch
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha pubblicato un servizio in cui racconta alcune esperienze: Shopify utilizza l'API per mettere a disposizione dei clienti un personal shopper dedicato; Ask Instacart è il servizio che consente ai clienti di Instacart di ricevere ottenere suggerimenti di acquisti di cibo, “personalizzati” sulla base di dati acquisiti, tra le offerte dei partner commerciali dell'azienda.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Economist
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            racconta il fenomeno relativo all’IA come “esplosione del Cambriano” ( il periodo in cui la Terra passò in breve “dall’essere popolata da organismi semplici e unicellulari a ospitare una multiforme varietà di forme di vita”); prolificità testimoniata dal fatto che, secondo aziende di ricerca, esistono già più di 500 startup di IA generativa. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attorno al fenomeno permangono ancora parecchi dubbi, anche legali, su queste applicazioni, suddivise equamente tra preoccupazioni relative ai diritti d’autore e rischi per la sicurezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista delle promesse del mercato, chi risulta indubbiamente vincente sono i fornitori delle forti potenze di calcolo indispensabili per costruire modelli di elaborazione e per istruirne gli algoritmi, oltre ai data center e i servizi di cloud computing per ospitarli e renderli accessibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come al solito, l’Europa è più cauta degli Usa riguardo la prevenzione di possibili utilizzi dannosi o criminali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Europa e l’Italia hanno affrontato per tempo le complessità dell’evoluzione dell’IA, e già nel 2018 si sono preoccupati di predisporre rapporti che affrontano i rischi sull’uso dell’IA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . La Commissione ha definito un livello minimo di affidabilità dell'IA: deve rispettare i diritti fondamentali, la regolamentazione applicabile e i principi e i valori fondamentali, garantendo uno "scopo etico"; deve essere affidabile e tecnicamente solida poiché, anche con buone intenzioni, una mancanza di padronanza tecnologica può causare danni non intenzionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per l’Italia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            AGID
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ha prodotto il report "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’IA al servizio del cittadino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ". A proposito dei principi da salvaguardare sostiene: “Nell’ambito dell’etica alcuni problemi sono sollevati dal funzionamento dell’Intelligenza Artificiale, vale a dire quelli della qualità e della neutralità dei dati, della responsabilità di chi utilizza gli algoritmi, della trasparenza e dell’apertura di questi ultimi, nonché della tutela della privacy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Photo: Tara Winstead on Pexels.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/pexels-tara-winstead-8386434.jpg" length="99096" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 16 Mar 2023 13:41:01 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La via italiana alla sostenibilità</title>
      <link>https://www.archidata.it/la-via-italiana-alla-sostenibilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’anno che abbiamo di fronte impone una profonda riflessione sulle strategie per affrontare novità molto rilevanti sul piano economico e sociale. Stanno cambiando profondamente sia il contesto internazionale che le caratteristiche della globalizzazione. Il conflitto ucraino spinge a una polarizzazione geopolitica tra democrazie e autocrazie, modificando le catene del valore e le alleanze internazionali. All’interno stesso dei due campi esistono contraddizioni; pensiamo alla reticenza cinese nell’avvallare in toto l’iniziativa russa, ma anche le difficoltà che le recenti politiche protezionistiche Usa (Inflaction Reduction Act – IRA) possono creare agli europei. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’Europa ha scelto, tra pandemia e crisi energetica, di proseguire ancor più energicamente sulla strada della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sostenibilità ambientale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e della rivoluzione digitale. L’Italia è coinvolta in pieno in questa duplice transizione e deve decidere se subirla o esserne protagonista. E' il modo in cui si interpreta la sfida della sostenibilità che ne determina l’esito. Il comportamento delle imprese e delle istituzioni è perciò cruciale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sfida
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A fine anno l’Europarlamento e il Consiglio Europeo hanno approvato la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Corporate sustainability reporting directive
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (Csrd), che regola la comunicazione societaria di sostenibilità. Le imprese di grandi dimensioni (+ 500 addetti) dovranno rendere trasparenti le loro strategie sulla transizione, esplicitando rischi e opportunità connessi ai cambiamenti climatici, e le loro scelte in merito. La direttiva riguarda le informazioni relative alla sostenibilità, con l’obiettivo di rendere la comunicazione aziendale più aderente alla strategia dell’Onu, focalizzata sui 17 obiettivi (SDG – Sustainable Development Goals) entro il 2030.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ evidente la determinazione della Commissione di rendere meno complesso il monitoraggio dell’intero tessuto economico continentale, impegnato in un faticoso processo di adeguamento di proces
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si e procedure alla strategia Green Deal e agli obiettivi ormai vicini del 2030.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Primi interlocutori della direttiva sono gli operatori del mondo finanziario che, grazie alle risorse economiche gestite, sono nella posizione di influenzare le imprese, indirizzandole verso strategie caratterizzate eticamente. In questo modo si assegna loro una responsabilità non indifferente riguardo decisioni di politica industriale, che può influenzare i tempi di sviluppo di settori diversi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per tale ragione, è importante che la PA non resti estranea a questi processi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I capisaldi del monitoraggio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Stelle polari della sostenibilità sono le tre dimensioni Ambientale, Sociale e di Governance (ESG: Environmental, Social e Governance), indicatori fondamentali per misurare, controllare e sostenere la strategia di sostenibilità di una impresa. Divenuti un criterio di valutazione degli acquisti e investimenti fatti dalle imprese, sono al momento utilizzati dagli investitori finanziari e oggetto della comunicazione finanziaria delle imprese. Sinora l’informativa di sostenibilità correva in parallelo alla relazione finanziaria istituzionale. Ora invece, la Commissione richiede che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’impresa certifichi l’integrazione tra le informazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , conferendo pari dignità ai due reporting (sostenibilità e finanziario) e uguali obblighi relativi a pubblicità, responsabilità degli organi societari, scadenze di pubblicazione e meccanismi di approvazione. La certificazione avviene rendendo evidenza tra gli ESG e i dati contenuti nella relazione finanziaria annuale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’integrazione delle informazioni dovrebbe consentire una maggior trasparenza e comprensione da parte degli stakeholder sulle caratteristiche e specificità del business. La grande accuratezza verticale delle informazioni rischiava di racchiuderle in silos autonomi, rendendo più difficile una visione d’insieme e quindi meno comprensibile la strategia dell’impresa e il suo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           contributo effettivo alla transizione ambientale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questa maggior trasparenza dovrebbe avere l’effetto di rendere più evidenti eventuali tentativi di edulcorare lo stato di fatto o di sottacere aspetti negativi (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           greenwashing
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se all’integrazione degli indicatori, semplificata dalla digitalizzazione, si aggiunge una riflessione sulla riorganizzazione dei processi, viene esaltata la capacità di innovare; i fattori Esg possono diventare un forte driver di competitività e avere un peso nella trasformazione del modello di business e della cultura aziendale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le tre dimensioni hanno assunto un peso crescente e diverso nel tempo. La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           componente ambientale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è quella che ha visto i maggiori sforzi, per la rilevanza del cambiamento climatico, la più facile misurazione e comunicazione dell’impatto delle attività dell’impresa. Per la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           componente sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è più recente la sensibilizzazione, soprattutto nell’ambito del terzo settore, istituzionalmente più vicino a queste tematiche, che offre nella miriade di manifestazioni occasioni di partnership interessanti. La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           componente governance
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è sinora la meno sfruttata. Qui si gioca la trasparenza dei processi decisionali, i meccanismi di cooptazione negli organismi direzionali, la priorità degli indicatori Esg nella definizione delle strategie aziendali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I riferimenti operativi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’Efrag (European Financial Reporting Advisory Group), incaricato dalla Commissione di elaborare gli standard che le aziende Ue dovranno utilizzare per la predisposizione dei report di sostenibilità ha messo a punto i primi 12 European sustainability reporting standards (Esrs), che presidiano i seguenti capitoli:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Governance, Strategy, Risk Management, Metrics and Targets
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il lavoro di Efrag è teso a migliorare, nel giro di pochi anni la qualità del reporting di sostenibilità, equiparandolo al reporting finanziario, rendendolo altrettanto solido in termini di governance, trasparenza e audit.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli Esrs prevedono la pubblicazione sia di una serie di informative, obbligatorie per tutti, che derivano dalle richieste legislative dell’Ue e dalle analisi dell'Efrag, sia di informazioni aggiuntive sui i temi valutati come rilevanti. Le imprese dovranno implementare e rendicontare un solido processo di valutazione delle attività aziendali nell’impatto sull'ambiente e la società (Impact materiality), nonché gli effetti degli indicatori Esg sulla situazione economica e finanziaria dell'impresa (Financial materiality).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda i tempi, a giugno la Commissione Ue adotterà gli standard definitivi. Gli obblighi di segnalazione, come previsto dalla Csrd, saranno introdotti gradualmente entro il 2024, per poter pubblicazione il reporting di sostenibilità nel 2025. Le pmi quotate sono obbligate a partire dall'esercizio 2026 (pubblicazione nel 2027), con possibilità di posticipazione di un ulteriore anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Italia il 68% aziende medio-grandi quotate al Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana, (circa 144) riporta nel bilancio d’esercizio e consolidato riferimenti specifici ai rischi climatici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prepararsi per tempo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 2027 sembra molto lontano, al momento, ma per la maggioranza delle imprese è opportuno cominciare a prendere in considerazione l’operatività. Lo sforzo da compiere è equivalente a quello fatto da molti sul terreno della certificazione di qualità. Se lo si vive come una serie di adempimenti burocratici da svolgere periodicamente, focalizzando l’attenzione solo a ridosso degli audit, meglio lasciar perdere. Se invece, come nel caso in questione, si utilizza l’occasione sviluppando le linee guida della norma, adattandola alle condizioni e specificità del business, i risultati possono essere sorprendenti. Le aziende saranno facilitate dalla pressione sociale sui temi della transizione climatica, e dal fatto che importanti occasioni di finanziamento, i progetti del Pnrr e quelli della programmazione 2021-2027, contengono tra le condizionalità riferimenti alla sostenibilità delle azioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vale per tutti il criterio Dnsh, Do no significant harm, che può essere la spada di Damocle di molti progetti non attentamente calibrati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inoltre, affrontare temi sociali e di governance significa, per le imprese, misurarsi sulla specificità di genere, sulla demografia aziendale (spazio a donne e giovani), sull’inclusione sociale e sul welfare aziendale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi aspetti chiamano decisamente in causa anche la PA, Ministeri e Regioni soprattutto. Sta a loro, nella fase di dispiegamento iniziale delle procedure, iniziare a inserire gradualmente nei loro atti esecutivi criteri distintivi e selettivi che orientino sensibilità e azioni dei vari soggetti sociali in modo che siano in sintonia con la strategia di sostenibilità europea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò consentirebbe si rafforzare il ruolo di definizione delle strategie di sviluppo di settori e territori, evitando che sia solo l’interesse finanziario a prevale, equilibrandolo con criteri di inclusione sociale e equità. Le società di consulenza e assistenza tecnica, possono svolgere un ruolo importante di sensibilizzazione e sollecitazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Photo: Roxanne Desgagnés on Unsplash
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/roxanne-desgagnes-qbtyUQtqJ8k-unsplash.jpg" length="335561" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 20 Jan 2023 13:55:38 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il nostro Natale 2022</title>
      <link>https://www.archidata.it/natale-2022</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest'anno ci uniamo alla tradizione del Pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio da quando, nel 1982, un piccolo gruppo di persone povere fu accolto attorno alla tavola della festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo festeggeremo al Convento San Domenico a Palermo dove si confonderà chi aiuta e chi è aiutato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buon Natale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/ritocco.jpg" length="63232" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Dec 2022 16:23:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Immersi e salvati</title>
      <link>https://www.archidata.it/immersi-e-salvati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il metaverso non esiste ancora, la versione di Zuckerberg, Meta, ha tentato di anticipare potenziali concorrenti posizionandosi. Per ora è possibile parlare di Web 3.0, la piattaforma tecnologica prossima ventura: è importante seguirne lo sviluppo perché sono in gioco fattori cruciali di riservatezza e sicurezza. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La cautela non implica che la prospettiva non sia allettante: un luogo virtuale in cui svolgere tutta una serie di attività umane, mediate dal digitale. Consapevoli dalle vicende degli scorsi tre decenni, occorre essere avvertiti su una serie di temi:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             come evitare che si sviluppi un grande walled garden privato;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             superare la semplice dimensione di videogioco;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            identificare le tecnologie che garantiscono un ambiente aperto, interoperabile, trasparente, ad architettura distribuita. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Chi scrive è convinto che l’apertura e l’interoperabilità delle piattaforme è presupposto di uno sviluppo più rilevante e rapido della prospettiva. Ritiene anche che il metaverso possa essere un superamento del modo entusiasmante in cui il web ha mutato l’intrattenimento, l’informazione, il lavoro, il commercio, creando un’esperienza completamente nuova.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La novità sta nel superamento dell’interattività e dell’ingresso nella dimensione dell’immersività, nel far saltare i confini tra virtuale e reale, tra online e offline, per vivere l’esperienza della realtà estesa (XR).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tecnologie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              Convergono nella creazione del nuovo mondo 5G, intelligenza artificiale, edge computing, memorie e processori potenziati. Convergono industria del software, hardware, videogaming, grafica tridimensionale, blockchain e criptovalute, NFT, tutti territori di frontiera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni spazio della vita fisica può esserne coinvolto; tutto questo è ancora allo stadio iniziale, tutto è in evoluzione. Per questo è importante seguire il processo, viverlo sin dagli inizi, per comprenderlo e contribuire a definirne i connotati, in tutte le sue sfaccettature 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le tecnologie devono gestire il passaggio da un mondo bidimensionale a un mondo di volumi, tridimensionale. Sono in campo realtà aumentata [AR] e realtà virtale [VR]; si sperimentano occhiali stereoscopicamente corretti per una rappresentazione 3D, per ora limitata a una capacità 2.5-D, ereditata dal gaming tridimensionale, usata da Ikea per presentare sul sito i mobili, da far ruotare guidati dal mouse o visualizzati all’interno del proprio salotto utilizzando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Applicazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I campi applicativi, già da ora, sono numerosi, iniziando dall’industria, dove la virtualizzazione è interessante in ambiti diversi: formazione e addestramento, customer care da remoto, marketing. Nella formazione tecnica, se si vuole insegnare una nuova abilità professionale, ad esempio la riparazione o sostituzione di un pezzo di equipaggiamento, è importante che le persone riescano a orientarsi con le varie parti dell’attrezzatura. Prendere confidenza con l’ambiente è più semplice in un ambiente virtuale, dove si possono provare e riprovare le azioni, che in un ambiente fisico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riprodurre un digital twin, non solo attraverso un complesso di algoritmi, ma ricreando un vero e proprio ambiente in cui la simulazione prevede di afferrare, svitare, sostituire, dà possibilità incredibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il mockup del designer diviene un oggetto vivo, plasmabile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il marketing si può avvantaggiare dalla possibilità di portare il cliente in un ambiente che ricrea un’esperienza simulata, provocando e osservando reazioni differenti a sensazioni indotte. Per la customer care il metaverso può costituire un’ambiente versatile in cui riprodurre una serie di ambienti differenziati, testando comportamenti diversi, individuando ricorrenze, alternative, soluzioni più efficaci. Nelle operazioni sul campo, le persone stanno iniziando a utilizzare l'AR per l'assistenza remota fornita tramite uno smartphone o un tablet o anche un set di occhiali eleganti con lenti speciali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ora le aziende che iniziano a muoversi sul tema avanzano a piccoli passi. Zuckemberg ha prodotto Meta Quest, evoluzione di Oculus Quest 2, un visore di realtà virtuale. Il device consente al giocatore di immergersi nell’ambiente virtuale in sintonia con i meccanismi cerebrali, senza conflitti e mantenendo un certo controllo. Quest Pro è lo strumento che consente a Zuckemberg di svincolarsi dalle piattaforme digitali concorrenti, Apple per gli iPhone e il software Android per tutto l’ecosistema Google. Meta ha avviato una collaborazione con Microsoft, integrando applicazioni come Teams e Windows 365, e a loro volta gli avatar di Quest Pro si integreranno in Teams e Zoom. L’alleanza è indicativa dell’approccio al mercato della grande impresa, il più attento al momento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Microsoft a sua volta ha creato HoloLens, casco per sperimentare la realtà aumentata, e Mesh integrato in Teams, per applicazioni enterprise, (videoconferenze, formazione in realtà aumentata, smartworking), e aprendosi a Meta. Al momento la partnership Meta-Microsoft sembra assecondare l’opzione di lavorare per ambienti aperti, interoperabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi sono poi applicazioni più “semplici”: Luxottica ha realizzato insieme a Meta “occhiali smart” per la gestione di video e foto, imitata da Windows Med Reality, mentre Project Aria realizza occhiali in grado di inviare e ricevere informazioni via web, registrare video, scattare foto e accedere a ologrammi e artefatti digitali. Per tutte queste applicazioni manca però un ecosistema di approdo, cui Meta e Microsoft vorrebbero supplire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diversità di approccio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il dato dirimente però è legato all’approccio di fondo: il metaverso può essere chiuso o aperto. In quelli chiusi l’utente si muove in un mondo predefinito negli spazi e nei contenuti, è il progettista che decide il tipo di esperienza; questo è il caso di Fortnite e Roblox con Epic Games, realtà del mondo gaming. In questi contesti anche le monete sono di proprietà dell’editore e gli acquisti avvengono convertendo valute reali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Negli ecosistemi aperti viene creata una struttura con spazi che vengono venduti. Il proprietario dell’asset investe in proporzione alle dimensioni e alla posizione dello stesso. In questo caso è la blockchain a governare le attività, l’utente deve disporre di portafogli in cryptovaluta (criptowallet), associati a dati personali necessari a consentire anche transazioni finanziarie. I cryptowallet concettualmente consentirebbero di passare da una piattaforma all’altra, la scelta è in capo ai proprietari delle piattaforme stesse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Blockchain e Nft sono le componenti realmente innovative di un mondo che esiste da almeno vent’anni, nel gaming; ai giocatori offrono la certificazione della proprietà degli asset del gioco, cui conferiscono le caratteristiche di unicità e scarsità, quindi valore. Ciò li rende scambiabili, quindi soddisfa l’esigenza di creare un mercato innovativo, aperto a nuovi servizi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Siamo convinti che la progettazione di servizi, informatici o digitali, siano più efficaci se vengono condotte a fianco degli utenti, per riuscire a intercettarne esigenze e modelli d’uso che aggiungono valore e funzionalità alle soluzioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ dagli utenti che possono nascere idee di successo ed è con loro che vorremmo svilupparle.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Photo: KS KYUNG on Unsplash
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/ks-kyung-UTY95mmNyBY-unsplash.jpg" length="526609" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 17 Nov 2022 16:31:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L’ecosistema digitale prossimo venturo</title>
      <link>https://www.archidata.it/lecosistema-digitale-prossimo-venturo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Transizione ecologica e transizione digitale sono le due missioni dell’Italia e dell’Europa per uno sviluppo sostenibile.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Entrambe urgenti e ineluttabili, con il digitale condizione abilitante per accelerare la riscossa ambientale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Europa ha lanciato una sfida al mondo con la Strategia dello sviluppo sostenibile nel 2001, aderendo poi all’Agenda 2030 dell’ONU nel 2016, e lanciando il Green Deal nel 2019. La Pandemia ha dettato una accelerazione contenuta in Fit for 55 e declinata in NextGenEU. Questo il contesto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nostro PNRR ha fatto proprie le due transizioni indispensabili alla sostenibilità, quella ambientale e quella digitale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se i cambiamenti climatici e gli effetti disastrosi di questi ultimi mesi, hanno reso evidente la necessità di riduzione delle emissioni climalteranti, l’abbandono dei carburanti fossili e il ricorso alle energie alternative, il digitale si è dimostrato indispensabile al conseguimento di questi obiettivi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La velocità con cui si sono creati i vaccini o il supporto al proseguimento delle attività economiche (non solo smartworking), sono solo due dei contributi al ritorno a una “normalità” altrimenti impossibile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nostro futuro è digitale, la sua trasversalità include infrastrutture, istruzione, sanità, produzione, amministrazione pubblica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e necessita di innescare un continuo processo di sviluppo tecnologico e di adeguamento di competenze.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrambe le transizioni comportano sfide severe per il Paese e la capacità di attivare le misure importanti per affrontarle. Ma mentre la crisi energetica, susseguente al ricatto russo sul gas, è al centro dell’attenzione pubblica, gli interventi sulla digitalizzazione sono meno presenti nel dibattito e, forse, toccano meno la sensibilità dei cittadini. Eppure il loro contributo è essenziale per vincere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conviene allora partire dal livello di consapevolezza del Paese su questi temi. Secondo l’indice europeo DESI (Digital Economy and Society Index), che misura il livello di digitalizzazione dei paesi membri, siamo al 18° posto nella classifica dei 27, migliorando di due il punteggio del 2021. Siamo migliorati nella connettività a banda larga, ma con copertura sotto la media europea e nei servizi relativi. Bene anche le imprese, “la maggioranza delle Pmi (60%) ha raggiunto almeno un livello base di intensità digitale; l’utilizzo di servizi cloud, in particolare, ha registrato una considerevole crescita”. Meno numerose, ma allineate alla media europea, nell’adozione di big data e intelligenza artificiale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Più preoccupanti invece i dati sulle competenze digitali: “La percentuale degli specialisti digitali nella forza lavoro italiana è inferiore alla media dell’UE e le prospettive per il futuro sono indebolite dai modesti tassi d’iscrizione e laurea nel settore delle TIC”. Le aziende faticano a trovare profili adeguati alle nuove esigenze, manca circa il 40% di nuovi profili richiesti dal mercato, a segnare il disallineamento del sistema istruzione/formazione. Inoltre, più della metà dei cittadini non dispone delle competenze digitali di base. Conferma l’analisi l’Osservatorio agenda digitale del Politecnico di Milano, che ha sviluppato una sua ricerca analizzando alcuni parametri: livello di digitalizzazione dei servizi pubblici, connettività, integrazione delle tecnologie digitali e competenze. Secondo gli indici Dmi (Digital maturity indexes) messi a punto dall’Osservatorio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il nostro Paese è 17esimo nella Ue riguardo ai fattori indispensabili per la digitalizzazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (come la copertura di banda larga) e al 23esimo posto per risultati ottenuti (come l’utilizzo di banda larga da parte di cittadini e imprese). Registra, anche, un f
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           orte divario tra Centro-Nord più connesso e Centro-Sud in ritardo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Pnrr destina 48 Mdi € (25,1% del totale) alla transizione digitale, dedicati a connettività, cloud e competenze, per realizzare una modernizzazione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione, da investire entro il 2026. Significa imprimere un forte stimolo, con un’agenda di sviluppo annuale, a un sistema pubblico da tempo fermo negli investimenti e che ora, per reggere il ritmo, deve progettare rapidamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La parte più significativa dell’intervento riguarda la digitalizzazione, innovazione e sicurezza della P.A., perché pone rimedio a pesanti ritardi e impatta più direttamente sulla vita dei cittadini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Gli 11,15 Mdi di investimenti potenziano le infrastrutture digitali, facilitano l’interoperabilità tra gli enti pubblici e la creazione di nuovi servizi, concretizzano il principio “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           once only
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ” convertendo il cittadino da suddito a cliente, potenziano la sicurezza digitale e aumentano le competenze digitali di tecnici, dipendenti pubblici, senza trascurare l’alfabetizzazione dei cittadini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dovrebbe finalmente partire entro fine anno la realizzazione del Polo strategico nazionale, articolato su 4 data center distribuiti su due regioni, portando su cloud i dati dei ministeri e delle principali amministrazioni dello Stato, mettendoli in sicurezza e facilitando lo scambio di dati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La missione ha anche il compito di completare lo sforzo fatto in questi anni dal Pubblico per rafforzare la sua presenza con la Spid, l’Anagrafe comunale, il sistema pagoPA e l’App Io, la carta di identità elettronica, il fascicolo sanitario informatizzato. Il Pnrr intende creare e dare consistenza per il 2026 a un ecosistema in cui l’interoperabilità tra queste soluzioni, la possibilità di farle dialogare tra loro, renderà il rapporto tra Amministrazioni e cittadini più trasparente e semplice. Il Piano riserva a questo obiettivo risorse per 1,9 Mdi, 900 milioni per la realizzazione delle infrastrutture e un miliardo per attuare la migrazione delle informazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel luglio scorso è stato poi firmato l’accordo di partenariato con la Commissaria europea che sblocca i fondi per la coesione. Sono 42,7 Mdi € dal bilancio UE per il periodo 2021-2027, a cui si aggiunge il co-finanziamento nazionale, che è previsto vadano in prevalenza al Meridione. Di questi 9,5 Mdi saranno dedicati a ricerca, innovazione e digitale che, a differenza dei fondi Pnrr, sono finanziamenti a fondo perduto. Nel complesso quindi, il Paese avrà a disposizione somme ingenti per fare un salto di qualità decisivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diventa perciò particolarmente importante l’assunzione di responsabilità da parte dei Comuni in questa sfida, per sfruttare opportunità uniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sarà decisiva la rapidità nel dotarsi delle soluzioni disponibili e delle competenze indispensabili per gestirle, per poi farle comprendere e accettare dai cittadini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò passa attraverso un’attività di formazione innanzitutto verso i propri addetti e verso i cittadini, per renderli consapevoli delle potenzialità della digitalizzazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una attenzione particolare andrà destinata al tema della cibersecurity che, come dimostrano gli eventi degli ultimi anni, mettono in pericolo l’identità, i beni, la sicurezza delle persone, sino a compromettere la sovranità nazionale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Photo: note thanun on Unsplash.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/note-thanun-GI10ZiPO_3w-unsplash.jpg" length="494433" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 01 Sep 2022 08:14:20 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La fine del "Nè, nè, nè"</title>
      <link>https://www.archidata.it/la-fine-del-ne-ne-ne</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le vicende drammatiche di questi ultimi due mesi, l’aggressione russa all’Ucraina e il ravvivarsi dei venti di guerra che credevamo sopiti, impongono una riflessione sulle cause e sui limiti che contraddistinguono le nostre scelte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tre anni che abbiamo alle spalle hanno scosso molte certezze maturate dall’inizio del nuovo millennio.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Si comincia a discutere della fine della globalizzazione, o perlomeno di una riconfigurazione degli assetti mondiali usciti dall’inizio degli anni ’90.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La geopolitica entra sempre di più nelle riflessioni sui destini dell’economia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In effetti, due anni e più di pandemia avevano già evidenziato la necessità di alcune revisioni. L’esternalizzazione di alcune filiere, produzioni sanitarie e farmaceutiche, catene logistiche e energetiche, si sono dimostrate troppo azzardate e a rischio in casi di eventi emergenziali. C’è stato perciò un ripensamento e si è cominciato a parlare di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           accorciamento delle catene del valore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , avvalorato da una crisi logistica alimentata da cause diverse, e di rimpatrio o reshoring di alcune produzioni. La presa d’atto dell’improrogabilità dell’intervento sulla transizione energetica (COP 26) ha aggiunto urgenze alla necessità di cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paradossalmente è stata la fuoruscita dalla pandemia e il riattivarsi prepotente della ripartenza delle economie, a rendere ancora più complessa e fragile la situazione. L’energia, principalmente quella fossile, ha subito una crescita vorticosa dei prezzi alimentata dalla domanda di gas e petrolio, e anche da qualche scelta dei principali produttori, Russia in testa. E appunto la geopolitica, con l’invasione dell’Ucraina, sta facendo emergere l’eventualità anche di una crisi alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’insieme di questi fattori ha fatto riapparire un nemico da tempo dimenticato, l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           inflazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Rilevante negli Usa, intorno al 7-8%, più limitato in Europa, con punte del 5-6%, generata da tre fattori:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            energetico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             , il prezzo del gas cresciuto del 52%, quello del petrolio del 64% nell’ultimo trimestre;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            alimentare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             , in crescita a seguire, ma soprattutto in prospettiva emergenziale per il conflitto in Ucraina, che con la Russia vale il 30% dell’export di grano e la stragrande porzione dell’olio di girasole;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i colli di bottiglia nell’industria manifatturiera mondiale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , con difficoltà di approvvigionamento di materie prime, alluminio, nickel, terre rare, e ancora da Russia (palladio) e Ucraina (neon).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le preoccupazioni ora si concentrano sulla sua consistenza strutturale, al di là dei picchi: a quale livello si fermerà? Ancora difficile dirlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dubbio che attanaglia tutti è che possa diventare più consistente del 2%, livello di guardia della Bce, e che questo comporti un inasprimento dei tassi, con il rallentamento o la fine del Quantitative Easing, che sinora ci ha tenuto al riparo dalla speculazione finanziaria. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A preoccupare tutti, in Europa, anche i nostri critici “frugali”, è però che si avvitino inflazione e frenata della produzione, senza che si verifichi una crescita dei consumi, innescando i tratti caratteristici della stagflazione. Ci siamo già passati, è il caso della crisi petrolifera dei primi anni ’70: la crescita dei prezzi del petrolio, a seguito del cartello generato dall’Opec con riduzione delle forniture, innescò un calo delle produzioni e susseguente aumento del prezzo dei beni, rallentando la forte crescita dei decenni precedenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dato che preoccupa di più oggi, è l’impatto che subirebbe l’occupazione, in timida ripresa nel dopo pandemia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’energia dunque è il fattore critico in questo scenario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Doppiamente critico: perché è l’arma più pericolosa in mano alla Russia nella sua minaccia all’Europa, e perché la sua qualità influisce sull’asse strategico individuato dall’Europa per la sua crescita sostenibile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’indipendenza dal gas russo è l’obiettivo ormai definito dai Paesi europei, perseguito con forte convinzione dall’Italia, un po’ più tiepidamente dalla Germania.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la scelta attuale del governo si presenta difficile, e non solo per il peso (40%) del gas russo sui nostri consumi energetici. Soprattutto mette in rilievo l’annosa sottovalutazione del Paese sul tema dell’indipendenza energetica, e una predisposizione tutta italica a non fare i conti con la realtà: siamo contrari all’utilizzo dell’energia nucleare (per timore di incidenti tipo Chernobyl), ma acquistiamo l’energia dei francesi prodotta solo qualche decina di chilometri al di là del confine; forti proteste popolari hanno portato alla quasi totale chiusura di giacimenti di gas nazionali, e ad ostacolare molti gasdotti; c’è un forte movimento a supporto delle energie rinnovabili, ma centinaia di progetti (fotovoltaico, eolico, biomasse) sono ostacolati da Regioni, sovrintendenze, persino movimenti ambientalisti, in difesa del paesaggio e della bellezza. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo stati per decenni il Paese del “Né, né, né”, ma la storia ci chiede il conto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A maggior ragione adesso, in piena transizione ecologica. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli obiettivi della Commissione Europea con Fit for 55, riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030, contributo energia rinnovabile al 40% a quella data, basta auto a combustione interna nel 2035 i principali, sono molto ambiziosi. Volevano guadagnare all’Europa la leadership nella corsa alla salvaguardia del Pianeta. Sono obiettivi precisi che già prima dell’Ucraina avevano sollevato problemi, proteste, obiezioni dai settori interessati. Ora la crisi energetica crea ulteriore incertezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Probabilmente l’Europa dovrà riesaminare i suoi obiettivi, anche alla luce della durata e degli esiti della guerra in Ucraina, che rendono più critico e sensibile l’impatto sociale della transizione. Ma quello che nessuno dovrà fare, soprattutto noi, è perdere la rotta polare della transizione ecologica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non c’è posto per rifiuti aprioristici; chiudiamo con il né, né, né.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/adi-goldstein-n2V4ZNflsHM-unsplash.jpg" length="505856" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:02:53 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Transizione, come?</title>
      <link>https://www.archidata.it/transizione-come</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 2020 ha rappresentato la presa di coscienza a livello internazionale della insostenibilità del modello di sviluppo prevalente. Il 2021 sarà probabilmente ricordato come l’anno della transizione.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il 2022 si può vedere come l’anno della reazione, della ripresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Italia ha ben reagito, dimostrando di avere una struttura industriale capace di grande resilienza, facendo del Made in Italy e dei suoi prodotti un elemento di forza che ha qualificato la nostra economia tra le più reattive, prima in Europa per risultati e a livello internazionale per export.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la chiusura dell’anno è meno entusiasmante, perché la violenza della ripresa, a livello globale, ha generato contraccolpi molto forti che ne mettono in dubbio se non la durata, la qualità e l’essenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’enorme crescita dei prezzi di materie prime, logistica, energia, ha preoccupato soprattutto l’America e le sue istituzioni finanziarie, ma genera riflessione anche in Europa e forti preoccupazioni per alcuni settori dell’economia. La scarsità di offerta di lavoro, con la sua doppia caratteristica di rifiuto di bassi salari per le prestazioni più operative e profondo disallineamento di competenze utili alla transizione verso un’economia più sostenibile, hanno rese più incerte le prospettive per il futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si delinea perciò un domani in cui siamo obbligati alla transizione ambientale, utilizzando tutte le potenzialità delle tecnologie digitali; ma ciò che deciderà gli esiti di un sfida sul futuro saranno le condizioni concrete con cui sapremo realizzarla.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Decisivo sarà, più del cosa, il come.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’energia è uno dei fattori dirimenti: la sua qualità, la sua produzione, la sua distribuzione. L’energia assume una importanza cruciale per lo sviluppo di tutta l’economia; le perturbazioni che stanno vivendo i mercati internazionali evidenziano la necessità di “una transizione ordinata”, come ha indicato un report McKinsey dell’ottobre 2021 (a).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la prima volta, dalla rivoluzione industriale, il mondo si confronta con una possibile scarsità di energia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Transizione ordinata implica un attento bilanciamento tra l’implementazione di attività a bassa emissione e un rallentamento di quelle ad alta emissione, supportato da misure di resilienza e ridondanza adeguate. Infatti, il passaggio dalle une alle altre implica un intervento innovativo sui sistemi che impattano sul nostro benessere e sulle nostre abitudini quotidiane.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           McKinsey ha selezionato 9 requisiti/fattori che devono essere tenuti sotto controllo per poter realizzare la transizione in modo da evitare squilibri pericolosi, raggruppati in tre categorie:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Elementi costitutivi fisici, (1) innovazione tecnologica, (2) creazione di catene di approvvigionamento e infrastrutture di supporto su larga scala, (3) disponibilità delle risorse energetiche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Azioni economiche e sociali, (4) efficace riallocazione del capitale e strutture di finanziamento, (5) gestione di cambiamenti della domanda e aumenti dei costi unitari a breve, (6) meccanismi di compensazione per affrontare gli impatti socioeconomici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Policy pubbliche, istituzioni e impegno, (7) standard di governo, monitoraggio e meccanismi di mercato e istituzioni efficaci, (8) impegno e collaborazione tra i leader del settore pubblico, privato e sociale a livello globale; (9) sostegno da parte di cittadini e consumatori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’elenco restituisce un’idea della complessità dell’approccio alla sostenibilità; occorre tener presente che l’obiettivo va perseguito a livello nazionale, ma tenendo conto del contesto globale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sfugge infatti, se si considera l’attuale difficoltà sul piano dell’energia, la delicatezza delle tematiche geopolitiche: dipendenza dell’Europa, in particolare della Germania, dal gas russo (apertura di Northstream 2 e opposizione americana), concorrenza della domanda cinese alle prese con la riduzione del carbone, contrasto di interessi in Europa tra Francia e Germania, principalmente, sul nucleare).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Europa, appunto, il fattore tempo gioca un ruolo essenziale: Fit for 55, e più in generale la strategia Green deal, hanno individuato traguardi molto ambiziosi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riduzione del 40% delle emissioni di gas serra (rispetto al 1990)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raggiungimento di una quota di almeno 32% di energie rinnovabili
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Raggiungimento di una quota del 32,5% di efficienza energetica 
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raggiungimento di zero emissioni al 2050
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agli aspetti geopolitici si aggiungono poi le diverse situazioni degli Stati Membri, con livelli di utilizzo di carbone, petrolio, gas molto diversi tra loro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che impongono scelte equilibrate e che possono sembrare contraddittorie: nella tassonomia verde europea tra le attività sostenibili (quindi finanziabili) ci sono nucleare e gas per la produzione elettrica, ma non quello per la trasformazione industriale. Ora, la nostra industria dipende principalmente da questo, e saremmo penalizzati in quanto sull’energia siamo mediamente più green della media europea, quindi saremmo fortemente penalizzati anche rispetto ai concorrenti europei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Già ora, l’aumento vertiginoso del prezzo del gas rischia di mettere fuori mercato le cosiddette industrie energivore: acciaio, vetro, plastica, carta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La variabile più critica dell’operazione è il tempo: i traguardi UE sono tra 9 (2030) e 29 anni (2050). Sono tempi ristrettissimi, la storia ci dice che le transizioni energetiche hanno sempre richiesto tempi molto dilatati. Il report del Club di Roma che ha lanciato l’allarme sui pericoli ambientali derivanti dalle energie fossili e sul loro esaurimento è del 1972, e ci sono voluti 50 anni perché alcune delle sue assunzioni si imponessero all’attenzione dei governi: nel frattempo la quota di fonti fossili sul totale dell’offerta mondiale di energia è passata dal 93,7 per cento del 1965 all’84,3 per cento nel 2020, solo meno di 10 punti percentuali in oltre mezzo secolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ora ci muoviamo con limiti di tempo infinitamente più ridotti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste considerazioni non ci devono rallentare, devono anzi spingerci a correre più velocemente di quanto stiamo facendo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , in particolare sul piano della gestione condivisione della conoscenza. Il tema delle risorse umane e della formazione sono strategici. Già ora, all’inizio delle due transizioni, nel mondo e in Italia registriamo un forte disallineamento tra competenze rese disponibili dal sistema dell’istruzione e della formazione e le necessità dell’economia. La ricerca e la formazione ci devono aiutare a produrre e ottenere prodotti ecosostenibili, andando al di là delle guerre ideologiche sulle energie disponibili. Occorre cioè individuare processi rispettosi dell’ambiente, con minori consumi di acqua, minore inquinamento, maggior circolarità di rifiuti e scarti; al contempo dobbiamo ottenere beni o servizi rispettosi dell’ambiente, utilizzando energie alternative, trasporti ecosostenibili, basso impatto ambientale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’obiettivo è salvare l’ambiente riducendo al minimo i costi sociali della transizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Note
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           (a) Solving the net-zero equation: Nine requirements for a more orderly transition; McKinsey: Mekala Krishnan, Tomas Nauclér, Daniel Pacthod, Hamid Samandari, Humayun Tai, Dickon Pinner, Sven Smit is a senior partner in the Amsterdam office, 27/10/2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/ilja-tulit-F1Al0Pzl9u4-unsplash.jpg" length="179839" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 13 Jan 2022 08:42:37 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/1b19a1f7/dms3rep/multi/ilja-tulit-F1Al0Pzl9u4-unsplash.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un mondo che cambia impone innovazione</title>
      <link>https://www.archidata.it/un-mondo-che-cambia-impone-innovazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un mondo che cambia impone innovazione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         C’è una asserzione forte che ci ha accompagnato soprattutto nei lunghi mesi del lockdown:  "Niente sarà più come prima".
         &#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  
          Ora che dobbiamo costruire il futuro, è importante definirne il senso. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pandemia e i suoi effetti devastanti ci hanno spinto a riflettere sulle responsabilità dell’antropocene e dei suoi modelli di sviluppo sulla vita del pianeta. Non è stata investita solo la sanità, ma l’intera struttura dello sviluppo economico, la globalizzazione dei processi, le policy pubbliche e la governance del pianeta. 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estate che si è appena conclusa ci ha mostrato gli effetti della ribellione della natura: incendi devastanti, città travolte dalle piene, ghiacciai liquefarsi letteralmente. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fronte di queste evidenze il mondo ha reagito: la ricerca ha prodotto in tempi impensabili sinora una serie di vaccini in grado di sconfiggere il virus. La collaborazione scientifica lo ha permesso, l’assenza di un intervento coordinato lascia però scoperto il fronte dei Paesi meno attrezzati e, a seguito delle potenziali mutazioni del virus, preoccupa chi è già quasi in sicurezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò che sembra emergere è la necessità di accoppiare la presa d’atto della gravità della situazione e della necessità di un mutamento con la messa in atto di misure e comportamenti in grado di trasformare il presente, preparando il futuro. Ma ciò concretamente significa sconfiggere la tentazione di ritornare al quotidiano precedente, alle sicurezze delle abitudini, al conforto della routine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Recovery e Resilience Plan dell’Unione Europea è stata una risposta esemplare alla gravità della situazione creata da Covid 19, e ha segnato un mutamento radicale rispetto alla policy della Stabilità sancita dai trattati. L’indebitamento comune per la ricerca dei fondi crea un precedente importante per il futuro. Le due priorità individuate per le 6 missioni: transizione ecologica e transizione digitale, hanno indicato la direzione delle trasformazioni necessarie e urgenti. Si è anche avviata una riflessione più complessiva sulla natura dell’Unione e del suo funzionamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al tempo stesso la Commissione sta avviando politiche, come FIT 55, che incideranno profondamente sulla struttura delle economie europee, su produzione, servizi, istruzione e formazione, politiche pubbliche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la transizione non è un pranzo di gala, parafrasando una massima cinese tra l’obiettivo e le premesse ci sono importanti sfide da affrontare, settori interi da riprogettare, abitudini da stravolgere, culture da trasformare.
           &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Possibile? Certo, perché l’obiettivo è la salvezza del pianeta.
           &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Agevole? Tutt’altro. Oltre a cambiare culture e atteggiamenti, c’è un fattore incomprimibile, il tempo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          9 anni al traguardo di Agenda 2030, 14 anni al traguardo 2035 fissato dalla UE per liberarci dei combustibili fossili, 29 anni al 2050 per evitare un Climate change devastante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa è la cornice all’interno della quale occorre pensare, progettare, agire, al netto della nuova guerra fredda, dell’Afghanistan, del terrorismo, ecc. 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Appare evidente che occorre cambiare, radicalmente e in fretta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Limiti dell’Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia ha di fronte ovviamente le medesime sfide, ma parte da una posizione peggiore, se raffrontata con i suoi partner più vicini, europei e internazionali. Il fatto è stato evidenziato dai 190 Mdi del Recovery Fund dell’Europa, riconoscimento non solo che siamo la seconda industria dell’Unione, ma anche che siamo quelli messi peggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ abbastanza universalmente riconosciuto che il Paese è fermo da almeno 25 anni, che abbiamo reagito peggio di tutti partner europei allo shock del 2010-2011, che il nostro sistema istruzione-formazione non solo non risponde agli standard europei ma non riesce a soddisfare nemmeno le esigenze del sistema economico. La pandemia ha anche messo in crisi il sistema sanitario nazionale, con alcune pericolose punte in alcune realtà (Lombardia), costringendo a precipitose misure di ripiego.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, l’occasione del Recovery è stata utile a far presente al Paese la necessità di mettere finalmente mano a una serie di riforme che l’Europa ci chiedeva da almeno tre decenni, e che ora divengono la condizione per accedere ai fondi che ci sono stati concessi. E che riusciremo ad ottenere solo realizzando le promesse contenute nel PNRR, mettendole in pratica, secondo un cronoprogramma già fissato dalla Commissione: realizzazione entro il 2030, chiusura nel 2026. Una parte degli obiettivi del 2030 li dobbiamo anticipare al 2026, da 9 a 6 anni. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con un percorso semestrale di verifica delle modalità di realizzazione con la Commissione e il Consiglio d’Europa, e il rischio di interruzioni di parte del programma e perdita dei fondi relativi in caso si mancassero gli obiettivi intermedi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un dettaglio che viene poco segnalato e compreso è che, se si mancano gli obiettivi fissati, i risultati attesi dalla realizzazione, i fondi concessi come grant si trasformano in debito del Paese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le riforme e gli impegni di investimento, Giustizia, Fisco, Lavoro, Pubblica Amministrazione le principali, ma in tutto sono 51, sono finalizzate a velocizzare i meccanismi di funzionamento della burocrazia (pubblica e privata), a rendere più concorrenziale il Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bisogna che tutto cambi, ma non per restare uguale. Ma le tentazioni di tornare al passato sono forti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcuni esempi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Pubblica Amministrazione - lo riconosce lo stesso ministro incaricato - deve dotarsi di competenze sinora assenti: matematici, statistici, ingegneri, informatici. Per far questo si sono cambiate le regole, velocizzate le procedure, realizzata una piattaforma per raccogliere curricula da mettere a disposizione di tutti i livelli della PA. Ma se non si mette mano ai livelli salariali, a politiche che premino il merito e l’impegno e non unicamente l’anzianità di servizio, è difficile recuperare profili professionali come quelli mancanti. Quanto alla tentazione di ritorno al passato, l’indicazione del ministro per un ritorno alla presenza, imputando allo smartworking la caduta di efficienza durante la pandemia, e giustificando il ritorno negli uffici per rivitalizzare le città, è emblematica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le condizioni di utilizzo del lavoro agile sono legate alla presenza di reti e servizi che lo rendano semplice, a tecniche di management basate sul coaching e non sul controllo, a organizzazioni del lavoro basate sulla collaborazione e non sui silos. Anche questi aspetti sono essenziali per l’adesione di competenze mancanti e si adattano alla sensibilità dei giovani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se si guarda ai settori produttivi, sorprende la resilienza e capacità di ripresa della manifattura italiana, del Made in Italy e delle imprese di qualsiasi dimensione, anche le piccole. A contare è la qualità dell’offerta, l’attenzione ai clienti, e l’adattamento alla nuova situazione. Indubbiamente sul piano della digitalizzazione delle procedure e dei servizi c’è molto lavoro da fare, ma il lockdown è stato importante per spingere le imprese, Industria 4.0 sta dimostrando di essere una misura utile. Le imprese che stanno reagendo meglio sono quelle esposte alla concorrenza, sia interna che internazionale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non pare utile invece, la richiesta di tutelare a tutti i costi le imprese e i posti si lavoro a prescindere da un’analisi sul loro stato di salute, sulla capacità di stare sul mercato e sulle prospettive del settore in cui operano. La tutela tout court dei posti di lavoro è inefficace e doppiamente dannosa: è una dispersione di fondi limitati, e si sottraggono risorse per interventi in mercati in espansione o per riqualificare le offerte in difficoltà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo ci porta a individuare un altro grave limite del sistema nazionale, la carenza di politiche attive sul mercato del lavoro. Il reddito di cittadinanza non è, come è stato affermato, grave perché impigrisce i giovani e li induce a rifiutare il lavoro; è inefficace perché confonde due piani diversi, la lotta alla povertà (veri poveri, indigenti, disabili) con la necessità di policy orientate alla formazione e all’inclusione per l’avviamento al lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre innanzitutto sfatare l’illusione del posto di lavoro a vita (molto più diffuso tra le famiglie che tra i giovani in quanto tali): la trasformazione economica e sociale è il terremoto, non uno stagno tranquillo. Questo vuol dire prepararsi ad affrontare situazioni flessibili, che possono cambiare più o meno rapidamente, e quindi prepararsi a vedere la formazione come un dato permanente nella propria esistenza professionale, necessaria per dotarsi della capacità di rispondere al mutamento della realtà. Il saper fare in sostituzione del titolo (di studio o qualifica organizzativa)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò implica la valorizzazione di servizi a supporto delle persone, sia occupate che inoccupate, per accompagnarle nell’orientamento e nella scelta di percorsi e occasioni professionali, e all’acquisizione o rafforzamento di competenze specifiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La velocità della transizione rende molto complessa questa innovazione, e la gestione della transizione, tempi e modalità, sono cruciali perché possono ampliare o minimizzare i “costi sociali” connessi, di cui parla il ministro Cingolani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Due esempi emblematici: Il comparto dell’auto, nel passaggio dal termico all’elettrico. L’orizzonte è segnato, 2035 per la fine del termico. Entro quella data, tutto il comparto deve transitare. Oltre ai produttori di auto, c’è un enorme indotto che da esso dipende, in cui produzioni, servizi, competenze, sono destinati a sparire. In questo iato investimenti in insediamenti produttivi e formazione sono cruciali per definire l’esito dell’operazione, che può lasciare morti e feriti sul campo, o minimizzare gli esiti negativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi ha vissuto la rivoluzione informatica degli anni ’80 conosce le previsioni di disastro in termini di scomparsa di posti di lavoro, di fine di interi settori produttivi, pericoli per la democrazia, e via enfatizzando. Bene, ci sono professioni che si sono trasformate, i posti di lavoro creati sono stati di gran lunga più numerosi di quelli persi, ma se le energie spese per contrastare l’ingresso della tecnologia nella vita quotidiana fossero state spese per preparare la società al cambiamento, per traghettare tutti nel futuro, i disagi e le perdite sarebbero state infinitamente minori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi istruzione e formazione diventano uno strumento indispensabile per adeguare il Paese e le persone alla sfida della trasformazione. In un articolo sul sole24ore il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, osserva in proposito “Raggiungere gli obiettivi proposti ai cittadini europei di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro nove anni significa attivare un ciclopico riposizionamento di attività produttive, competenze nel lavoro, modi di muoversi e viaggiare, stili di vita personali, familiari, collettivi (…). Occorrono classi dirigenti, piccoli e grandi decisori, imprenditori e manager formati o aggiornati in modo adeguato. Il traguardo della neutralità climatica per il 2050 è “rivoluzionario”: come non rivedere approcci, contenuti, programmi e metodi degli insegnamenti di master, università e scuole superiori (tutte)?”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi occorre, come si sta facendo, incoraggiare le fanciulle a affrontare i corsi STEM, spingere per incrementare la formazione duale, incoraggiare imprese e università a creare ITS collegati all’ecosistema più prossimo. Ma occorre ripensare percorsi e curricula che consentano le specializzazioni, ma anche progettare curricula che permettano di acquisire competenze trasversali e la creazione di percorsi ad hoc basati sulle passioni degli individui. Questo significherebbe la fine del valore legale del titolo di studio, finalmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Imboccare con coraggio la strada del “nulla sarà più come prima”, significa fare dell’innovazione la stella cometa che indica il cammino. E impone l’adozione di policy pubbliche e strategie private all’altezza della sfida. Sempre sul sole24ore, Fabrizio Onida commenta il progetto di due imprese che a Scarmagno, nell’area ex-Olivetti, vogliono costruire una gigafactory da 4mila posti di lavoro per la produzione di batterie a ioni di litio (Li-ion) per veicoli elettrici. Quindi del mercato della mobilità futura. Tanto più indicativo perché insediato in un’area che ha vissuto l’era del personal computer italiano, erede del progetto innovativo degli anni ’60 a Pisa, e che da quell’esperienza ha conservato competenze, energie e strutture sociali.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel caso delle Li-ion si tratta di un esempio di tecnologie abilitanti che consentirebbero all’Europa di recuperare un ritardo nei confronti dell’estero, in questo caso della Cina 66% del mercato e 20% di Giappone, Corea del Sud. L’UE ha attivato una linea di sperimentazioni per incentivare ricerca e progettazione collaborativa, gli Ipcei (Important projects of common european interest), prprio per recuperare posizioni competitive importanti. Nel dicembre 2019 la Commissione ha autorizzato un paio di Ipcei sul tema delle batterie per autoveicoli, e sono in preparazione altri Ipcei sulla microelettronica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa della collaborazione pubblico-privato è, secondo Onida, la strada per liberare il Paese e l’Europa dalla minaccia di subalternità verso Cina, Usa e economie più aggressive di quella continentale. “La sfida per l’Europa – e, di riflesso, per i grandi Paesi membri come l’Italia – è quella di continuare a investire in capacità progettuale e manifatturiera per dotarsi di una maggiore “autonomia strategica”, cioè un minor fabbisogno di importazione da aree extra-europee di prodotti, servizi e componenti essenziali per la propria capacità di soddisfare con offerta competitiva la domanda domestica in materia di sicurezza, salute, ambiente, trasformazione digitale”. Vale per l’Europa, e anche per l’Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi sono dunque solo alcuni dei problemi, su questi vale la pena di attivare riflessioni e discussioni per individuare i modi della transizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:35:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il gigante nascosto</title>
      <link>https://www.archidata.it/il-gigante-nascosto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il gigante nascosto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre allarghiamo la popolazione vaccinata, tutelando anche i renitenti, si accumulano una serie di dati e notizie che ci rassicurano sugli effetti che i provvedimenti economici del governo Draghi hanno prodotto. Preoccupa l’allargamento della povertà, ma i segnali che vengono dal tessuto produttivo del Paese raccontano una realtà diversa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonostante che il colpo sia stato pesante, 750-800.000 posti di lavoro persi, l’industria reagisce bene e fa intravedere una crescita vicina o superiore al 5%, il Made in Italy ha una buona vitalità, e vi sono altri settori che si fanno onore, seppur con minore impatto mediatico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A darci informazioni importanti, tre report che da punti di vista diversi, tratteggiano uno scenario convergente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul sole24ore Marco Fortis, direttore di Fondazione Edison, segnala che l’export del primo quadrimestre di quest’anno è andato oltre il rimbalzo, crescendo di quasi un quinto (+19,8%), più di Francia (10,8) e Germania (11,4). Ma la buona notizia non è tanto questa, quanto che il trend di crescita e maggior velocità data dal 2015. Scrive l’economista della Cattolica: “nei primi quattro mesi degli ultimi sei anni (dal 2016 al 2021) non solo l’export italiano è aumentato assai di più (+20,2% rispetto al primo quadrimestre 2015) di quello tedesco (+13,5%) e francese (+4,1%). Ma che le nostre esportazioni nel primo quadrimestre 2021 sono già ben oltre i livelli pre-Covid del primo quadrimestre 2019 (+4,2%)”.Div
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 2015 crescita, produttività e competitività della nostra manifattura sono state superiori a quelle dei nostri competitor (Germania, ma anche Spagna e G7), grazie soprattutto, secondo Fortis, al superammortamento e a Industria 4.0. Anche il ricambio generazionale sembra aver giovato alle performance delle imprese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò avviene in uno scenario più generale che mostra come rimangano ampi margini di miglioramento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fortis ha infatti utilizzato i dati dell’indagine che Ucimu ha prodotto (lo fa ogni 5 anni) sull’innovazione nell’industria meccanica. Dall’indagine risulta che è ancora molto ampio il numero di imprese che non ha utilizzato gli incentivi di Industria 4.0, e che soprattutto le Pmi hanno invecchiato il parco macchinari, il 48% dell’installato ha più di 20 anni. Si è perciò allargato il divario tra grandi e medie imprese che comprano e utilizzano robot e tecnologie di connessione, mentre le imprese più piccole “ricorrono a pratiche di revamping pur di non rottamare le macchine vecchie ed obsolete”, (UCIMU 2021). I fondi di NextGenIT per la digitalizzazione non possono che dare una spinta ulteriore alla diffusione dei nuovi processi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A dare un quadro più confortante sulla reattività delle piccole imprese è la lettura dell’indagine compiuta da Banca Ifis su 4.000 aziende di dieci settori produttivi. Nel corso dell’ultimo anno il 52% ha introdotto almeno un’innovazione di prodotto, processo o organizzativa. Più attive le imprese del settore chimico-farmaceutico (76%) e del sistema casa (63%). Positivo l’utilizzo dell’e-commerce, il 9% ha aperto un canale digitale, e il 35% pensa di farlo entro 12 mesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dai distretti giungono notizie che avvalorano l’analisi di Fortis. Una ricerca di Intesa San Paolo verifica che nel primo trimestre del 2021 i distretti a carattere manifatturiero stanno recuperando i livelli pre-pandemia. I settori che registrano le migliori performance sono mobili, metallurgia, elettrodomestici e alimentari, aiutati anche dall’export in crescita, in primis verso la Germania, ma anche verso Francia, Cina e Corea, superando i livelli pre-pandemia. Male invece tessile e moda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo Studio Ambrosetti si associa, sottolineando un cambio di clima. Il suo Club Economic Indicator, che riporta il parere di oltre 350 manager di multinazionali e grandi imprese italiane, rileva un miglioramento della percezione generale. Crescono fiducia nello stato dell’attuale momento economico e nelle prospettive. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma il think tank italiano frena i facili entusiasmi, suggerendo che siano influenzati dall’allentarsi della pandemia e che molte delle prospettive saranno determinate dalla capacità di fare effettivamente quanto viene promesso nel PNRR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla messa in campo delle riforme, prima fra tutte la giustizia, dipende l’attrattività di investimenti stranieri; lo stesso vale per il mercato del lavoro, ingessato da una scarsa disponibilità di politiche attive a supporto di chi cerca o perde il lavoro. La recente discussione sullo sblocco dei licenziamenti rileva come sia ancora diffusa la prevalenza della difesa del “posto” a prescindere, rispetto alla cura e accompagnamento del lavoratore nella crescita di competenze e collocazione sul mercato del lavoro in espansione. Questo poi ha come contraltare la persistenza di livelli salariali molto al di sotto dei livelli medi europei, in crescita mentre i nostri sono praticamente fermi da 20 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La transizione digitale, come e più di quella ecologica, richiede un forte stimolo all’adeguamento e crescita delle competenze a tutti i livelli, manageriali e operativi. Il sistema di formazione, dalle superiori all’università richiede un posizionamento anche strategico, basato più sulla capacità di fare/farsi le domande giuste, che sulla facilità di dare risposte. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ tutto il Paese che deve rispondere, consapevole dell’impossibilità di tornare a un “prima “ rassicurante, ma disponile ad accettare la necessità del cambiamento, anche radicale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si può e si deve.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Antonio Santangelo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/dmtmpl/b1451988-e26d-4f40-bdc2-6f316ca4141c/dms3rep/multi/powering_dev-74ef0ca5.png"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 07:59:43 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NextGenIT, è discontinuità vera?</title>
      <link>https://www.archidata.it/nextgenit-e-discontinuita-vera</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 30 aprile il governo ha presentato alla Commissione Europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, abituiamoci a chiamarlo NextGenIT, come ha fatto l’Europa per rimarcare la discontinuità rispetto al passato, e la scommessa sulle generazioni future. Il sostantivo che caratterizza il PNRR presentato è, appunto, discontinuità; per la prima volta, dopo anni di insistenze, il Paese si impegna a soddisfare i richiami della Commissione, fare le riforme: giustizia, mercato del lavoro, Pubblica Amministrazione, cui ne vengono associate molte altre, qualcuno le ha contate, 48. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei sei anni che finanzia NextGenEU dobbiamo colmare il fossato che ci separa dai partner europei, e che è enumerato nella premessa di NextGenIT: scontiamo un ritardo accumulato negli scorsi 20 anni, almeno. In questo lasso di tempo ci siamo staccati dal gruppo dei primi per ritmo di crescita. La Francia è cresciuta 4 volte di più, la Spagna 5, e il risultato è l’aumento della povertà, triplicata dal 3% sino al 9,4 in 10 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le principali vittime sono i giovani e le donne, tagliati fuori dal mercato del lavoro; solo il 53,1% delle donne lavora, contro il 62,4% europeo, ma nel Sud si precipita al 32,2 e nelle isole al 33,2. I giovani, ambosessi, che non studiano e non lavorano (NEET, Not in Education, Employment or Training) sono il 22,2% tra 15 e 29 anni, due milioni di ragazzi, il 10% in più della media europea (12,5%) Nel passo più lento dell’industria nazionale c’è la lentezza della produttività, il PIL per ora lavorata è cresciuto del 4,2% in vent’anni, mentre in Germania e Francia è cresciuto 5 volte tanto; la produttività totale è diminuita del 5,8%, mentre è aumentata ovunque in Europa. I ritardi su digitalizzazione, lavoro agile, investimenti sono il segnale di un Paese invecchiato e del fallimento di una classe dirigente incapace di rinnovarsi. C’è da farsi tremare i polsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei prossimi 5 anni e mezzo il Paese deve fare le cose che per più di venti anni si è trascinato dietro: sviluppare azioni che contribuiscano alle 6 missioni che l’Europa si è assegnata. Cambiare il modo di pensare e vivere l’ambiente (il 40% degli investimenti va destinato a questo), in modo da lasciare a figli e nipoti qualcosa di più di una discarica che scalda come una sauna; cavalcare, invece che subire, la rivoluzione digitale, sviluppando il più ampio programma di educazione attiva che sia mai stato attivato (destinato il 20% a questo obiettivo). E poi cambiare la pubblica amministrazione in modo che funzioni da facilitatore e non da freno per l’economia. Dobbiamo fare questo e molte altre cose, e dobbiamo farlo in tempi stretti, rendendo conto alla Commissione ogni 6 mesi dei passi avanti compiuti, cioè del rispetto del cronoprogramma che ci siamo dati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dobbiamo dimostrare ai nostri partner, con cui ci siamo impegnati e assieme stiamo chiedendo i fondi per il Recovery Plan sui mercati finanziari internazionali, che siamo un partner affidabile, che porta a conclusione gli impegni che prende. Il passato non ci fa onore e non ci aiuta. Sviluppare i progetti raccolti nelle 500 schede che accompagnano il PRRT richiede uno sforzo immane, se lo guardiamo con gli occhi del passato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Serve discontinuità. Il governo ha allestito una unità di missione presso il MEF, che svilupperà una gestione fortemente centralizzata e interloquirà direttamente con la Commissione; Palazzo Chigi attiverà un cabina di Regia che ha nei ministeri per la transizione (ecologica, digitale) interlocutori fissi e attiverà via via gli altri alla bisogna. A supporto 300 tecnici, per rafforzare e integrare competenze presenti nei ministeri (e magari intervenire per rimuovere remore e resistenze). La partita più dura si sta svolgendo ora, è quella delle semplificazioni necessarie a superare il bizantinismo delle nostre procedure, o delle contraddizioni insite nell’accumulo di leggi e regolamenti. Il tempo non è più una variabile indipendente, l’esecuzione dei progetti è correlata al rispetto delle scadenze. La parte esecutiva scende al livello dei territori, e qui la consapevolezza della sfida può essere messa in discussione dall’estraneità allo sforzo di concepimento e selezione relativo al piano. Vi sono passaggi connessi allo sviluppo dei progetti in cui l’intervento degli enti territoriali coinvolti, Regioni, Comuni e Provincie, non è bypassabile. Il governo pensa a una task force di mille tecnici pronti a fornire competenze indispensabili. Si apre anche uno spazio per le imprese che hanno consuetudine con gli enti, fornendo assistenza tecnica nel rispetto delle procedure.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La capacità dei territori di metabolizzare la nuova realtà, quindi di cogliere e giocare in proprio la discontinuità, deciderà del buon fine di NextGenIT, sapendo che in caso di ritardi o inadeguatezza, il governo centrale sarà costretto a commissariare le realtà inadempienti. La sfida che ci pone NextGenIT è di superare un limite che questo Paese ha sempre avuto, e che è divenuto una litania, e un alibi, nella sua eterna riproposizione: fare sistema. Riuscire a muoversi in maniera ordinata, rispettando scadenze e impegni è un’occasione che non possiamo mancare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/dmtmpl/b1451988-e26d-4f40-bdc2-6f316ca4141c/dms3rep/multi/powering_dev-74ef0ca5.png"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 26 May 2021 08:21:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un anno dopo</title>
      <link>https://www.archidata.it/technology-and-hiring</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un anno dopo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’irrompere sulla scena mondiale di Covid 19 ha fatto molto di più che mettere in crisi le maggiori economie del pianeta: ci ha messi di fronte alla necessità di cambiare il paradigma di futuro che sembrava iscritto nella globalizzazione post 2001. Ha dato valenza irrinunciabile all’Agenda 2030 dell’ONU sostituendo l’dea di sviluppo indefinito con quella della sostenibilità ambientale ed economica.  La preoccupazione che stava alla base dei documenti europei sulla Programmazione 2021-2027, imprimere una svolta decisa nelle strategie dei 27 su digitalizzazione e sostenibilità ambientale, si è trasformata in impellenza operativa. Si è usciti dalla ritualità delle formule generali, costretti a disegnare scenari per definire obiettivi, metodologie, cronoprogrammi, misurazione di performance, risultati attesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Niente sarà più come prima
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diventa allora importante interrogarsi su cosa deve cambiare. Il primo dato è la dimensione che occorre avere per giocare sullo scacchiere internazionale. La passata presidenza americana ha reso evidente il ritorno della storia, intesa come “gioco dei potenti”, dialettica tra l’incerta leadership americana e il dragone cinese nel definire le future aree di influenza. L’Europa ha visto indebolirsi tradizionali legami con gli Usa e emergere al suo interno tentazioni e tensioni di ridisegnare alleanze storiche, subendo fascino e attrazione economica della “via della seta” che il governo cinese ha tracciato per trovare ingressi nel cuore dell’economia tutt’ora più consistente a livello globale. Ora la nuova leadership Usa sta tentando di ristabilire gli equilibri, definendo un perimetro che è caratterizzato più da una sintonia nella concezione dei diritti dei cittadini che dalla semplice struttura muscolare delle economie. A questo si aggiunge la medesima assunzione di responsabilità verso l’equilibrio ambientale del pianeta. Ma resta l’impellenza di ridefinire l’Europa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo contesto il cambio di passo europeo è evidente e non rituale. L’eccezionalità della risposta di NextGenerationEU e delle misure di Recovery and Resilience Facility vanno ben al di là della sospensione del Patto di stabilità, concezione ragionieristica dell’equilibrio dei conti pubblici.  NextGenEU fa propria l’urgenza di Agenda 2030, e ne assume l’impianto per combattere Covid 19. Non solo, si assume in solido il peso dell’intervento, finanziandosi sui mercati internazionali, emettendo debito comune; un bel salto rispetto alla “frugalità” del passato. La Pandemia è al tempo stesso spia e misura dei limiti della presenza europea dentro la globalizzazione. La delega del tema della salute, tra gli altri, a catene del valore internazionali molto articolate, lasciando alle economie orientali il tema della produzione, e riservandosi l’intervento sulla ricerca, ci ha lasciati disarmati di fronte all’aggressione del virus. L’atteggiamento contrattualistico sul prezzo dei vaccini ci sta penalizzando sulla loro disponibilità (chi ha pagato di più è ora più avanti di noi nella profilassi ed è meglio posizionato nella ripartenza economica), la delega sulla produzione ci costringe ad un inseguimento affannoso per recuperare posizioni. L’Europa, diversamente da Cina, Usa, UK e Russia, non è riuscita a sviluppare un vaccino completamente suo, “un’economia avanzata da 13 mila miliardi di euro, con un’industria del farmaco da quasi duecento miliardi di fatturato l’anno, non ce l’ha fatta” ha osservato Fubini sul Corriere della Sera. Ora si sta correndo ai ripari; un piano vaccini europeo si sta formando. Il risultato sono, al momento, 55 stabilimenti in tutta Europa, tra nuovi e convertiti, dedicati alla produzione di vaccini. In Italia saranno operativi cinque stabilimenti (due nel Lazio, uno a Monza, uno a Ferentino e uno a Lecce) a cui dovrebbe aggiungersi il vaccino italiano Rehitera. In Europa è prevista una produzione di 2,5 miliardi di dosi entro la fine del 2021. Quindi Covid 19 è il misuratore nella nostra capacità di invertire la rotta, recuperando sovranità attraverso la modifica delle catene del valore. E, sottolinea ancora Fubini, “non siamo audaci in un secolo in cui i grandi choc globali, la rivalità con la Cina e la corsa delle tecnologie richiedono capacità di innovazione radicale. Noi invece preferiamo ancora gli aggiustamenti incrementali. Non è un caso se fra le prime diciotto aziende tecnologiche per fatturato al mondo ce ne sono nove americane, tre cinesi, tre giapponesi, due coreane, una di Taiwan, ma non una europea”. Della necessità di una reazione e cambio di passo, si sono accorte Spagna e Austria, non certo le nazioni più attive nella costruzione europea. Recentemente hanno fatto appello a Ursula von der Leyen e alla Commissione per un ripensamento che porti al recupero di sovranità dell’Unione Europea.  I due Paesi hanno sottolineato la necessità di identificare “i settori più vulnerabili alle dipendenze asimmetriche – (si pensi a materie prime o altre componenti essenziali delle catene del valore) - di modificare, laddove necessario, regole e procedure e di rafforzare strutture Ue originariamente concepite in modo che l’attività economica dell’Europa fosse separata da quella geopolitica. Mentre proprio la pandemia ne ha evidenziato la stretta interdipendenza”. Il documento individua le priorità di intervento: mercato unico; salute; energia e clima; trasformazione digitale; innovazione; politica industriale orientata al futuro; definizione di standard internazionali; immigrazione; ruolo internazionale dell’euro; tassazione internazionale; sicurezza comune e politica di difesa; relazioni esterne e multilateralismo. Mario Draghi, nel recente Eurosummit, ha invitato i partner europei a prendere atto di questa situazione e a reagire con coraggio: “Dobbiamo disegnare una cornice per la politica fiscale che sia in grado di portarci fuori dalla crisi e prendere esempio dagli Stati Uniti che hanno un’unione dei mercati dei capitali e un’unione bancaria completa, elementi chiave del ruolo internazionale del dollaro”. E nel lungo periodo ha individuato la necessità “della creazione di un titolo comune europeo, verso il quale dobbiamo iniziare a incamminarci”. Covid 19 ha evidenziato da parte della UE una scarsa propensione al rischio imprenditoriale, impensabile senza un bilancio comune, una politica fiscale comune e strumenti per fare debito collettivo. In sostanza una vera integrazione economica europea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Italia alla prova del PNRR
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se l’Europa si sta interrogando, e agendo sul “dopo”, ancor più necessario è che lo faccia l’Italia. Segnata per prima dal virus, si è ritrovata impreparata anche a seguito di politiche sanitarie caratterizzate da tagli consistenti e da scelte sbagliate. Eclatante il depotenziamento della medicina territoriale e la relativa deresponsabilizzazione di quella di base, particolarmente marcata in Lombardia. Mario Draghi, nel cogliere l’assoluta priorità dei vaccini ha evidenziato lo stretto messo tra emergenza sanitaria e emergenza economica. Ora siamo chiamati a un cambiamento radicale. La disruption sappiamo, non è frequente in questo Paese. Covid 19 ci ha deportati nel digitale, rompendo abitudini sonnacchiose, e colpendo tragicamente la gioventù, privata della frequentazione e costretta a un apprendimento dimezzato. Abbiamo scoperto l’e-commerce, il lavoro a distanza che diventa agile solo se supportato da infrastrutture funzionanti e tecniche di management illuminate. Ora dobbiamo dimostrare di saper vivere questo nuovo tempo, mettendo a frutto le doti migliori del made in Italy: creatività e versatilità nell’individuazione di nuove strade, adattabilità e impegno nelle avversità. Il Piano di Ripresa e Resilienza ci mette alla prova, nella capacità di realizzare le riforme non più procrastinabili, pubblica amministrazione e giustizia sono gli ambiti più urgenti. La sfida è realizzare le cose che progettiamo, nei tempi che abbiamo dichiarati, riuscendo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Cambiamo questo nome burocratico che abbiamo individuato, identificando l’obiettivo vero del 2026: NextGenerationIT. Diamo un futuro ai giovani, diamo opportunità alle donne di questo Paese, ritroviamo l’entusiasmo delle realizzazioni che ci hanno resi famosi nel mondo, ritroviamo la fiducia dell’Europa e nell’Europa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/dmtmpl/b1451988-e26d-4f40-bdc2-6f316ca4141c/dms3rep/multi/powering_dev-74ef0ca5.png"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 10 May 2021 13:56:38 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Codice Etico</title>
      <link>https://www.archidata.it/codice_etico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Codice Etico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;a href="null" target="_blank"&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1.     PREMESSE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il presente Codice Etico esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli   affari e delle attività aziendali assunti dai componenti della società, dai dipendenti – dirigenti e non – nonché, in genere, da quanti si trovino a svolgere – in nome o per conto di Archidata S.r.l. ed anche in conseguenza di un rapporto di collaborazione a progetto, di prestazione di opera professionale o di stage – una o più attività a rischio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il codice ingloba una serie di principi cui è improntata l’intera attività della società. La mission di Archidata è l’affiancamento alla Pubblica Amministrazione per la programmazione, la gestione, il monitoraggio, il controllo e la valutazione di programmi nazionali ed europei, nei processi di cambiamento, ponendo al centro dell’intervento il rafforzamento della capacità istituzionale, organizzativa ed amministrativa e il coinvolgimento delle risorse umane nei processi innovativi, nonché supportare la pubblica amministrazione per attività di internazionalizzazione e di marketing territoriale, analisi e semplificazione dei processi organizzativi e dei flussi informativi, ottimizzazione e semplificazione delle procedure amministrative; progettazione e sviluppo di sistemi di e-government.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2.     I DESTINATARI DEL CODICE ETICO DELLA SOCIETÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Archidata ha adottato il presente Codice per formalizzare i valori etici fondamentali cui si ispira ed ai quali sono tenuti ad attenervisi tutti coloro che operano in nome e/o per conto della Società. A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, sono da ritenersi destinatari del Codice:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •     Soggetti che svolgono funzioni di gestione, amministrazione, direzione e controllo (Amministratore Unico, responsabili di funzione, ecc..);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •     procuratori e titolari di deleghe che agiscono in nome e/o per conto della Società;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •     Dipendenti (ivi inclusi i Dirigenti);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •     Consulenti, Collaboratori, Agenti, Fornitori e Appaltatori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I soggetti così individuati sono di seguito definiti “Destinatari”, tenuti all’osservanza delle prescrizioni del Codice Etico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale osservanza costituisce parte integrante delle obbligazioni contrattuali dei Dipendenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La violazione di una qualsiasi disposizione o principio del Codice da parte dei Destinatari costituisce, a seconda dei casi, un illecito disciplinare (sanzionabile nel rispetto della normativa applicabile, nonché di quanto previsto dal Modello organizzativo, adottato ai sensi del Decreto) e/o un inadempimento contrattuale e può comportare il risarcimento dei danni eventualmente derivanti da tale violazione nei confronti della Società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3.     I CONTENUTI DEL CODICE ETICO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Codice Etico è costituito:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      dai principi etici generali che individuano i valori di riferimento nelle attività aziendali;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      dai criteri di condotta verso ciascun stakeholder, che forniscono le linee guida e le norme alle quali i soggetti destinatari del Codice sono tenuti ad attenersi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      dai meccanismi di attuazione che delineano il sistema di controllo per la corretta applicazione del Codice Etico e per il suo continuo miglioramento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3.1 Contenuti minimi del Codice etico in relazione ai reati dolosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ente ha come principio imprescindibile il rispetto di leggi e regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui esso opera. Ogni dipendente dell’ente deve impegnarsi al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui l’ente opera. Tale impegno dovrà valere anche per i consulenti, fornitori, clienti e per chiunque abbia rapporti con l’ente. Quest’ultimo non inizierà o proseguirà nessun rapporto con chi non intenda allinearsi a questo principio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I dipendenti devono essere a conoscenza delle leggi e dei comportamenti conseguenti, pertanto l’ente è tenuto a informarli nel caso di incertezze sul tema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ente dovrà assicurare un adeguato programma di formazione e sensibilizzazione continua sulle problematiche attinenti al codice etico. Ogni operazione e transazione deve essere correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutte le azioni e le operazioni dell’ente devono avere una registrazione adeguata e deve essere possibile la verifica del processo di decisione, autorizzazione e di svolgimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ogni operazione vi deve essere un supporto documentale idoneo a consentire, in ogni momento, l’effettuazione di controlli che attestino le caratteristiche e le motivazioni dell’operazione ed individuino chi ha autorizzato, effettuato, registrato, verificato l’operazione stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto concerne i principi base, relativamente ai rapporti con gli interlocutori dell’ente, vale a dire la Pubblica Amministrazione e pubblici dipendenti, si considerano atti di corruzione sia i pagamenti illeciti/elargizione di utilità fatti direttamente da enti italiani o da loro dipendenti, sia i pagamenti illeciti/elargizione di utilità fatti tramite persone che agiscono per conto di tali enti, sia in Italia che all’estero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è consentito offrire denaro o doni a dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o a loro parenti, sia italiani che di altri paesi, salvo che si tratti di doni o utilità d’uso, di modico valore. Numerosi enti pubblici hanno adottato propri codici di autoregolamentazione, nei quali spesso prevedono, per tutto il personale, il divieto di ricevere omaggi o di accettare regalie maggiori rispetto a un valore economico definito. L’impresa può esaminare i documenti adottati dagli enti pubblici con cui entra in contatto, al fine di sensibilizzare i propri dipendenti al rispetto di eventuali regole più stringenti e/o diverse, di cui l’ente pubblico si sia dotato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si proibisce di offrire o di accettare qualsiasi oggetto, servizio, prestazione di valore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quei paesi dove è nel costume offrire doni a clienti o altri, è possibile agire in tal senso quando questi doni siano di natura appropriata e di valore modico, ma sempre nel rispetto delle leggi. Ciò non deve comunque mai essere interpretato come una ricerca di favori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando è in corso una qualsiasi trattativa, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione, il personale incaricato non deve cercare di influenzare impropriamente le decisioni della controparte, comprese quelle dei funzionari che trattano o prendono decisioni per conto della Pubblica Amministrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso specifico dell’effettuazione di una gara con la Pubblica Amministrazione si dovrà operare nel rispetto della legge e della corretta pratica commerciale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se l’ente utilizza un consulente o un soggetto “terzo” per essere rappresentato nei rapporti verso la Pubblica Amministrazione, si dovrà prevedere che nei confronti del consulente e del suo personale o nei confronti del soggetto “terzo” siano applicate le stesse direttive valide anche per i dipendenti dell’ente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, l’ente non dovrà farsi rappresentare, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, da un consulente o da un soggetto “terzo” quando si possano creare conflitti d’interesse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso di una trattativa, richiesta o rapporto commerciale con la Pubblica Amministrazione non vanno intraprese (direttamente o indirettamente) le seguenti azioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      esaminare o proporre opportunità di impiego e/o commerciali che possano avvantaggiare dipendenti della Pubblica Amministrazione a titolo personale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      offrire o in alcun modo fornire omaggi anche sotto forma di promozioni aziendali riservate ai soli dipendenti o attraverso ad esempio il pagamento di spese viaggi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      sollecitare o ottenere informazioni riservate che possano compromettere l’integrità o la reputazione di entrambe le parti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono inoltre sussistere divieti legati ad assumere, alle dipendenze dell’ente, ex impiegati della Pubblica Amministrazione (o loro parenti), che abbiano partecipato personalmente e attivamente alla trattativa o al rapporto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qualsiasi violazione effettiva o potenziale commessa da soggetti interni all’ente o da terzi va segnalata tempestivamente alle funzioni interne competenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. 2 Contenuti minimi del Codice etico in relazione ai reati colposi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impresa dovrebbe esplicitare e rendere noti i principi e criteri fondamentali in base ai quali vengono prese le decisioni, di ogni tipo e ad ogni livello, in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali principi e criteri, anche alla luce dell’articolo 15 del decreto 81 del 2008 possono così individuarsi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.      eliminare i rischi e, ove ciò non sia possibile, ridurli al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnologico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b.      valutare tutti i rischi che non possono essere eliminati;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c.      ridurre i rischi alla fonte;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d.      rispettare i principi ergonomici e di salubrità nei luoghi di lavoro nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro e la scelta delle attrezzature di lavoro, nella definizione dei metodi di lavoro e di produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e.      sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che è meno pericoloso;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           f.       programmare le misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e buone prassi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           g.      dare la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           h.      impartire adeguate istruzioni ai lavoratori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali principi sono utilizzati dall’impresa per prendere le misure necessarie per la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori, comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e formazione, nonché l’allestimento di un’organizzazione e delle risorse necessarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In relazione alle attività a possibile impatto ambientale, il Codice etico deve enunciare chiaramente l’impegno dei vertici aziendali a rispettare la legislazione in materia ambientale e ad attuare misure preventive per evitare o quantomeno minimizzare l’impatto ambientale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La condivisione di questi valori va estesa anche ad altri soggetti estranei alla compagine aziendale, legati all’impresa da rapporti negoziali, mediante clausole contrattuali specifiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare, nel Codice etico l’impresa può proporsi di:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.      adottare le misure atte a limitare e - se possibile - annullare l’impatto negativo dell’attività economica sull’ambiente non solo quando il rischio di eventi dannosi o pericolosi sia dimostrato (principio dell’azione preventiva), ma anche quando non sia certo se e in quale misura l’attività di impresa esponga l’ambiente a rischi (principio di precauzione);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b.      privilegiare l’adozione di misure atte a prevenire eventuali pregiudizi all’ambiente, piuttosto che attendere il momento della riparazione di un danno ormai realizzato;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c.      programmare un accurato e costante monitoraggio dei progressi scientifici e dell’evoluzione normativa in materia ambientale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d.      promuovere i valori della formazione e della condivisione dei principi del codice tra tutti i soggetti operanti nell’impresa, apicali o sottoposti, affinché si attengano ai principi etici stabiliti, in particolare quando devono essere prese delle decisioni e, in seguito, quando le stesse vanno attuate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3.3 Valore contrattuale del Codice
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’osservanza delle norme del Codice deve considerarsi parte essenziale delle obbligazioni contrattuali dei dipendenti dell’azienda ai sensi e per gli effetti degli articoli 2104, 2105 e 2106 del Codice Civile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La grave e persistente violazione delle norme del presente Codice lede il rapporto di fiducia instaurato con l’azienda e può portare ad azioni disciplinari e di risarcimento del danno, fermo restando, per i lavoratori dipendenti, il rispetto delle procedure previste dall’art. 7 della L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori) e dai contratti collettivi di lavoro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3.4 Aggiornamenti del Codice
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con delibera dell’Amministratore, il Codice può essere modificato ed integrato, anche sulla scorta dei suggerimenti e delle indicazioni provenienti dall’Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.            I PRINCIPI FONDAMENTALI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.1      Il rispetto delle leggi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Società rispetta pienamente le leggi comunitarie, nazionali, regionali, nonché i regolamenti vigenti. Tutti i Destinatari sono tenuti ad osservare e rispettare le norme dell’ordinamento giuridico in cui operano e devono astenersi dal commettere violazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.2      Antidiscriminazione ed integrità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Destinatari del presente Codice devono riconoscere e rispettare la dignità personale, la sfera privata ed i diritti della personalità di qualsiasi individuo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nello svolgimento delle proprie funzioni i Destinatari tengono una condotta ispirata alla trasparenza ed all’integrità morale e, in particolare, ai valori di onestà, correttezza e buona fede.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Destinatari lavorano con colleghi di qualsiasi nazionalità, cultura, religione, razza e ceto sociale. Conformemente alla politica di Archidata, non sono tollerate discriminazioni di alcun genere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.3      Efficacia, efficienza ed economicità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Società svolge la propria attività secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità e ogni Destinatario deve acquisire la necessaria conoscenza delle norme di legge e regolamentari applicabili allo svolgimento delle proprie funzioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.4      Diligenza professionale e spirito di collaborazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La condotta di ciascun Destinatario determina la qualità, l’efficienza dell’organizzazione e la reputazione della Società. Ogni Destinatario svolge i propri compiti con adeguata professionalità richiesta, per l’appunto, dalla natura del ruolo e delle funzioni esercitate, adoperando il massimo impegno e svolgendo con diligenza le necessarie attività di approfondimento ed aggiornamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.5      Tracciabilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al fine di assicurare la tracciabilità e di consentire un controllo in ordine alle motivazioni sottese ad ogni scelta e delle caratteristiche dell'operazione stessa, tanto in fase autorizzativa, quanto in fase di effettuazione, registrazione e verifica, ciascun Destinatario deve conservare adeguata documentazione di ogni operazione effettuata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.6      Riservatezza dei dati sensibili
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rispetto del principio di trasparenza e riservatezza comporta che Archidata si impegni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·        a diffondere informazioni veritiere, complete, trasparenti e comprensibili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·        ad aggiornare, divulgare e far rispettare la “Policy” emanata in merito alla gestione, il trattamento e la comunicazione al pubblico delle informazioni riservate e di quelle privilegiate, alla cui osservanza richiama i Destinatari;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·        a tutelare la riservatezza dei dati e delle informazioni di cui i Destinatari possono trovarsi in possesso;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ·        a considerare la riservatezza delle informazioni e dati acquisiti nell’esercizio di tutte le attività, quale principio cardine dell’attività societaria, oltreché fondamentale per la reputazione della società e la fiducia che in quest'ultima ripongono gli utenti, i committenti e la clientela.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A tale principio tutti i dipendenti e/o collaboratori che a qualsiasi titolo operano in nome e per conto della società sono tenuti ad attenersi rigorosamente, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro o di collaborazione comunque intervenuto. E' pertanto espressamente vietato comunicare, diffondere o fare uso improprio di dati, informazioni o notizie riservate riguardanti soggetti terzi in genere, coi quali la società intrattiene, o è in procinto di intrattenere, relazioni d’affari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Destinatari che venissero a conoscenza di omissioni, falsificazioni, trascuratezze della contabilità o della documentazione su cui le registrazioni contabili si fondano, sono tenuti a riferire i fatti all’Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.7      Conflitti di interesse
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni Destinatario, nell’espletamento delle proprie funzioni è obbligato, ai sensi del contratto di lavoro o di specifiche disposizioni contrattuali, a cercare di evitare l’instaurarsi di situazioni di conflitto d’interesse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono da considerarsi in conflitto, tra le altre, le seguenti situazioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·        cointeressenza (palese od occulta) in attività di concorrenti;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·        strumentalizzazione della propria posizione funzionale per il perseguimento di interessi in contrasto con quelli della Società o per il perseguimento di interessi anche di natura personale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Destinatari sono obbligati, ai sensi del contratto di lavoro o di specifiche disposizioni contrattuali, ad informare l’Organismo di Vigilanza di ogni situazione potenzialmente idonea a generare un conflitto di interessi o comunque a pregiudicare la capacità del Destinatario di assumere decisioni nel migliore interesse della Società e determina altresì per questi l’obbligo di astenersi dal compiere atti connessi o relativi a tale situazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.8      Concorrenza leale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Archidata osserva le norme vigenti in materia di concorrenza nei paesi in cui opera, ed intende tutelare il valore della concorrenza leale astenendosi da comportamenti collusivi e predatori, che possano integrare forme di concorrenza sleale. In particolare la Società richiede ai Destinatari del Codice Etico di astenersi da pratiche (quali a titolo esemplificativo creazione di cartelli, limitazione alla produzione o alla vendita, accordi condizionanti, ecc.) tali da rappresentare una violazione delle disposizioni sulla concorrenza, e dall’essere coinvolti, sia personalmente sia tramite terzi, in iniziative o contatti tra concorrenti (a titolo di esempio, non esaustivo: discussioni sui prezzi o quantità, suddivisione di mercati, limitazioni di produzione o di vendite, accordi per ripartirsi clienti, scambi di informazioni sui prezzi, ecc.) che possano apparire come violazioni delle normative poste a tutela della concorrenza e del mercato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4.9 Tutela ambientale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società rispetta le prescrizioni in materia ambientale dettate dalla normativa di riferimento. L’azienda promuove, infatti, politiche di erogazione dei servizi che contemplano esigenze di sviluppo economico e creazione di valore, proprie dell’attività di impresa e ad esso riconducibili, con le esigenze di rispetto e salvaguardia dell’ambiente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rispetta le leggi e i regolamenti vigenti in materia ambientale in ogni paese dove svolge la sua attività e contribuisce allo sviluppo sostenibile del territorio, anche attraverso l’uso delle migliori tecnologie disponibili, il costante monitoraggio dei processi aziendali, nonché l’individuazione delle soluzioni organizzative di minore impatto ambientale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5.     SISTEMA DI GOVERNO DELL’AZIENDA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il sistema di governo adottato dall’azienda è conforme alla normativa vigente ed è in linea con i più autorevoli indirizzi e con le migliori prassi esistenti in materia; esso è volto ad assicurare la massima e più equilibrata collaborazione tra le sue componenti attraverso un contemperamento armonico dei diversi ruoli di gestione, di indirizzo e di controllo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allo stato attuale, il sistema di governo di Archidata è costituito dalla presenza di un Amministratore Unico, a cui riportano direttamente i responsabili di funzione. È presente come organo di controllo un Revisore Legale. Risulta inoltre conferita una procura speciale al direttore amministrativo, allo scopo di conferire i poteri necessari all’esercizio delle attività di impresa. Il sistema risulta orientato a garantire una conduzione responsabile della società e trasparente nei confronti del mercato, nella prospettiva di creazione del valore per i soci e del perseguimento degli obiettivi aziendali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I componenti degli organi aziendali devono uniformare la propria attività ai principi di correttezza ed integrità, astenendosi dall’agire in situazioni di conflitto di interesse nell’ambito dell’attività da loro svolta nell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È richiesta la loro partecipazione assidua ed informata all’attività dell’azienda; essi sono tenuti a fare un uso riservato delle informazioni di cui vengono a conoscenza per ragioni di ufficio e non possono avvalersi della loro posizione per ottenere regalie e vantaggi personali, diretti od indiretti; ogni attività di comunicazione deve rispettare le leggi e le pratiche di corretta condotta e deve essere volta a salvaguardare le informazioni coperte da riservatezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Organo Amministrativo adempie alle proprie funzioni con professionalità, autonomia, indipendenza e con senso del dovere e di responsabilità verso la società, la proprietà ed i terzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli obblighi di lealtà e riservatezza vincolano tali soggetti anche successivamente alla cessazione del rapporto con l’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società adotta, in ragione delle attività e della complessità organizzativa, un sistema di deleghe di poteri e funzioni che preveda, in termini espliciti e specifici, l’attribuzione degli incarichi a persone dotate di idonea capacità e competenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           6. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel rispetto della normativa vigente e nell’ottica della pianificazione e della gestione delle attività aziendali tese all’efficienza, alla correttezza, alla trasparenza ed alla qualità, Archidata s.r.l. adotta misure organizzative e di gestione idonee a prevenire comportamenti illeciti o comunque contrari alle regole di questo Codice da parte di qualunque soggetto che agisca per l’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In relazione all’estensione dei poteri delegati, la società attua modelli di organizzazione, gestione e controllo che prevedano misure idonee a garantire lo svolgimento delle attività nel rispetto della legge e delle regole di comportamento del presente Codice, a scoprire ed eliminare tempestivamente le situazioni di rischio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la verifica e l’applicazione delle norme contenute nel presente Codice è istituito un apposito Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Organismo di Vigilanza assiste l’Amministratore Unico ed i responsabili di funzione nella fissazione e nell’aggiornamento degli indirizzi del sistema di controllo interno, nella valutazione sull’adeguatezza e sull’effettivo funzionamento del medesimo e nella analisi dei rischi aziendali e svolge gli ulteriori compiti successivamente indicati nel presente Codice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I modelli di organizzazione, al fine di prevenire il rischio di commissione dei reati dai quali possa derivare la responsabilità della società ai sensi del D.Lgs. 231/2001 prevedono che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a)    siano individuate, quali attività nel cui ambito possono essere commessi reati, tutte le attività aziendali riconducibili ai processi principali ed ai processi di supporto;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b)    siano definite le responsabilità riferite all’attuazione ed al relativo controllo;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c)    siano attribuite le funzioni di Audit all’Organismo di Vigilanza, al quale vengono riportate segnalazioni, eventuali violazioni, risultati di verifiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Organismo di Vigilanza verifica periodicamente l’adeguatezza e l’effettivo funzionamento del sistema di controllo interno ed esegue gli interventi ritenuti necessari ed opportuni per assicurarne il miglior funzionamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale sistema si avvale di una attività di controllo svolta dalle singole funzioni rispetto ai procedimenti ed alle attività di propria competenza e dell’attività delle funzioni di Audit attribuite all’Organismo di Vigilanza nell’ambito delle specifiche competenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esse hanno il compito di valutare e contribuire al miglioramento dei processi di risk management e di governance, verificando il sistema di controllo interno in tema di efficacia ed efficienza delle operazioni, di salvaguardia del patrimonio aziendale nonché di conformità a leggi, regolamenti e procedure interne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           7. RAPPORTO CON I SOCI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Archidata s.r.l., consapevole dell’importanza del ruolo rivestito dal socio, si impegna a fornire informazioni accurate, veritiere e tempestive ed a migliorare le condizioni della sua partecipazione, nell’ambito delle sue prerogative, alle decisioni societarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Costituisce impegno dell’azienda tutelare ed accrescere il valore della propria attività, a fronte dell’impegno posto dai soci con i loro investimenti, attraverso la valorizzazione della gestione, il perseguimento di elevati standard negli impieghi produttivi e della solidità del patrimonio. L’azienda si impegna altresì a salvaguardare e custodire le risorse ed i beni aziendali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8. RAPPORTI CON IL PERSONALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società riconosce il valore delle risorse umane, il rispetto della individualità dei lavoratori e l’importanza del loro contributo all’attività di azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Archidata assicura il rispetto dei contratti collettivi di lavoro e delle norme previdenziali, assicurative ed assistenziali del settore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La gestione del rapporto di lavoro è orientata a favorire la crescita professionale di ciascun dipendente oltreché delle relative competenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È vietata ogni discriminazione razziale, di sesso, di nazionalità, di religione, di lingua, sindacale o politica, nell’assunzione, nella retribuzione, nelle promozioni o nel licenziamento nonché ogni forma di favoritismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.1 Sicurezza e salute
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’azienda si impegna a tutelare l’integrità morale e fisica dei dipendenti, dei consulenti e dei clienti. A tal fine promuove comportamenti responsabili adottando tutte le misure di sicurezza necessarie al fine di garantire un ambiente lavorativo sicuro e salubre, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di prevenzione e protezione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.2 Tutela della persona
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un’ottica di rispetto altrui, Archidata s.r.l. si impegna a garantire un ambiente di lavoro collaborativo e privo di qualsiasi comportamento discriminatorio riguardante razza, religione, sesso, opinioni politiche e sindacali, inclinazioni sessuali, età, origine, handicap o altri fattori, estranei alla sfera lavorativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’azienda esige la collaborazione di tutti al fine di mantenere un clima di rispetto della dignità, dell’onore e della reputazione di ciascuno.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sono ammesse nelle relazioni di lavoro molestie di alcun tipo comprese quelle sessuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, si riportano i seguenti comportamenti vietati, in quanto nuocerebbero all’ambiente di lavoro determinando, altresì, conseguenze spiacevoli per l’intera organizzazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Minacce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Comportamenti Violenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Possesso di armi di qualunque tipo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Uso di registratori, inclusi videotelefoni o macchine fotografiche per scopi diversi da quelli approvati dai responsabili di funzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Uso, distribuzione, vendita o possesso di droghe o altre sostanze stupefacenti, che non abbiano ad essere assunte per ragioni mediche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, il lavoratore non deve restare nei locali della società è sotto l’influenza di bevande alcoliche o droghe o altre sostanze stupefacenti assunte non per uso medico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società non tollera alcun atteggiamento intimidatorio o discriminante e adotterà misure disciplinari adeguate nei confronti di coloro che assumessero tali atteggiamenti o abusassero della propria posizione di autorità all’interno dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I dipendenti che ritengono di aver subito discriminazioni possono riferire l’accaduto all’apposito Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I responsabili di funzione che dovessero “avere notizia” o “sospettare” la violazione di norme del presente Codice, debbono riferire “tempestivamente” all’Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I responsabili debbono altresì vigilare per impedire qualunque tipo di ritorsione contro chiunque fornisca notizie in ordine alla violazione di norme etiche e/o procedure interne o collaboratori nelle indagini all’uopo svolte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.3 Selezione del personale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La selezione del personale avviene nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia ed è subordinata alla verifica della piena competenza dei candidati rispetto ai profili professionali richiesti dall’azienda, nel rispetto delle pari opportunità per tutti i soggetti interessati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.4 Assunzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’assunzione del personale avviene sulla base di regolari contratti di lavoro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.5 Doveri del personale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il personale, come già precisato nell’incipit introduttivo, deve impegnarsi a rispettare gli obblighi previsti dal presente Codice ed attenersi, nell’espletamento dei relativi compiti, al rispetto della legge improntando la propria condotta ai principi di integrità, correttezza, fedeltà e buona fede.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il personale che dovesse “avere notizia” o “sospettare” la violazione di norme del presente Codice, deve riferire in prima istanza al suo responsabile, in sua assenza o qualora la segnalazione rimanga disattesa, direttamente (verbalmente o per iscritto) all’Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.6 Ulteriori doveri, scritture contabili e registrazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Coloro ai quali è affidato il compito di tenere le scritture contabili sono tenuti ad effettuare ogni registrazione in modo accurato, completo, veritiero e trasparente ed a consentire eventuali verifiche da parte di soggetti, anche esterni, a ciò preposti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le evidenze contabili devono basarsi su informazioni precise e verificabili e devono rispettare pienamente le procedure interne in materia di contabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni scrittura deve permettere di ricostruire la relativa operazione e deve accompagnarsi ad una adeguata documentazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutte le azioni riguardanti l’attività di azienda devono risultare da adeguate registrazioni che consentano di operare verifiche e controlli sul processo di decisione, autorizzazione e svolgimento. Chiunque venga a conoscenza di eventuali omissioni, errori o falsificazioni è tenuto a darne notizia all’apposito Organismo di Vigilanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.7 Beni aziendali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone per ragioni di ufficio. Non è ammesso l’utilizzo difforme di beni e/o risorse di proprietà dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni dipendente è direttamente e personalmente responsabile della protezione e dell’utilizzo legittimo dei beni e delle risorse a lui affidate per lo svolgimento delle proprie funzioni ed Archidata adotta tutte le misure necessarie al fine di impedire utilizzi distorti degli stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.8 Uso dei sistemi informatici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per quanto concerne l’utilizzo dei sistemi informatici ogni dipendente è responsabile della sicurezza dei sistemi utilizzati ed è soggetto alle disposizioni normative in vigore ed alle condizioni dei contratti di licenza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Salvo quanto previsto dalle leggi civili e penali, rientra nell’uso improprio dei beni e delle risorse aziendali l’utilizzo dei collegamenti in rete per fini diversi da quelli inerenti al rapporto di lavoro o per inviare messaggi offensivi o che possano arrecare danno all’immagine dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni dipendente è altresì tenuto a prestare il necessario impegno al fine di prevenire la possibile commissione di reati mediante l’uso degli strumenti informatici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.9 Regali, omaggi ed altre utilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dipendente non può chiedere, per sé o per altri, regali o altre utilità, né accettare questi ultimi, salvo quelli d’uso di modico valore o conformi alle normali pratiche commerciali e di cortesia, da chiunque abbia tratto o che comunque possa trarre benefici dall’attività dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dipendente non può altresì offrire regali o altre utilità a tutti quei soggetti da cui possa acquisire trattamenti di favore nella conduzione di qualsiasi attività collegabile alla società. Non possono essere attribuiti vantaggi illeciti a clienti o fornitori pubblici e privati. I regali ed i vantaggi offerti ma non accettati, che eccedano il valore modico, devono essere segnalati per consentire una adeguata valutazione all’Organismo di Vigilanza dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.10 Obblighi di informazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutti i dipendenti sono tenuti a riferire con tempestività e riservatezza al diretto Responsabile ogni notizia di cui siano venuti a conoscenza nell’espletamento delle loro attività lavorative, circa violazioni di norme giuridiche, del Codice Etico o altre disposizioni aziendali che possano, a qualunque titolo, coinvolgere la società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Responsabili devono vigilare sull’operato dei collaboratori assegnati e devono informare l’Organismo di Vigilanza di ogni possibile violazione delle predette norme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.11  Obblighi dei collaboratori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le disposizioni di cui ai punti precedenti sono estese a tutti gli eventuali collaboratori, consulenti, agenti e mandatari dell’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8.12 Salute e sicurezza sul lavoro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Archidata si impegna a predisporre e mantenere ambienti di lavoro sicuri e salubri nel rispetto della normativa antinfortunistica vigente nei paesi in cui opera e a diffondere e consolidare una cultura della sicurezza e salute sul lavoro sviluppando la consapevolezza dei rischi, promuovendo comportamenti responsabili da parte di tutti i collaboratori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           9. RAPPORTI CON I CLIENTI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           9.1 Uguaglianza ed imparzialità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei rapporti con i clienti, la società assicura il rispetto dei principi di uguaglianza ed imparzialità, instaurando con i medesimi un rapporto caratterizzato da elevata professionalità ed improntato alla disponibilità, al rispetto, alla cortesia, alla ricerca ed all’offerta della massima collaborazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La soddisfazione dei propri Clienti rappresenta un obiettivo fondamentale per Archidata e, a tal fine, la società è impegnata a garantire la qualità dei servizi erogati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           9.2 Contratti e comunicazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I contratti e le comunicazioni con i Clienti devono essere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      chiari e semplici, formulati con il linguaggio più vicino possibile a quello della clientela diffusa;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      conformi alle normative vigenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’azienda si impegna a comunicare tempestivamente e nel modo più appropriato ogni informazione relativa ad eventuali modifiche e variazioni nella prestazione del servizio erogato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’azienda si impegna a favorire l’interazione con i clienti attraverso la gestione e la risoluzione rapida di eventuali reclami e/o avvalendosi di appropriati sistemi di comunicazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società tutela la privacy dei propri Clienti, secondo le norme vigenti in materia, impegnandosi a non comunicare, né diffondere, i relativi dati personali, economici e di consumo, fatti salvi gli obblighi di legge.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10. RAPPORTI CON I FORNITORI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10.1 Scelta del fornitore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La selezione dei fornitori di beni e servizi, o comunque l’acquisito di beni e servizi di qualsiasi tipo sono effettuati sulla base di criteri oggettivi e documentabili, improntati alla ricerca del miglior equilibrio tra vantaggio economico e qualità della prestazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni procedura di selezione deve essere espletata nel rispetto delle più ampie condizioni di concorrenza ed ogni eventuale deroga a tale principio deve essere autorizzata e motivata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei rapporti con i Fornitori, la società si ispira a principi di trasparenza, eguaglianza, lealtà e libera concorrenza. In particolare, nell’ambito di tali rapporti i Destinatari sono tenuti a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·     assicurare che sia svolta, prima del conferimento dell’incarico di fornitura, un’attività di due diligence  sulla controparte;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·     instaurare relazioni efficienti, trasparenti e collaborative, mantenendo un dialogo aperto e onesto in linea con le migliori consuetudini commerciali;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·     ottenere la collaborazione dei Fornitori nell’assicurare costantemente il più conveniente rapporto tra qualità, costo e tempi di consegna;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      esigere l’applicazione delle condizioni contrattualmente previste;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·     richiedere ai Fornitori di attenersi ai principi del presente Codice Etico e includere nei contratti apposita previsione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      operare nell’ambito della normativa vigente e richiederne il puntuale rispetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10.2 Trasparenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le relazioni con i fornitori dell’azienda, comprensive dei contratti finanziari e di consulenza, sono regolate dalle norme del presente Codice e sono oggetto di costante ed attento monitoraggio da parte della società anche sotto il profilo della congruità delle prestazioni o dei beni forniti rispetto al corrispettivo pattuito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso il suo sistema Informativo gestionale, e le procedure organizzative esistenti, la società è in grado di documentare l’intera procedura di selezione e di acquisto tali da consentire la ricostruzione di ogni operazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10.3 Correttezza e diligenza nell’esecuzione dei contratti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La società ed il fornitore devono operare al fine di costruire un rapporto collaborativo e di reciproca fiducia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11. RAPPORTI CON GLI ENTI PUBBLICI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le Autorità che svolgono funzioni di vigilanza sono ispirati ai principi di integrità, correttezza, veridicità, trasparenza, efficienza e collaborazione. Nello specifico, a mero titolo esemplificativo, si indicano di seguito, i comportamenti vietati:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •       promettere, offrire o in alcun modo versare o fornire somme, beni in natura, donazioni, sponsorizzazioni, offerte di impiego o altri benefici (salvo che si tratti di doni o utilità d’uso di modico valore e comunque conformi ragionevoli e proporzionati avuto riguardo alle specifiche circostanze), anche a seguito di illecite pressioni, a pubblici funzionari, a soggetti che vantino relazioni con i medesimi o ad interlocutori privati con la finalità di promuovere o favorire gli interessi della Società; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •       tenere ed intraprendere tali comportamenti ed azioni nei confronti di coniugi, parenti od affini delle persone sopra descritte;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •       tenere comportamenti comunque intesi ad influenzare impropriamente le decisioni dei funzionari che trattano o prendono decisioni per conto della Pubblica Amministrazione; tali comportamenti dovrebbero essere evitati durante tutto il corso del rapporto;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •       fornire o promettere di fornire, sollecitare o ottenere informazioni e/o documenti riservati o comunque tali da poter compromettere l’integrità o la reputazione di una od entrambe le parti in violazione dei principi di trasparenza e correttezza professionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I comportamenti descritti sono vietati sia nel corso del rapporto con la Pubblica Amministrazione o con la controparte privata, sia una volta che questi siano conclusi. I Destinatari non possono utilizzare fondi propri al fine di aggirare le disposizioni del presente Codice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni attività di lobby dovrà essere conforme con la normativa applicabile e con i regolamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rapporti con partiti politici ed organizzazioni sindacali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I rapporti con partiti politici, organizzazioni sindacali e altre associazioni portatrici di interessi sono tenuti nel rispetto delle norme del presente Codice, avendo particolare riguardo ai principi di integrità, correttezza, veridicità, trasparenza, imparzialità ed indipendenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei rapporti con tali categorie sono vietati i comportamenti e le azioni descritti al paragrafo precedente ed in quello successivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono consentite forme di collaborazione di tipo strettamente istituzionale finalizzate a contribuire alla realizzazione di eventi o di attività, quali l’effettuazione di convegni, seminari, studi, ricerche, ecc., sempreché non finalizzate ad ottenere indebiti favori o comunque per perseguire scopi illeciti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcun contributo politico potrà essere concesso senza la preventiva approvazione del Consiglio di Amministrazione, in conformità a tutte le leggi applicabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Regalie, benefici o altre utilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È fatto divieto ai Destinatari di offrire, erogare, promettere o concedere a terzi nonché accettare o ricevere da terzi, direttamente o indirettamente, anche in occasioni di festività, benefici, beni in natura, donazioni, sponsorizzazioni, offerte d’impiego o altre utilità ed anche sotto forma di somme in denaro, beni o servizi. Sono consentiti solo donativi di modico valore direttamente ascrivibili a normali relazioni di cortesia e comunque non finalizzati ad ottenere indebiti favori o perseguire scopi illeciti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I predetti donativi devono essere tali da non poter ingenerare - nell’altra parte, ovvero, in un terzo estraneo ed imparziale - l’impressione che essi siano finalizzati ad acquisire o concedere indebiti vantaggi, ovvero tali da ingenerare comunque l’impressione d’illegalità o immoralità. In ogni caso, tali donativi devono essere sempre documentati in modo adeguato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È comunque vietato ai Destinatari sollecitare l’offerta o la concessione, ovvero, l’accettazione o la ricezione, di donativi di qualsiasi genere, anche se di modico valore in caso l’attività possa essere percepita come un tentativo per ottenere un vantaggio sleale o se in grado di influenzare negativamente la reputazione della società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ogni caso, se le leggi o i regolamenti locali non consentono ad un soggetto pubblico di accettare un dono, un beneficio o altra utilità, questi non possono essere offerti indipendentemente dal valore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qualsiasi Destinatario che, nell’ambito delle proprie funzioni, stipuli contratti con terzi deve vigilare affinché tali contratti non prevedano o implichino donativi in violazione del presente Codice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12. MODALITÀ DI ATTUAZIONE E DI CONTROLLO DEL CODICE ETICO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12.1 Istituzione dell’Organismo di Vigilanza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È istituito l’Organismo di Vigilanza per il controllo interno avente il compito di vigilare sull’attuazione ed il rispetto del presente Codice e sui modelli di organizzazione e gestione, sulla loro effettività, adeguatezza e capacità di mantenere nel tempo i requisiti di funzionalità e solidità richiesti dalla legge. In particolare, l’Organismo di Vigilanza:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ø ha la responsabilità di esprimere pareri vincolanti riguardo alle problematiche di natura etica che potrebbero insorgere nell’ambito delle decisioni aziendali ed alle presunte violazioni del Codice Etico ad esso riferite dai Responsabili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ø deve seguire la revisione periodica del Codice Etico e dei suoi meccanismi di attuazione anche attraverso la presentazione di proposte di adeguamento;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ø ha il compito di impostare ed approvare il piano di comunicazione e formazione etica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12.2 Composizione dell’Organismo di Vigilanza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Organismo di Vigilanza è un organo dell’azienda dotato di indipendenza, di piena autonomia di azione e di controllo, la cui attività è caratterizzata da professionalità ed imparzialità, al quale è attribuita tale carica attraverso apposito atto deliberativo del Consiglio di Amministrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I membri dell’Organo di Vigilanza durano in carica secondo quanto stabilito dall’atto di nomina dell’Amministratore Unico e possono essere revocati dall’amministratore medesimo per giusta causa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12.3 Funzione di Audit
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le funzioni di Audit sono attribuite all’Organismo di Vigilanza. Tale Organismo predispone il calendario di audit può delegare all’esecuzione degli stessi professionisti esterni o responsabili/esperti aziendali. I Responsabili aziendali di Area che ricevono eventuali segnalazioni, provenienti dalla struttura di riferimento, delle eventuali violazioni del Codice Etico, ne riferiscono all’Organismo di Vigilanza. L’Organismo di Vigilanza ha libero accesso ai dati, alla documentazione ed alle informazioni utili per lo svolgimento delle attività di competenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Responsabili aziendali di Area sono tenuti a collaborare fattivamente per l’espletamento delle attività sopra indicate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12.4 Segnalazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutti i soggetti interessati, interni ed esterni, sono tenuti a segnalare verbalmente o per iscritto (rispetto alla natura della violazione) ed in forma non anonima, eventuali inosservanze del presente Codice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli autori interni di segnalazioni palesemente infondate sono soggetti a sanzioni di natura disciplinare, mentre gli autori esterni di segnalazioni palesemente infondate sono soggetti alle sanzioni previste dalla normativa vigente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’azienda tutela gli autori delle segnalazioni contro le eventuali ritorsioni cui possono andare incontro per aver riferito di comportamenti non corretti e ne mantiene riservata l’identità, fatti salvi gli obblighi di legge.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12.5 Sistema Disciplinare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La violazione delle norme del Codice Etico da parte dei suoi destinatari lede il rapporto di fiducia instaurato con l’azienda e può comportare l’irrogazione di sanzioni disciplinari, graduate con la “gravità della violazione”; mantenendo salva l’eventuale richiesta di risarcimento del danno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rispetto ai lavoratori dipendenti l’osservanza delle norme del Codice Etico è parte essenziale delle obbligazioni contrattuali ai sensi e per gli effetti degli articoli 2104, 2105 e 2106 del Codice Civile e dei CCNL di categoria e contratti individuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I destinatari delle sanzioni possono essere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      Amministratore;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      dipendenti (Dirigenti, Quadri, Impiegati, Operai);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      terzi destinatari (Collaboratori esterni, Consulenti, Partners, Fornitori...);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·      membri OdV;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli illeciti disciplinari vengono raccolti (in modo diretto o indiretto) dall’OdV, che dopo gli opportuni accertamenti per la verifica delle infrazioni, proporrà l’applicazione delle sanzioni previste dal seguente modello all’organo preposto cui spetta la decisione finale sulla sanzione da applicare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 26 Dec 2019 14:56:38 GMT</pubDate>
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